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Auto - 'Quella volta che buttai fuori strada Niki Lauda' - Autobiografico
Sono stato un ragazzo fortunato, e tutto sommato lo sono ancora, per il modo e per una serie di circostanze che mi hanno permesso di vivere in pieno questa enorme passione, pur se non da protagonista diretto come sognavo da ragazzino. Una vita lavorativa quasi tutta spesa nell'ambiente ed una serie di incontri con personaggi straordinari, che ogni volta si sono concessi con inaspettata semplicità e disponibilità, quasi captassero la sensazione di respirare la stessa aria, di vedere compresi in pieno i ricordi e le emozioni. Li porto tutti nel cuore, con la sensazione di aver ricevuto un dono, un privilegio. L'età è stato il mezzo di trasporto necessario per attraversare un'epoca meravigliosa e l'epopea del Motorsport più vero, 'Velocità, Sangue e Romore', i drammi a are da contorno alle gesta di uomini che erano eroi, oltre che piloti. Il rispetto che nutrivi per loro, quando li vedevi salire in sella o calrsi negli abitacoli, sereni nell'accettazione di un destino incerto, di un viaggio moto spesso senz ritorno.
La moto sempre stata protagonista assoluta della mia vita, ma in da bambino sono stato molto appassionato anche di F1, quella vera. Tutto nacque con il regalo, da parte di mio babbo, di un libriccino su Lorenzo Bandini, un volumetto di nemmeno un centinaio di pagin, qualche oto in bianco e nero, la tragedia di Montecarlo. Mi incantai a leggere la storia del ragazzo dall'aria mite, nato garzone di oicina e diventato pilota della Ferrari. Anche per la 1, i drammi contribuirono a formare una passione quasi mistica, con eventi che mi toccarono molto da vicino. I Paletti erano amici di amiglia, Riccardo aveva solo pochi anni più di me ed io ne seguii tutta la carriera. Vederlo morire in diretta TV, al via di Montreal, sentire le grida disperate della sua mamma, u atroce. Solo pochi giorni prima, erano seduti nel salotto di casa nostra, e Riccardo mi raccontava, ancora quasi incredulo per quella svolta della sua breve carriera. Certi avvenimenti ti segnano per sempre, ti possono allontanare da quella passione oppre fortiicarla, farti capire che, comunque, tu sei nato per quello, e quella sarà non olo passione, ma la tua vita stessa, per sempre.
Questa lunga remessa per far capire quanto fossi totalmente coinvolto da questo mondo, ero autentico divoratore sia di Autosprint che di Motosprint, quest'ultimo uscito parecchi anni dopo. Bene, fu proprio la lettura di un numero di Autosprint a provocare l'incontro più assurdo di tutti, quello con Miki lauda, uno dei miei idoli da sempre. Avevo una ventina d'anni, consumavo Autosprint fino a leggere pure tutti gli annunci pubblicitari, ed un giorno mi imbatto in un'inserzione, un quarto di pagina, che recitava più o meno così: 'Diventa pilota per un giorno, all'Autodromo di Monza, con gli istruttori del Carlo Rossi Driving Camp'. In pratica, un evento organizzato da BMW italia, con un tot di posti disponibili per un corso di guida in pista con le 20 IS e le M3. All'epoca non esistevano le Mail, c'era il coupon da ritagliare, compilare e spedire, sperando di essere tra i prescelti, mi pare di ricordare fossero 50 posti. Ritaglio, compilo al volo e mi precipito dal tabaccaio, ricordo come osse ora che mi accio dare il rettangolino rosso 'Espresso' ed imbuco la missiva. Inutile dire che, a quel punto, la antasia iniziava a galoppare. Dovete sapere che, all'epoca, spendevo mezzo stipendio per andare a girare a Monza, una settimana in moto ed una in auto, con la Lancia Delta del babbo che, ovviamente, era del tutto alloscuro e che non capiva come mai l'auto dovesse rifare i freni ogni 2000 Km. Insomma giocavo in casa e vedevo tutto chiaro nella mia mente. Faccio il corso, piazza un giro veloce che lascia tutti di stucco ed il pomeriggio stesso mi ritrovo in tasca il contratto da pilota uiciale BMW per il Mondiale Turismo.
Passano i giorni, e arrivala teleonata, sono entrato tra i prescelti, accettata la mia iscrizione. Non dormo per una settimana, la mattina del sabato mi faccio accompagnare dalla mia morosa di allora,tale Rosanna, perchè al babbo serve l'auto, quindi andiamo con la Citroen AX bianca, ìPriscilla', in autodromo, siamo nel paddock alle sette del mattino, non c' ancora nessuno. Dopo un paio d'ore ecco i bilici della BMW e della Pirelli, e quelli della scuola di pilotaggio, con le 320 e le M3, tutte rigorosamente bianche. Ci sono Carlo Rossi, Umberto Grano, Roberto Ravaglia, Andrea Zanussi, insomma tutta gente dal piede pesantissimo. A me tocca come istruttore Andrea Zanussi, e mi becco pure la M3. acciamo un giro con lui che guida, non va male ma io posso are meglio, mi dico. Poi si ferma, cambio di posto, Andrea mi osserva mentre mi regolo il sedile, aggiusto la distanza dal volante e si complimenta perchè dice che tutto corretto. Penso tra me 'Adesso ti faccio vedere io come si guida a Monza', e parto. ma alla prima variante, c'era ancora la bellissima 'tripla', mi stoppa, mi dice non orzare, cura bene l'ingresso, lasciala scivolare, aspetta di allineare prima di dare gas' avanti così- Mi dico...vabbè, vuile essere sicuro prima di lasciarmi briglia sciota e farmi scatenare l'inferno. Macc, tre giri da cummenda, e rientriamo al box, mi dice bravo, tutto corretto, adesso vai al bilico della BNW per l'attestato di partecipazione. Niente giro veloce quindi, e di contratto da pilota nemmeno aparlarne, ho una specie di pergamena che attesta la partecipazione, firmato ed approvato, e finisce lì. Resto come un fesso, i miei sogni arrotolati e messi via insieme alla pergamena ed il dispiacere lenito da uno di quei panini mufiti ed incellophanati che vendevano al baretto dell'Autodromo, ve li ricordate? manufatti gastronomici che solo la passione e succhi gastrici da rinoceronte rendevano possibile digerire.
Nel frattempo si p atto primo pomeriggio, con Rosanna andiamo all'interno della Parabolica, uno dei miei punti di osservazione preeriti, per guardare girare gli altri. Tutti a passo di lumaca come era toccato a me, inch vedo arrivare alla staccata una M3 che frena bello profondo, e piazza un ingrsso da manuale. Mi dico... ah per. Giro successivo, arriva di nuovo, noto che porta un cappellino rosso, stacca ancora più sotto, con il tizio seduto accanto che si regge alla maniglia. la M3 scivola, scivola fino al limite del sovrasterzo maresta composta. Spettacolo, mi lascio scappare, ed un altro osservatore accanto a me dice 'E' Niki Lauda'. Sapevo che all'epoca Niki, ritiratosi dalla F1, aveva qualche intrallazzo con BMW, ed era presente all'evento per fare qualche giro di pista portando qualche personaggio a provare l'ebbrezza. Non ci posso credere, prendo Rosanna per la collottola, saliamo su Priscilla e ritorno a manetta nel paddock, per beccare Nii che nel frattempo ha finito di girare. Arrivo e noto subito un capannello, una ila già piuttosto folta, davanti alla quale spunta un cappellino rosso. Mi sporgo a guardare e vedo che sotto il cappellino c' Niki, afiancato da quella che credo sia una guardia del corpo, che irma autografi. Mi metto pazientemente in coda, aspetto, aspetto inchp arrivo ad avere davanti solo quattro o cinque persone. A quel punto Niki si era di botto, come Forrest quando smette di correre, e dice ad alta voce 'Io dofere are pipì'. Pianta lì tutti e si allontana, e io dico machecazz, proprio una giornata storta. Ora, io non so se qualcuno qui ricorda come fosse fatto il paddock di Monza 40 anni fa, c'erano comunque dei bagni, tutti affiancati, ciascuno chiuso da una porta n ferro. Nili si era infilato tra due bilici ed era sparito, ma io conoscevo il posto in ogni anfratto, quindi decido di seguirlo pure al gabinetto, con Rosanna a rimorchio. provo una ad una le porte dei gabinetti inch vedo quello chiuso e mi piazzo fuori, mi dico che stavolta lo becco e pazienza se non si lavato le mani. Ecco il suono dello sciacquone, io sono pronto come un falco, la porta si apre e...spunta un tizio qualsiasi, che si sta rassettando le parti basse e che quando mi vede appiccicato alla porta mi guarda con sospetto e si allontana alla svelta. A tutt'oggi, ancora mi chiedo come avesse atto Nili a sparire in quel modo, ma dopotutto anche queste sono le abilità che fanno di un pilota un fuoriclasse. me ne sto assorto e rassegnato, a smaltire la nuova delusione, quando mi sento strattonare da Rosanna che mi dice ...'ma non è quello lì?' Mi indica una BMW serie 5 Tourung che sta lasciando il parcheggio, lla guida c' il cappellino rosso di Niki con sotto lo stesso Nili, afiancato dal tizio di cui sopra. Di nuovo strattono la mia malcapitata morosa, corro alla macchina, con lei che mi grida ma dove vai, ormai è andato via. Le dico sali o ti lascuo qui, parto agommando e seminando il panico tra ciclisti caracollanti, famigliole con mocciosi al seguito e bancarelle di memorabilia, per puro miracolo non travolgo nessuno e mi lancio all'inseguimento. Imbocco il sottopassaggio del rettilineo a chiodo, talmento che il ascione anteriore 'spancia' come capita al 'Bottomo o barregarrow' del TT. Sbuco dall'altra parte, e vedo la BMW nera davanti a me, devo raggiungerla prima che esca dal parco.Curva a 0 gradi, freno a mano, la faccio di traverso, imbocco il rettilineo e gli sono quasi attaccato. Gli arrivo quasi a toccare il posteriore, come aceva keke Rosberg nei sorpassi, per supplire alle carenze del sui Cosworth asmatico. Presa la scia, colpo secco di sterzo, proprio come keke, e lo aiando. la stradina p stretta, le due auto afiancate ci stanno appena, grido a Rosanna di dire a Niki di fermarsi, attraverso il finestrino. li terrorizzata si sprofonda nel sedile e dice 'mi vergogno'. Devo fare da solo, lui accelera, io accelero, maledetto non molla. All'improvviso, di fronte ed in senso inverso, un'altra auto di un poveraccio che procede ignaro,e attacca a suonare all'impazzata. Decisioni da prendere in un istante, mollare e darla vinta a Niki, o tenere giù e morire da erore. vada per la seconda, alla ine Nii alza il piede, io rientro all'ultimo momento, gli inchiodo davanti e lui, per evitarmi, sterza a destra e finisce nel prato, inilandosi tra gli alberi, mentre il poveraccio di cui sopra mi seppellisce di insulti e saracche irripetibili.
Accosto pure io escendo in tutta fretta dala macchina, per non farlo scappare di nuovo, mi piazzo accanto alla BMW, senza rendermi pienamente conto di quanto cominato, sono troppo emozionato per essere inalmente a tu per tu con uno dei miei miei. 'Efzzzzzz' Il ronzio el vetro elettrico mi risveglia, compare Niki, ed io inizio a gridare cose senza senso, sei n mito per me, volevo incontrarti, ero lì per te ma ti scappava la pipi, e poi te ne sei andato ed io non potevo lasciarti andare via ecc ecc'. Mi aspettavo qualsiasi reazione, magari una risata, magari qualche insulto, ed invece nulla di nulla. Mi issa. Non posso dimenticare lo sguardo, come lo avessi davanti ora.Gli occhi chiari, limpisi, azzurri che spiccavano contornati dal lamb delle bruciature. Mi fissava, inespressivo, ed io pensai fosse meglio tacere, la povera Rosanna si era atta piccola piccola alle mie spalle. Lui mi fissa e non parla, allora riattacco 'Senti Niki scusa la manovra scorretta, ma tu non ti fermavi, ho dovuto'. Lui inalmente parla., ma prima si mette l'indice alla tempia, e dice 'Tu matto, qui strada, traiko, no pista. Tu fa kosa molto stupida'. Io gli ripeto che ho dovuto, e lui aggiunge ' Io fa piano'. Come a dire...non te la tirare, sono io che ho mollato. Io bisbigliando mi lascio sfuggire, sisi va bene, intanto ti ho fregato'. Lui, che nel frattempo aveva smesso di bucarmi con lo sguarso, deve aver sentito, perchè mi fissa di nuovo, a quel punto abbasso la testa e mi guarso la punta delle scarpe. Lui si gira verso il tizio seduto accanto, gli fa un cenno, quello prende dal cassettino portaoggetti un blocchetto e glielo porge. 'Kome ti Kiami' mi dice Niki. Io rispondo, e lui mi scrive la dedica su un iglietto, me lo porge, ci diamo la mano, poi dice 'Io puo' andare, atesso?' Allora finalmente mi levo di torno, lui ingrana la retro, si rimette sulla strada e si allontana, resisto alla tentazione di seguirlo ancora mentre Rosanna , sollevata, se ne esce con 'Dai, stato gentile, pensavo to avrebbe mandato afancul0'. Ed io, mentre osservo estasiato il suo autografo, le rispondo ma no, certo ha detto così, ma, da pilota, ha apprezzato la manovra. E la tragedia p che ancora oggi, dopo 40 anni, sono convinto sia così.
Nella mia personalissima idea di paradiso, ci ritroveremo tutti, un giorno, io ed i miei idoli di una vita. Perch sono convinto che chi ha consacrato la propria esistenza ad un sogno, ad una passione, abbia mantenuto l'animo puro, ricevendo una sorta di Viatico. Ci sarà un Paradiso su misura, per ogni passione, per la nostra h Paddock con tutti i migliori mezzi, perfino quelli sognati e mai potuti possedere, e tutti i Campioni saranno lì, ad attendermi. Niki, mi isserai commentando 'Ah, eccoti qua, sei arrivato pure tu, pazzo italiano'. Mi si farò incontro K
ames Hunt, con ieans strappati, scalzo e due lattine di birra in mano. Mi dirà...ah, sei tu, senti andiamo laggiù, su quella nuvola, beviamoci una birra, qua purtroppo abbiamo soo questa merda analcolica, ma meglio di niente.Mi devi raccontare di come hai buttato fuori strada il topo austriaco, sai lui la racconta a modo suo, ma io voglio sapere come andata davvero'
PS
Vogliate scusare il racconto personale e gli errori di batttura, come detto sto acendo due cose insieme ed il tempo sempre lo stesso. Non voleva essere protagonismo, ma i pochi qui che hanno saputo questa cosa in privato mi avevano chiesto di raccontarla, magari poi cancello il post.
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Bmw S1000RR 2009, Bmw S1000RR 2013, Ducati Panigale V4S
Ultima modifica di Bladerunner72; Ieri a 23:04
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