e allora Dpelago, come sai amo gli escursus storici, pensa che negli anni 80 ancora non esisteva diffusamente la progettazione cad o comunque era agli albori, e anche la realizzazione dei prototipi di fusione con macchine cnc.
Di fatto fino a quegli anni le case erano restie a proporre motori nuovi (in campo auto li rimescolavano per 30 anni, vedasi il bialbero alfa o il fiat o i bmw e tutti gli altri) perche' lo sviluppo comportav ala realizzazione del modello di fusione in legno, la fusione in terra, le prove, poi se non andava si buttava tutto in mare e si ricominciava. Mio padre nel 50 si fece cosi' in esemplare unico un motore per la sua ducati cucciolo...
QUindi immagina lo sforzo immane dei jap di fare mille motori diversi e ogni anno cambiare. A meta' anni 80 erano pazzeschi. I listini erano infiniti . L'ordine logico di cui parli aveva dei costi spaventosi.
TRa l'altro in europa col cad e robotica eravamo piu' avanti, vedasi il motore fire uscito nel 1983 fatto per essere costruito totalmente da robot. L'impulso tecnologico venne dagli scioperi degli operai.....
Oggi costa molto meno lo sviluppo sopratutto in termini di tempo. Fanno un progetto in cad, lo passano sotto programmi di calcolo che ti dicono persino quale curva di coppia e potenza derivera' da quel disegno. Se vogliono cambiano qualche diametro o lunghezza o fase e vedono come evolve la curva. Tutto a tavolino. Quando son contenti fanno fare il prototipo da una macchina cnc o stampante 3D, fan la fusione e cominciano la messa a punto. QUeste cose negli anni 80 erano agli albori in europa e credo ancor meno in giappone.
DI fatto , almeno a quel tempo, le case jap moto non erano molto automatizzate, si produceva roba sopraffina sopratutto per grande dedizione e scrupolo delle maestranze, nel loro stile.
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