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Vecchio 05-08-2011, 11:12   #11
pieroesilvia
Mukkista in erba
 
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Partiamo alle 9,30 del mattino e percorriamo la strada costiera fino a Spinalonga dove ci fermiamo per il bagno e rifocillarci. Questo tratto dell'isola è molto piu' turistico e lo si nota dai residence e dagli hotel che si affacciano sulla strada per il loro lusso accentuato. Spinalonga è praticamente un isola creata dalla Serenissima tagliando l'istmo che la collegava alla costa e trasformata in base militare di protezione per l'accesso ai canali verso la terraferma; è molto panoramica e il mare che la circonda è poco profondo e limpido e a guardia dell'isola vi sono tre antichi mulini a vento che servivano per l'estrazione e la lavorazione del sale. Ripartiamo nel pomeriggio per SITIA dove arriviamo con largo anticipo e dove facciamo il biglietto per Rodi pagando 76 euro per il passaggio ponte. Ci fermiamo in uno dei tanti bar dotati di divanetti e musica e decidiamo di trovare un localino dove cenare in anticipo dato che l'imabarco avverrà nel tardo pomeriggio e non ci va di mangiare in traghetto. Troviamo un posticino sul porto turistico che serve deliziose sarde alla griglia e insalate varie oltre a ogni altro piatto ma preferiamo restare leggeri non sapendo se il mare aperto possa essere agitato o meno. Al momento dell'imbarco facciamo le foto alle zavorrine a cavallo delle moto dopo di che, una volta esserci assicurati del corretto posizionamento delle moto, saliamo sul ponte prendiamo posto e lasciamo che la serata scorra fino a prendere sonno.

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Arriviamo a Rodi alle 5 e 30 del mattino attraversando la città addormentata con le sue bellissima mura illuminate e ci dirigiamo verso THALASSOS a circa 20 km di distanza dove una mia amica aveva passato le vacanze appena dieci giorni prima. Giungiamo all'hotel SABINA mentre tutti dormono e svegliamo il portinaio che ci concede le camere al costo di 50 euro a notte a coppia e ci tuffiamo nel letto per riposare, avendo passato la notte praticamente in bianco dato che il traghetto fermava ad ogni piccola isola fra Creta e Rodi illuminando i ponti a giorno e trasmettendo ad alta voce dall'altoparlante l'invito a scendere dalla nave. Ci svegliamo verso le 10 del mattino scendiamo a fare colazione e io e silvia (gli altri dormono) notiamo con piacere che la sala è stracolma di ogni genere alimentare. Rifocillati decidiamo di andare sulla spiaggia che si presenta pulita ma cosi ventosa da essere praticata solo da surfisti e kite. Non essendoci ombra disponibile e non volendo prendere i lettini per il forte vento verso le 12 torniamo in hotel dove troviamo gli altri spaparanzati in piscina e ci uniamo a loro. Io e Zeno decidiamo cosa vedere e quali strade fare studiando la cartina ma siamo distratti dalle bellissime farfalle che ci svolazzano intorno e da strane lucertole dall'aspetto simile a piccole iguane e con la coda blu. Le farfalle sono cosi tante e belle che decidiamo nel pomeriggio di recarci alla valle omonima a pochi km di distanza e da li, dopo la visita, recarci a Rodi città per la cena e una passeggiata, passando prima dalla località di KEFILARI dove cercheremo un albergo per passare i restanti giorni rimasti ed essere a metà strada fra RODI e LINDOS. La valle è ombreggiata ma l'aria, rispetto a Creta si è fatta densa e irrespirabile per il caldo, tanto che la ADV di Zeno riporta 41 gradi all'ombra alle 16 del pomeriggio. Partiamo alla volta di Rodi facendo il giro antiorario per scoprire strade alternative e arriviamo in centro città con sufficiente luce da permetterci una visita delle mura.

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Sono maestose e perfettamente curate e portano ancora sui muri e sui portali di ingresso, gli stemmi araldici delle famiglie che si sono succedute alla guida dell'ordine dei cavalieri. La città si presenta con una cinta muraria esterna imponente e i suoi quartieri interni suddivisi in quello ottomano, ebraico e la fortezza vera e propria dove vivevano i nobili cavalieri. Anche qui come ormai succede in ogni località turistica ogni vano, locale, casa, stanza o altro è occupato da ogni tipo di esercizio al servizio del turista e anche qui si ripete la solita solfa del non poter passeggiare senza che qualche ristoratore si avvicini glorificando ed esaltando la cucina tipica ad un buon prezzo facendoci sentire come il miele assalito dalle mosche. Visitiamo una delle tante arterie che dividono la città e dalle quali poi si ripartono un infinità di vicoli e stradine che mettono l'imbarazzo della scelta su quale seguire o attraversare. La temperatura è alta spira un forte vento caldo che soffoca e sorridiamo nel notare che fra i tanti negozi di souvenir, magliette, pellame o artigianato spicciolo, ve ne sono diversi che vendono pellicce che spiccano come un cazzotto in pieno viso fra bermuda, sandali e magliette appese ovunque. Arrivati in una delle piazze principali del quartiere antico, piazza della fontana, veniamo letteralmente assaliti dai ristoratori che fanno a gara per convincerci ad entrare nei loro ristoranti e sussurrandoci raccomandazioni di evitare il locale concorrente per vari motivi. Alla fine optiamo per un ristorante scelto da Matteo, saliamo sul tetto del locale e ci sediamo godendoci la vista della piazza dall'alto. Il sole sta tramontando e il color rosso-arancio che si staglia sulle facciate dei palazzi rende l'atmosfera affascinante. Non mangiamo male anzi, ma rispetto agli altri posti finora provati il rapporto qualità quantità e prezzo è sfavorevole. Spediamo 42 euro a coppia ma non ci alziamo sazi dalla tavola come era finora accaduto. Decidiamo di passeggiare lungo le mura esterne ammirando le luci notturne che esaltano le mura possenti e sbavando nel porto turistico dedicato ai panfili....

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"all'anima della miseria" esclamo piu' volte ammirando imbarcazioni di 40 o 50 metri che si cullano placidamente di fronte ai torrioni. Per non morire di invidia e continuare a digerire lo schiaffo alla povertà, rientriamo all'interno delle mura e ci dedichiamo alla visita dei vicoli interni, quelli che sono fuori mano dalle invasioni turistiche, ammirando gli splendidi cortili o le facciate dei palazzi che alternano i motivi europei da quelli ottomani e contemplando estasiati gli scorci meravigliosi che l'insieme compone.

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Verso le 23.00 riprendiamo le moto e ritorniamo verso Thalassos percorrendo tutto il lungomare dove si stagliano i grandi hotel e i megaresidence costruiti per fortuna fuori dalla vista delle antiche mura. L'indomani partiamo seguendo la litoranea per dirigerci a sud dell'isola dove un piccolo isolotto(PARASONISIS) e un istmo, che appare solo durante la fase di bassa marea, crea una doppia baia famosa nel mondo dei surfisti e dei kite per il vento onnipresente e sempre teso che permette loro evoluzioni di ogni tipo.

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Attraversiamo i paesi di Theologos,piccolo villaggio che si estende all'interno, Kritina dove ci sono i resti di un castello dei cavalieri ben conservato e con una vista da perdere il fiato sui primi isolotti del Dodecaneso, Monolitos che ha solo 237 abitanti ma è il maggior centro di produzione di frutta e verdura per tuta l'isola e Apolarka che dalle colline domina le discese verso l'istmo. La bellezza della costa è unica dato che non si vede anima viva sulle spiagge e perchè il turismo non bazzica questa zona. Per la verità in tutta l'isola le concentrazioni turistiche si accentrano verso Rodi Lindos e la localita di KALIFARi un antipasto della vita notturna che troveremo a Mykonos.
Molti anziani dell'isola parlano bene l'italiano dato che la stessa è stata territorio tricolore dal '17 al 45' e nei nostri spostamenti avremo modo di fermarci e fare conoscenza con alcuni abitanti che ci raccontano di come fosse la vita sotto il dominio italiano. Arrivati a Parosonisis lo spettacolo di centinaia di vele colorate ci si apre davanti e stavolta giunti sulla spiaggia gremita di camper e attrezzature per gli amanti di quel tipo di sport prendiamo due lettini e ci godiamo la giornata dato che per fortuna il vento è molto teso e non ci fa penare il caldo asfissiante che ormai da due giorni investe l'isola. Nel tardo pomeriggio sotto un vento sahariano montiamo in sella e raggiungiamo Kefilari dove troviamo alloggio all'hotel SOFIA spendendo 35 euro per la camera e finalmente ci facciamo una meritata doccia. La cittadina è dedicata ai giovani e ogni locale spara musica a tutto volume ed è dotato di megaschermi che tramettono programmi sportivi o musicali. Accanto al nostro albergo vi è un locale dove vengono fatti spettacolini piccanti e le bellissime ragazze che fanno da promoter per l'ingresso catturano gli sguardi maschili ( bava alla bocca) e femminili ( bruciate vive all'istante). Beviamo qualcosa e ci concediamo una fumatina di narghilè alla mela e a mezzanotte ce ne andiamo a nanna con il sottofondo dei rumori che la città produce fino alle 5 del mattino....
CONTINUA
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pieroesilvia non è in linea   Rispondi quotando
 


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