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Da Walwal il Forum originario dove si parla di argomenti che riguardano il mondo Motociclistico e di argomenti correlati , la politica e gli OT sono banditi. Il Bar è intitolato al nostro caro amico Walter.


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Vecchio 10-06-2015, 14:49   #1
aspes
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non mi capita mai di sporgermi tanto, posso pero' dirti una cosa. La mia "carriera" motociclistica e' cominciata come tutti con i ciclomotori, poi col fuoristrada, per almeno 15 anni. Le velocita' non sono mai elevate e il fuoristrada ti porta a guardare a poco distante dalla ruota davanti. Quando cominciai ad andare su strada guardavo troppo vicino, il che sul misto strettissimo ancora ancora, ma appena lo stretto si allargava diventava del tutto incompatibile con la capacita' di elaborazione del cervello in proporzione alle velocita' aumentate. In pratica o andavo piano oppure era stress continuo di "refresh" del cervello, non so se mi spiego.
E' stata una rivoluzione cominciare a guardare lontano, non a dove mettevo le ruote fisicamente (tipico del fuoristradista), ma alla traiettoria, incurante del fondo che si spera su asfalto sia costante (non sempre..). Guardando lontano e puntando direttamente l'uscita di curva, si va molto piu' forte ma molto piu' rilassato, perche' la moto va dove guarda il pilota, e guardando piu' lontano tutti gli automatismi del corpo hanno piu' tempo per predisporsi alle varie azioni automatiche. Infatti mio figlio , che e' piu' veloce di me sullo stretto e guida molto bene, sul misto veloce lo perdo perche' fa l'errore che facevo io a suo tempo.
Fermo restando che ora mi son parecchio calmato rispetto al passato, comunque guardare lontano resta su strada la regola migliore per me.
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Vecchio 10-06-2015, 19:25   #2
Wotan
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capita (o è capitato all'inizio) anche a voi nei momenti in cui ci si sposta significativamente con busto e testa (e/o culo, chi lo fa), e che quindi ci si ritrova con la testa su una traiettoria/punto di osservazione abbastanza diversa da quella della moto, di avere delle complicazioni "mentali" sul coordinamento e la valutazione della traiettoria, angolo, ecc... della moto (stile guidare un auto con la testa fuori del finestrino)?
E' proprio il principale e più frequente problema che chi ha sempre guidato a sacco di patate affronta la prima volta che si pone con la testa fuori asse rispetto alla mezzeria della moto.
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Claudio Angeletti
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Vecchio 10-06-2015, 16:08   #3
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se il concetto e' che spostando peso sulla pedana interna si favorisce il cadere della moto in ingresso curva, spostarlo sulla pedana esterna non fa altro che raddrizzarla in uscita. Se devi percorrere ancora un certo angolo devi compensare col busto ,infatti se vedi i piloti cercano di raddrizzare prima possibile per far lavorare la gomma con meno angolo, ma se giocoforza devono ancora curvare raddrizzano la moto buttando ancor piu' dentro il busto. Si vede bene negli ultimi metri prima di raddrizzare definitivamente.
Tornando al discorso pedana esterna che mi interessa molto..
Prima metà della curva, come abbiamo detto prima: busto spostato verso l'interno e pressione sulla pedana interna per accentuare l'angolo di piega, OK funziona!
Seconda metà della curva, devo incominciare ad accelerare: premo sulla pedana esterna per anticipare il raddrizzamento della moto ma continuo a tenere il busto interno alla curva finché la curva non è completamente finita.. Giusto?!
In questo modo però ho il busto da una parte e il piede che preme dalla parte opposta.. Come la mettiamo con il principio di cui si parlava prima che la pressione della pedana deve essere sempre abbinata ad uno spostamento del busto dalla stessa parte?
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Vecchio 10-06-2015, 17:12   #4
aspes
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Tornando al discorso pedana esterna che mi interessa molto..
Prima metà della curva, come abbiamo detto prima: busto spostato verso l'interno e pressione sulla pedana interna per accentuare l'angolo di piega, OK funziona!
Seconda metà della curva, devo incominciare ad accelerare: premo sulla pedana esterna per anticipare il raddrizzamento della moto ma continuo a tenere il busto interno alla curva finché la curva non è completamente finita.. Giusto?!
In questo modo però ho il busto da una parte e il piede che preme dalla parte opposta.. Come la mettiamo con il principio di cui si parlava prima che la pressione della pedana deve essere sempre abbinata ad uno spostamento del busto dalla stessa parte?
e qui si va nel sesso degli angeli... la curva la devi chiudere e basta, quindi se rialzi la moto rispetto a quel che sarebbe naturale per la traiettoria, in qualche maniera devi comunque mantenere il raggio di curvatura, se no allarghi. A meno di fare una spezzata, che forse riesce bene a marquez ma su asfalto per noi umani la vedo un po' difficile.
QUindi il movimento non e' poi cosi' drastico, diciamo che progressivamente trasferisci peso sulla pedana esterna restando a indugiare un po col busto ancora interno, ma sei gia' in fase di "traslazione sulla sella", sulla quale il tuo peso non grava. Insomma, tutte queste fasi se vogliamo dirla tutta, la sella la sfiori, e' come essere in piedi se vuoi che il tuo peso possa "sbilanciare" la moto agendo sulle pedane. Poi la transizione da una situaizone all'altra ha comunque una certa gradualita'. In definitiva, non e' cosi' netta la distinzione tra le varie fasi, e' "diluita " con continuita'. E di certo non e' frutto di ragionamento sequenziale ma di automatismi del corpo/mente
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Vecchio 10-06-2015, 14:51   #5
gonfia
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A proposito del controsterzo... dato che qui dentro c'è gente enormemente più competente di me vorrei che mi risolveste un dubbio: sappiamo benissimo che in fase di cambio di direzione ( da dritto a piega o da piega da un lato a piega dall'altro) il controsterzo (fatto consciamente o no) aiuta a buttare giù o a risollevare la moto grazie soprattutto all'effetto giroscopico.
Inoltre mantenere la pressione sulla manopola interna in fase di curva (ovvero di percorrenza) aiuta a contrastare le tendenza a chiudere dello sterzo e facilita il mantenimento della linea impostata...fin qui mi è chiaro, almeno spero!
Quello che mi suscita dubbi è come devo comportarmi in caso di necessità di accentuare la piega ad esempio in una curva che chiude progressivamente o più di come la si è valutata in fase di inserimento : meglio correggere la posizione del corpo ( cosa che in alcune situazioni non è così immediata da eseguire al volo ), o accentuare il controsterzo? Se la risposta giusta è la seconda la mia perplessità è che è vero che si chiama in causa l'effetto giroscopio che butta giù ulteriormente la moto ma contemporaneamente si indirizza l'anteriore verso la tangente della curva, e ho il timore di perdere aderenza ...

EDIT: parlo dei casi in cui la moto è già abbastanza piegata...
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Ultima modifica di gonfia; 10-06-2015 a 15:01
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Vecchio 10-06-2015, 15:41   #6
aspes
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Quello che mi suscita dubbi è come devo comportarmi in caso di necessità di accentuare la piega ad esempio in una curva che chiude progressivamente o più di come la si è valutata in fase di inserimento : meglio correggere la posizione del corpo ( cosa che in alcune situazioni non è così immediata da eseguire al volo ), o accentuare il controsterzo? Se la risposta giusta è la seconda la mia perplessità è che è vero che si chiama in causa l'effetto giroscopio che butta giù ulteriormente la moto ma contemporaneamente si indirizza l'anteriore verso la tangente della curva, e ho il timore di perdere aderenza ...

EDIT: parlo dei casi in cui la moto è già abbastanza piegata...
correggere la posizione del corpo non fai a tempo perche' vedendo che si fa brutta ti irrigidisci. Dovresti accentuare l'angolo ma se sei un po' agitato e gia' ben inclinato ti riesce difficile. Resta la solita alternativa: pelare il freno dietro. Questo ti fa chiudere la curva.Ma se la curva e' a destra strisci il pedale.....
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Vecchio 10-06-2015, 21:03   #7
Wotan
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sappiamo benissimo che in fase di cambio di direzione ( da dritto a piega o da piega da un lato a piega dall'altro) il controsterzo (fatto consciamente o no) aiuta a buttare giù o a risollevare la moto grazie soprattutto all'effetto giroscopico.
In realtà il principale responsabile del rollio della moto è l'inerzia, mentre l'effetto giroscopico ha solo un ruolo secondario, per quanto importante.
Quando si aziona lo sterzo, la ruota tende ad andare dalla parte della sterzata, mentre il baricentro della moto (più alto del punto di contatto della ruota con l'asfalto) tende ad andare dritto e perciò la moto tende a cadere dalla parte opposta rispetto alla sterzata e quindi, grazie alla sezione curva dello pneumatico, a curvare in tale direzione.
una volta che la moto si inclina, l'effetto giroscopico spinge la ruota a sterzare in fase rispetto alla curva così impostata, recuperando la controsterzata iniziale.
Per chiarire meglio, prova a camminare tenendo in bilico sul palmo della mano un bastone; se camminando vuoi curvare a destra, devi prima spostare la mano a sinistra, aspettare che il bastone cada verso destra e solo allora potrai effettivamente andare verso destra, altrimenti il bastone cadrebbe a sinistra.


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Inoltre mantenere la pressione sulla manopola interna in fase di curva (ovvero di percorrenza) aiuta a contrastare le tendenza a chiudere dello sterzo e facilita il mantenimento della linea impostata...
Quasi tutte le moto hanno una tendenza più o meno spiccata a raddrizzarsi durante la curva, quindi per continuare la curva ed evitare che la moto si raddrizzi, è chiaro che bisogna dare un po' di pressione sulla manopola interna.


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Quello che mi suscita dubbi è come devo comportarmi in caso di necessità di accentuare la piega ad esempio in una curva che chiude progressivamente o più di come la si è valutata in fase di inserimento : meglio correggere la posizione del corpo ( cosa che in alcune situazioni non è così immediata da eseguire al volo ), o accentuare il controsterzo? Se la risposta giusta è la seconda la mia perplessità è che è vero che si chiama in causa l'effetto giroscopio che butta giù ulteriormente la moto ma contemporaneamente si indirizza l'anteriore verso la tangente della curva, e ho il timore di perdere aderenza ...

EDIT: parlo dei casi in cui la moto è già abbastanza piegata...
Per ridurre il raggio di sterzata di una moto, si possono fare essenzialmente due cose: aumentarne l'inclinazione o ridurne la velocità.
Aumentare l'inclinazione riduce automaticamente il raggio della traiettoria, grazie alla sezione curva degli pneumatici, ma la manovra è impossibile se non ci sono aderenza e luce a terra in avanzo.
Ridurre la velocità ha un'efficacia minore, ma consente di ridurre il diametro di sterzata senza variare l'angolo di inclinazione, e quindi è fondamentale se si è al limite della piega e dell'aderenza.

Per aumentare l'inclinazione, è possibile attuare una di queste tre manovre.
  1. Usare il controsterzo. Funziona, ma l'azione sullo sterzo ruba un po' di aderenza alla ruota anteriore, con maggior rischio di chiudere l'avantreno.
  2. Aumentare l'inclinazione della moto rispetto al corpo, tirandola giù con il ginocchio esterno contro il serbatoio. Molto efficace, perché l'aumento di inclinazione della moto è repentino, e così la riduzione del raggio di sterzata, e non si sollecita l'avantreno come con il controsterzo.
  3. Spostare ulteriormente il corpo verso l'interno premendo maggiormente sulla pedana interna. Ha un'efficacia limitata di per sé, visti i noti limiti della sterzata con le pedane, ma è utile in combinazione con la 1), perché consente di ridurre a parità di effetto il furto di aderenza all'anteriore.
Per ridurre la velocità invece le opzioni sono le seguenti.
  1. Ridurre il gas. E' abbastanza efficace, perché ha il duplice effetto di ridurre la velocità e quindi di consentire un raggio di curva decrescente a parità di angolo di piega, e di rendere la moto leggermente sovrasterzante, cosa che aiuta ulteriormente la chiusura della traiettoria, ma richiede molto freno motore (motore poco frazionato o marcia bassa), può sporcare l'assetto con l'apri-chiudi e non è molto facile da modulare.
  2. Pelare il pedale del freno. L'effetto è simile a quello che si ottiene chiudendo il gas. Ha il vantaggio di essere modulabile al millimetro (specie se si tiene il gas "puntato"), ma è difficile da attuare nelle curve a destra, sia perché richiede di predisporre il piede in posizione bassa sulla pedana (o di interrompere la pressione sulla pedana stessa per spostarlo), sia perché si rischia di toccare con il pedale per terra o, al limite, di piantarlo nell'asfalto (non è piacevole).
  3. Pelare entrambi i freni. Si perde l'effetto sovrasterzante, ma si può rallentare con molta più efficacia che col solo freno posteriore.
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Vecchio 11-06-2015, 02:03   #8
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...

Wotan , che dire...mi hai appena fatto un corso di guida!
Più chiaro di così non poteva essere, alcune cose che hai scritto le avevo già intuite/sospettate con la pratica, ma vederle scritte a chiare lettere e presentate in modo così analitico ed esaustivo è tutta un'altra cosa e molto confortante!
Grazie mille, e complimenti per la tua competenza!

E grazie anche ad Aspes...!



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Vecchio 10-06-2015, 15:06   #9
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d'accordo, ma si stava parlando di spingere sulle pedane. E credo siano poche le moto che hanno la sella più avanti delle pedane.
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Vecchio 10-06-2015, 15:33   #10
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bè, mi sembra lapalissiano...spostare il baricentro vuol dire spostare il peso quindi sicuramente si riduce la possibilità di slittamenti della ruota e alla fine la trazione.
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Vecchio 10-06-2015, 15:51   #11
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bè, mi sembra lapalissiano...spostare il baricentro vuol dire spostare il peso quindi sicuramente si riduce la possibilità di slittamenti della ruota e alla fine la trazione.
mah.. arimah.. Peso indietro e accelerazione in moto mi suona come pioggia e scarpe scamosciate..
Io quando accelero me ne guardo bene dal portare il peso indietro.. Poi ognuno fa quello che vuole, eh?!
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Vecchio 10-06-2015, 16:47   #12
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mah.. arimah.. Peso indietro e accelerazione in moto mi suona come pioggia e scarpe scamosciate..

ma ostrega! qua si parla di aver maggior trazione evitando slittamenti, che su questo fatto la possibilità di poter dare più pressione e quindi peso sia un vantaggio non credo ci possano essere dubbi. Cheppoi si aumenti il rischio di impennata non c'è altrettanto dubbio...ma qua si stava commentando in particolare la foto del fuoristradista dove l'aderenza è sempre precaria... e comunque che spostamento del peso e attenzione ad evitare l'impennata debbano essere tenuti contemporaneamente in considerazione non ci piove.
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Vecchio 10-06-2015, 15:35   #13
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...hai mai fatto sedere qualcuno sul cofano della macchina a trazione anteriore per non slittare sulla neve?
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Vecchio 10-06-2015, 15:40   #14
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claudio perdonami ma x me centra poco, come quando eri convinto che alzarsi in piedi sulle pedane ABBASSASSE il baricentro.....
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Vecchio 10-06-2015, 16:36   #15
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come quando eri convinto che alzarsi in piedi sulle pedane ABBASSASSE il baricentro.....

hahaha!!! quella si che era una genialata!
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Vecchio 10-06-2015, 16:50   #16
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cheppoi son tutti discorsi teorici fatti per spaccare inutilmente il capello in 4..........per andar veloci bisogna darci del gran gas prima di tutto...il resto sono sottigliezze che vanno bene attorno al tavolo del bar...o alla tastiera.
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Vecchio 10-06-2015, 17:06   #17
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su questo... (che tutto ciò sia quasi inutile per i comuni mortali) devo però concordare con Wotan (non che ce ne sia bisogno)...

Alcune azioni che servono per poter "andar forte" non sono altro (entro certi limite eh!) che le stesse azioni che permettono di "andare" (anche piano) quando le condizioni ambientali non sono ottimali (scarsa aderenza)

Quindi, con pioggia o strada sporca o altre cose simili.... oltre ad adeguare la velocità, se uno farà in modo da piegare meno la moto (a parità di velocità) perchè compensa in parte con il peso corporeo, avrà un piccolo margine in più di aderenza... che magari torna utile...

Inoltre, magari facendo un pò "meglio" alcuni movimenti, farà meno errori e saranno meno le volte che si trova ad invadere le corsie altrui per mancanza di controllo.
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Vecchio 10-06-2015, 17:12   #18
Claudio Piccolo
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devo però concordare con Wotan


....lecchino!.....
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Vecchio 10-06-2015, 17:49   #19
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lecchino!....
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Vecchio 10-06-2015, 20:16   #20
Karmen
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.....bene.....ora, dopo il baricentro, anche il controsterzo per curvare (su strada asfaltata)..........

.........è veramente uno dei migliori topic degli ultimi anni.........AHAHAHAHAHAHAHAH!!!
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Vecchio 10-06-2015, 20:33   #21
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se vuoi posso parlare del vicenzacentro con maggior competenza.
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Vecchio 10-06-2015, 23:49   #22
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Tempo che ho pensato a tutto e mi sono già smaltato sul guardrail !
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Vecchio 11-06-2015, 00:54   #23
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M'è scappata... pardòn.























............ come avrebbe dovuto dire la vecchia di merda che oggi m'ha lasciato andare un tuono in negozio mentre le vendevo la lavastoviglie
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Uomo barbuto dalle moto rosse (cit.)
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Vecchio 11-06-2015, 02:52   #24
Karmen
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Io eviterei di usare il termine "controsterzo", perché poi molti credono che durante una conduzione di curva a dx, il manubrio sia sterzato a sx...e ovviamente non è così (escludendo, sia chiaro, tecniche da fuoristrada, speedway, Mc Coy alla guida etc). Parliamo piuttosto di "spinta" con le mani su manopole dx e sx, ma lasciamo che il manubrio, durante una curva, sia sterzato dalla parte della curva.
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Vecchio 11-06-2015, 09:04   #25
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E' vero che è meglio ragionare in termini di pressione piuttosto che di sterzata, se non altro perché è più facile a livello pratico richiedere a qualcuno di "premere nella direzione in si cui vuole curvare" anziché "sterzare al contrario di quello che dovrebbe essere".
Però, almeno a partire da una certa velocità e da un certo angolo di piega (parlo di velocità e angoli normali già su strada), durante la curva la ruota di solito non è puntata nella direzione della traiettoria, ma è più o meno dritta, e tende a puntare verso l'esterno quando si aumenta l'inclinazione della moto e verso l'interno quando la si riduce, in tutti i casi per effetto del controsterzo.

Guarda per esempio questa foto (ma ne troverai centinaia simili sul web):

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Ultima modifica di Wotan; 11-06-2015 a 09:08
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