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Originariamente inviata da sartandrea
p visto che il limite č prima di tutto l'uomo
che proceda a 30km/h o 200km/h i miei tempi di reazione non cambiano ed č questo il limite che ritengo basilare nel sistema uomo-moto-ambiente
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era un po' la base del mio ragionamento. Molti hanno aggiunto pero' con ragione che oggi le strade sono molto piu' intasate, e non certo in condizioni di manutenzione migliori. Anche la considerazione che eravamo molto piu' giovani e' verissima, oggi vedo che l'eta' media dei motociclisti che incontro e' la mia ! (orrore!), e se sbatto in terra mi faccio molto piu' male che a 25 anni. Ma sopratutto e' vero che se l'uomo e' lo stesso, e i suoi tempi di reazione e capacita' pure, sara' anche vero che i freni frenano di piu', ma il tempo che ci metto a tirarli e' uguale, e se l'imprevisto mi si presenta a 80 e' diverso che a 140. E cosi' e' molto di piu' la strada che faccio prima che le pastiglie mordano.
Mi viene in mente un esempio abbastanza interessante:
la mia generazione usava le moto da regolarita' per tutto, era gia' grasso che colava se avevi una moto, altro che una per ogni uso.
Noi andavamo su strada con gli artigliati e i tamburi a mozzo conico.
CHi si ricorda sa bene che voleva dire non stare in strada e non fermarsi. Ma ci davamo dentro pure su asfalto. Facciate tante, sbucciature tante, morti nessuno.Erano moto che non toccavano i 120 effettivi nella maggioranza dei casi.
Generazione successiva, 125 spietate da strada, prima 140, poi 160 km/h
Freni e tenuta stellari, erano dei gioielli. Han cominciato a morire con i 125.