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Vecchio 17-02-2024, 18:03   #51
Fagòt
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C’han lavorato tutta la sera variando di pochi gradi la rotazione della pompa che è gestita dalla cinghia di distribuzione frontale.
Ruotandola nelle asole di alloggio verso destra si anticipa l’immissione di gasolio e il motore tende a soffocare per ingolfamento, mentre al contrario il motore prende a battere.
Sembra migliorata un pochino la resa, restano i dubbi sul fatto che ogni tanto, spento per una pausa, decida di non ripartire se non dopo almeno una decina di tentativi. A me sembra ci sia anche un problema elettrico maggiore…random e quindi di difficile interpretazione, ma di macchine capisco niente e lascio fare a loro che le conoscono da anni.

Oggi scendiamo verso sud, scavalchiamo la statale che da Tabuk porta a Neom, e facciamo un CAP 180 per circa 35 km nel piatto deserto finale della Hisma Valley, fino alla autostrada 80 che percorreremo per un breve tratto.
Arrivati all’asfalto ci fermiamo per fare un caffè e di nuovo il 90 ammutolisce.








Perfino Egidio ad un certo punto si dice incapace di capire quale sia il problema, poi cominciando ad aprire il cruscotto salta fuori che avendo rotto il bloccasterzo anni fa Franco aveva risolto con un normalissimo pulsante di accensione e la nastratura della chiave di accensione all’immobilizer, fascettando il tutto lì sotto.
Le vibrazioni, i cavi ultraventennali che vanno alla centralina, gli spinotti, la fasatura della pompa… comincio a nutrire seri dubbi sull’affidabilità di questo mezzo con cui per altro contano di arrivare negli Stan. Due ore e poi finalmente Yalla Yalla!
Prendo l’asfalto e tiro un sospiro di sollievo: dovessi fermarsi di nuovo sarà più facile trainarla e cercare un’officina.

Prima di mezzogiorno deviazione verso Al Disah e il suo Wadi, un fiume che scende dalle montagne e nel cui alveo sabbioso si può entrare per circa 15 km inerpicandosi poi su una ripida stradina che porta sulla 8900.










Facciamo pausa pranzo all’inizio del wadi in compagnia di ragazzi arabi che hanno passato qui la notte e poi entriamo nel lungo canyon ricoperto da vegetazione.













Siamo quasi alla fine quando dietro di me sento una sirena e un motore rombante. Fermo e mi giro verso il mezzo militare e i due ragazzi a bordo mi intimano di non proseguire. Più avanti c’è una pozza con acqua alta e ritengono sia troppo pericoloso per la moto… gli chiedo se posso almeno arrivarci per fare una foto ma, mostrandomi i gradi sulla divisa, me lo negano. Appena fuori del paese avevo visto la loro caserma con jeep e sidebyside mimetici parcheggiati… sono una sorta di ranger o corpo speciale di terra che presidia la zona.

Passiamo al piano B. Le auto proseguiranno fino alla fine, mentre io ritorno sull’asfalto e ci ritroveremo più tardi ad un bivio verso sud. Metto il punto a 180 km da qui.

Il sole è splendido e caldo, la strada buona. Dopo un’ora sono nel villaggio di Ashwaq per fare il pieno. Volendo anche di acqua, che in quasi tutti i villaggi arabi viene venduta alla pompa o fornita da cisterne comunali di libero accesso.












Alle 17.30 sono al bivio, gli altri arrivano dopo una mezzora. La zona è particolarmente montuosa per cui propongo di arrivare fino ad Al Ula dove c’è ampia possibilità di pernottamento… sono solo 120 km e la strada sembra messa bene. Non è il massimo viaggiare con il buio, ma mi posso mettere tra le due auto per aver margine di sicurezza.
Per 40 km tutto perfetto, poi la deviazione ci porta su una strada minore in pessimo stato… il manto stradale è un colabrodo e con un’auto davanti non vedo le grosse buche.
Passo avanti, in piedi sulle pedane, tutta la luminaria accesa… nel buio più totale sulla striscia larga a malapena 4 metri la coda dell’occhio intravede alla mia sinistra un piccolo di dromedario… è un attimo, la reazione è istintiva che dove ce n’è uno ce ne sono altri… pinzo deciso per rallentare e davanti a me una fila di 5/6 esemplari che camminano tranquillamente nel mio senso di marcia in mezzo alla carreggiata. Spingo sulla pedana di sinistra e con un colpo di reni schivo il tubo di scarico del quadrupede che mi stava arrivando direttamente nel casco.

Arrivati nella cittadina troviamo una villa completa con tanto di giardino e tenda beduina annessa. Stasera doccia e cena sui cuscini. Il cofano resterà aperto anche in questa serata.








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Vecchio 20-02-2024, 19:17   #52
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Al Ula è famosa principalmente per il sito archeologico di Hegra per cui appena apre ci rechiamo alla reception: malgrado la bassa stagione l’accesso si ottiene solo con prenotazione e per oggi è già tutto pieno. Torneremo domani mattina.
La parte più carina della cittadina è la Old Town, costruita in fango, pietre e tronchi di palme, esattamente tra il palmeto dell'oasi e la montagna sovrastante con punto panoramico che spazia su tutta la vallata.

























Nel raggio di una decina di km. si trovano scorsi desertici stupendi con rocce dalle forme più bizzarre. La più nota è sicuramente quella dell’Elefante dotata di un bar con salottini scavati nel terreno.
















Per montare il campo scegliamo un angolo in alto da cui godere il gioco di luci notturno.






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Vecchio 23-02-2024, 21:31   #53
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I sauditi sono abbastanza “quadrati” sulla gestione delle località turistiche e per il più grande sito archeologico che hanno non lesinano certo nell’organizzazione: dopo la prenotazione di ieri da fare fornendo mail e numero di passaporto, occorre presentarsi almeno un paio d’ore prima alla stazione dei visitatori nel centro di Al Ula, venir caricati su autobus che percorrono i pochi km. che vanno fino all’entrata di Hegra e poi attendere che inizi il tour sempre su autobus o Defender. Ad ogni “punto interessante” si scende, se vuole si segue la guida o si gironzola liberamente e poi si riprende il mezzo per la fermata successiva.








La città dei “Trabatei”, come li abbiamo chiamati a Petra, sorgeva alcuni km. più a nord sulle rive di un lago ora prosciugato e i monumenti altro non sono che le tombe dei commercianti più ricchi, della borghesia media o del popolino che si doveva accontentare di tumulazioni collettive.















La più grande di tutte, rimasta incompiuta, rende l’idea del lavoro di demolizione e scavo necessario: partivano dall’alto e dopo aver demolito circa 2 metri di roccia abbassavano i ponteggi e passavano al piano inferiore. Lo scavo della porta e della camera mortuaria era l’ultima fase.
Oltre all’abilità edile, gli ingegneri dei Nabatei erano anche ottimi idraulici e depositari delle conoscenze sulla presenza delle falde e sulla conservazione delle acque in grotte in mezzo al deserto. Tali presupposti gli permisero di diventare poi commercianti sulle vie che dallo Yemen e Oman risalivano fino a Petra e al Mediterraneo.
Solo loro avevano una mappatura delle piste e dei pozzi presenti sul lato occidentale della penisola e se attaccati sapevano dove nascondersi e resistere contando sulla disponibilità di acqua.


















In un paio d’ore si vede tutto, per cui prima di mezzogiorno riprendiamo i nostri mezzi e puntiamo verso ovest. Ci aspetta una pista lungo il Mar Rosso, l’unica che sono riuscito a trovare dalla Giordania fino a Jeddah.
Primo pomeriggio abbandoniamo l’asfalto e inizia la toule di una trentina di km. che ci porta sulla spiaggia.










Non resta che trovare un posto carino dove montare il campo e goderci il tramonto sul mare, così anziché tenere la pista principale seguo quella che costeggia la riva.
Davanti a me il fondo cambia colore, sembra una secca che si riempie con l’alta marea, qualche cespuglietto simil mangrovia e quindi spengo il motore per valutare con gli altri.
Egidio arriva di gran lena e si butta deciso con un bel “Provo”.
10 mt e la macchina si ferma.




Non si sta in piedi da tanto la sabbia è scivolosa e le 4 ruote motrici pattinano. Per fortuna Franco è rimasto fermo per cui attacchiamo una cinghia e lo tiriamo fuori con il verricello.






Rimettono a posto tutto ed arriva la seconda trovata del pomeriggio: anziché continuare in retro fino alla parte secca, Egidio sterza tutto a sinistra e procede avanti piantandosi dopo altri 10 mt.
Per la terza trovata occorre attendere solo una decina di minuti… “Ti tiro io con il verricello…” peccato che la manovra anziché liberarne una ne affondi un’altra a poco meno di 2 metri.









S’era detto che difficilmente avrei potuto tirare fuori dal deserto un’auto in caso di panne… due addirittura… supera di gran lunga tutta la mia fantasia e la premonizione che avevo avuto.

Oddio, si potrebbe sempre scavare una buca a distanza di verricello, buttarci dentro la Fotty da usare come peso, seppellirla e vedere se un’auto con un’ancora simile ce la fa ad uscire.

“Non è meglio se vado a cercare soccorso? Appena giunti sulla spiaggia ho visto un’antenna… ci sarà un generatore… ci sarà qualcuno che gli sta dietro…”

Metto il punto e torno sulle mie tracce, poi cerco la pista che va all’antenna e in effetti trovo 2 militari che armeggiano su un vecchio diesel arrugginito che non vuole partire. Mi portano in caserma e non serve nemmeno l’inglese per fargli capire. Gli mostro le foto e si mettono a ridere.

L’ufficiale fa chiamare uno dei soldati dal locale relax strutturato come una tenda beduina:

- Ohi… Hamid… prendi su un 70, portati 2 cinghie e vai a dare una mano a questi babbei…

- Ma dai capo… sono appena rientrato dal giro… non vedo l’ora di togliermi gli scarponcini e farmi un tè caldo…

- Dai dai… il tè lo bevi dopo… e attento a non fare notte che è quasi ora della preghiera…

- Mumble mumble …che due palle, sempre a me…non ci può mandare Aziz che non fa mai un casso?

- No vai tu! E quando hai finito riportali qui tutti… che li voglio registrare. Ma che cosa ci fanno qui?

Risalgo in moto e faccio da guida fino al punto. Il militare lascia il 70 abbondantemente distante dalla zona fangosa e prova a fare da ancora, ma è troppo leggero e il verricello di Egidio lo trascina a sé.

Allora prova per 3-4 volte a partire in retro marcia dando strapponi… Il V6 4200 benzina ha cavalli a sufficienza solo che cominciano a saltare strap e corda… niente da fare.







Cambiamo strategia… si attacca al posteriore dell’auto di Franco e a forza di dare strattoni la tira fuori.
Poi attacchiamo entrambe le auto libere in una linea unica a quella di Egidio che ormai ha il telaio poggiato e a forza di partenze riusciamo a liberarlo.
Nel frattempo si è fatto buio pesto… seguiamo il pick up fino alla caserma, dove l’ufficiale in comando registra tutti i nostri documenti.
Gli chiedo se possiamo accamparci sul piazzale dei mezzi o meglio ancora sulla spiaggia, ma mi risponde che è assolutamente vietato e occorre tornare indietro almeno un miglio dalla spiaggia per montare le tende.
Dopo aver ringraziato tutti ed esserci fumati un paio di sigarette insieme riprendiamo la toule per circa 2 km. Più tardi dopo cena mentre beviamo un tè davanti al fuoco, arriva da terra uno dei loro mezzi… scende un giovane ufficiale che probabilmente si è fatto accompagnare in città e dopo essersi presentato ci chiede se ci siamo registrati. Alla nostra conferma, ci augura la buona notte e riprende la pista per la caserma. Ho idea che fosse il Capo di tutta la baracca.
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Vecchio 24-02-2024, 19:15   #54
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Le jeep della Border Guard sono passate alcune volte nel corso della serata, si potevano vedere i fari muoversi sulla pista principale: siamo più o meno di fronte a Marsa Alam in Egitto e quasi sicuramente temono sbarchi clandestini, per cui presidiano tutto questo tratto di costa.

La pista a tratti corre lungo la spiaggia, quando rientra attraversa terreni fangosi e per questo motivo mi fermo e segnalo agli altri di prendere le deviazioni più secche. Che giocare con pala e verricello per una volta sola può bastare.













A metà del percorso una rada in secca con un presidio militare facilmente riconoscibile dall’antenna radio e dal fatto che poco dopo veniamo fermati per i controlli dei documenti.










Stiamo per entrare nella zona marina più bella, costellata da isole coralline e sabbia bianca, ma la recinzione del Red Sea Project ce lo impedisce. Qui costruiranno villaggi turistici in pompa magna, con attracchi per le imbarcazioni, dotati di tutti i più lussuosi confort. L’aeroporto per arrivarci è già pronto.
Una quindicina di km. con la rete al nostro fianco e sbuchiamo sulla strada che da Duba scende a Yanbu.



Pranzo e bagno in acque cristalline sulla spiaggia di Umluj, che dicono essere una delle più belle. Fa finalmente caldo e ci prendiamo un paio d’ore di sole e iodio.



Poi nel pomeriggio, dopo aver tolto il fango che lordava longheroni e sospensioni delle auto, cerchiamo un posto per dormire lungo la costa. Ma toccherà arrivare fin quasi alle porte di Yanbu, visto che non c’è una litoranea, solo 2/3 ortogonali non segnalate che vanno verso anonimi punti ricoperti di rocce.



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Vecchio 26-02-2024, 15:37   #55
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La città di Yanbu non offre molto, a parte essere stata luogo di partenza della Dakar di quest’anno (2023). A nord si trova un ampia insenatura a forma di Y, in un ramo trova posto un parco con dei vivai di mangrovie per la riforestazione della laguna mentre nell’altro c’è la marina turistica con qualche albergo.
Dopo aver fatto il giro della laguna maggiore puntiamo al centro storico che di fatto si riduce ad una piazza con i localini serali, 2 vie con negozietti e 3 case in croce costruite in stile yemenita, con balconi in legno e le musciarabie.












Usciamo dalla città e prendiamo verso le montagne ad est: qui ci attende una pista che seguendo un oleodotto per circa 275 km. scende fino a Jeddah.






Dopo un paio d’ore i rilievi prendono a salire notevolmente e i tratti più irti sono cementati per dare maggior trazione ai veicoli. Per un attimo ho temuto non riuscissero a salire, vista la pendenza e la lunghezza…














Poi un altopiano verdeggiante e la parte finale che torna desertica.






Facciamo campo appena troviamo un po’ di sabbia e senza aspettare il calar del sole: Egidio ha squarciato un copertone nel tratto veloce e tanto per cambiare l’auto di Franco va a singhiozzo.







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Vecchio 26-02-2024, 17:32   #56
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stupendo.....sana invidia...
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Vecchio 26-02-2024, 17:52   #57
nic65
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quoto.....
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Vecchio 26-02-2024, 17:54   #58
MacMax
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Idem come voi, mi fate soffrire assai.
e cmq occhio a girare a piedi nudi, non siete a Rimini...
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Vecchio 26-02-2024, 17:59   #59
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che problema c'e' a girare a piedi nudi li??


a parte che io non lo faccio da nessuna parte
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Vecchio 26-02-2024, 18:09   #60
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Tolto la zona di Al Ula vicino alla roccia dell'Elefante dove abbiamo trovato un pochino di sporco, le zone utilizzate erano sempre "vergini" e pulite.
In questi ultimi giorni avevamo cominciato a vedere finalmente temperature decenti... 30/35° durante il giorno e almeno una decina di notte, per cui il piacere della sabbia calda ha avuto la meglio.

Ci sono ancora 6/7 gg. di viaggio in solitaria fatti a novembre... con panorami completamente nuovi.
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Vecchio 26-02-2024, 18:12   #61
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Parassiti in generale... aculei vegetali... io tengo sempre delle infradito.
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Vecchio 28-02-2024, 18:29   #62
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Usciamo dalla pista in tarda mattinata, mancavano solo una novantina di km. ma il 90 ha richiesto quasi un paio d’ore di sosta forzata a metà del percorso. Non ne voleva sapere di proseguire.
Decidiamo di farci un ultimo bagno sulla spiaggia di Thuwal con pausa pranzo annessa.





Nel pomeriggio arriviamo a Jeddah, dove resteremo per un paio di giorni: la speranza è di trovare un meccanico che possa mettere mano ai problemi infiniti del Toyota moribondo in modo da ritrovarlo pronto quando torneranno.
Facciamo una passeggiata sulla corniche settentrionale della città, ma stanno montando il circuito per il GP di Formula Uno che si correrà tra 15 giorni e il cantiere occupa gran parte delle strade di accesso.
Solo la zona antistante la Moschea Flottante è libera.





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Vecchio 28-02-2024, 22:13   #63
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Jeddah

Dopo quasi un mese passato insieme ho bisogno di aria e solitudine, che non sono abituato a viaggiare così a lungo con qualcuno. Io e Fotty ce ne andiamo al quartiere storico di Al Balad, mentre i miei amici cercheranno di trovare un’officina dall’altra parte della città… come tutti i paesi arabi gli isolati raccolgono in genere le varie attività lavorative tutte vicine tra loro, per cui oltre a quello dei meccanici, puoi trovare quello dei ricambisti, dei gommisti, dei concessionari di auto, degli spedizionieri, degli alimentari. Di fatto una grossa comodità… se non trovi al primo colpo, ti basta chiedere al vicino e poi all’altro vicino e così via, senza fare giri inutili da un quartiere all’altro.

Al Balad sorge a ridosso del porto e le sue abitazioni sono costruite con lo stile yemenito\arabo: altezza di 4 piani, pietre per i muri perimetrali, con l’inserimento di travi in legno ogni metro circa a distribuirne il peso, finitura con fango e decorazione delle facciate con logge e finestre in legno colorato in verde corallo dalla triplice funzione… aumentare le zone d’ombra delle facciate, consentire un maggior afflusso di aria da raffreddare con recipienti di acqua posti nelle vicinanze e permettere ai residenti (soprattutto donne) di “osservare” la vita esterna senza essere visti.














Oggi è venerdì, per cui tutti gli esercizi commerciali della via principale sono chiusi, solo nella parte più recente si vedono molti expat seduti all’ombra chiacchierando tra di loro nella giornata di riposo, in attesa della funzione religiosa del mattino.






























A nord est del quartiere si trova la porta santa da cui tutti i pellegrini,che giungevano dal mare, dovevano passare per iniziare il loro cammino verso la città della Mecca.




La corniche centrale offre agli abitanti la possibilità di godere della vista sul mare… non ci sono spiagge o scogli per decine di km. sia a nord che a sud, solo passeggiate ricoperte di marmo con giardinetti in cui stendersi al sole.



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Vecchio Ieri, 18:38   #64
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La mattina dell’ultimo giorno non resta che vedere il museo di Al Taybat, dedicato alla cultura dell’area di Gedda e alla tecnica\informazione evoluta nel paese negli ultimi anni.
Interamente finanziato da uno sceicco particolarmente sensibile alla tutela del patrimonio, raccoglie nella prima parte tutti gli oggetti utilizzati dai beduini nel deserto per la vita comune, poi le armi, la lavorazione dei tessuti per le tende e i tappeti, i gioielli, l’allevamento dei dromedari, il commercio.
L’esterno dello stabile è costruito secondo gli stilemi architettonici della regione… un po’ esagerato nella quantità, ma senza dubbio offre la possibilità di vedere in un sol colpo le peculiarità dei sistemi costruttivi e decorativi arabo\islamici.
In un paese che ha da poco compiuto i 100 anni di storia comune e vita del Regno Al Saud, dove interi quartieri vengono rasi al suolo per far spazio alle nuove costruzioni, è un miracolo trovare segni dello stile di vita dei secoli precedenti raccolti in un unico contesto.


















Nel pomeriggio sistemo Fotty nel garage dell’hotel. Chiacchierando con i ragazzi bengalesi della reception mi hanno messo in contatto con il proprietario che ha accettato di tenerla parcheggiata senza alcuna spesa per i prossimi mesi.
Per le auto invece voleva uno sproposito mensile, ragion per cui verranno messe in long term dell’aeroporto.
La ricerca del meccanico ieri ha dato esiti negativi: quasi tutti di origine pakistana dicevano di non saper mettere mano ai diesel, visto che qui i motori dell’auto sono elusivamente a benzina… gli unici erano quelli da camion che però non sapevano davvero da dove cominciare. La concessionaria Toyota voleva la modica cifra di 3000 rial solo per attaccare la diagnosi… a seguire i lavori.
I miei amici torneranno alla fine dopo circa un mese con una borsa piena di ricambi… centralina, cablaggio completo, immobilizer, pompa gasolio, motorino di avviamento, più qualche altro pezzo che si son dimenticati di elencarmi… riuscendo finalmente a rendere il 90 in grado di viaggiare senza patemi d’animo.
Alla buon’ora.

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