Harley Davidson è palesemente in crisi da 10 anni, ma a leggere alcuni di voi (qualcuno interessato ?.....) non sbaglia nulla, è colpa della clientela che non compra, stupidi....
Io invece penso che abbia commesso molti errori strategici, figli di una dirigenza apicale che non sa nulla di produzione di moto ma che applica algoritmi cretini di ingegneria gestionale, che sarebbero applicati ad un produttore di moto come di scarpe come di gelati.
Gli autogol principali sono stati una riconsiderazione della gamma assolutamente miope, tagliando presunti rami secchi (gamma Dyna e sportster) che invece erano la porta di ingresso al mondo Harley, di clienti che nella stragrande maggioranza dei casi approdavano poi a modelli di più alta gamma movimentando il mercato delle vendite e costituendo un nocciolo duro di clientela, che spesso possedeva due o più moto.
Oggi si vendono praticamente solo touring, da parte di clienti facoltosi che poi dopo un paio di anni abbandonano spesso il marchio per tornare su moto "normali".
La delocalizzazione sul mercato orientale della produzione lo trovo un altro autogol tragico per un marchio così iconico e americano fino al midollo. Sul mio Dyna c'era scritto "costruita con orgoglio negli Stati Uniti", oggi .... vabbè...
Tralascio poi ulteriori autogol come una produzione di modelli brutti (sportster S, un autentico rutto), una componentistica decisamente "cheap", problemi di elettronica sulle gamme attuali anche gravi (moto che si spengono all'improvviso mentre sei in marcia, e parlo di moto che costano quasi 50K).
Una gamma softail decisamente più brutta della vecchia (mettete vicino una Heritage del 2015 ed una odierna ...), incentrata tutta su un aumento di prestazioni inutile su moto che di prestazionale non hanno nulla.
L'Harley vendeva sul fascino, la storia, il valore del marchio e sull'estetica dei suoi prodotti unici.
Mi pare che oggi tutto questo si sia perso e che purtroppo il peggio deve ancora arrivare.
Che torni a fare moto belle, senza inseguire cavalli inutili, senza mettere plastica ovunque, senza cambiare un modello ogni sei mesi, e tornerà a vendere senza snaturare il proprio concetto di "moto diversa", che era la chiave del suo successo.
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