Quote:
Originariamente inviata da Diavoletto
il cliente medio si aspetta 4 valori uguali tra loro e uguali a quello che dice il manuale o che gli ha detto il gommista
|
Il succo è appunto questo
Il mio punto di vista è che questi valori non sono da vedere come sostitutivi del manometro del gommista, ma solo per sapere se le gomme sono sgonfie o meno.
Se il valore misurato viene normalizzato ad una determinata temperatura, questo valore mostrato diviene quindi indipendente (*) dalla temperatura del'aria nel pneumatico e quindi, a meno di forature, viene mostrato sempre il valore considerato corretto e uno scostamento da questo valore evidenzia una anomalia (foratura).
E questo indipendentemente dal valore considerato corretto. Chi come Aspes decide una diversa pressione diversa a seconda della temperatura del garage, vedrà quel valore mantenersi costante anche a gomma calda. Se il valore diminuisce allora è evidente che si è forato.
Nel caso in cui si mostrassero i valori reali, se in cima al passo leggi 3,2 o 3,4 (esempio di Diavoletto) non sai se quei 0,2 sono dovuti ad un minore riscaldamento dello pneumatico (benedetti camperisti !!) o dovuto ad una foratura che ti ha fatto perdere quei 0,2.
Lo scoprireste solo l'indomani mattina in garage.
Capisco il ragionamento di Aspes di adeguare la pressione di gonfiaggio alle condizioni di temperatura attese, ma dato che per far questo devi avere un compressore a disposizione (e quindi un manometro) a questo punto puoi risparmiarti i soldi spesi per il TPMS.
In sintesi il valore normalizzato è utile per capire se hai forato.
Il valore non normalizzato per capire se le gomme sono entrate in temperatura.
A me tra le due interessa più la prima.
(*) Diavoletto ci ha spiegato come la distribuzione termica all'interno dello pneumatico è molto complessa e quindi l'algoritmo di linearizzazione basato su un solo valore misurato di T, non può che essere di prima approssimazione. Quindi in pratica anche su questi sistemi il valore mostrato di fatto non resta costante.