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Originariamente inviata da diavoletto
.. bisognerebbe analizzare i pezzi. Così su due piedi dico che errori di calcolo non sono la causa. E sempre su due piedi posso dirti che la chiusura di viti su alluminio è largamente usata e ovviamente ci sono coppie di chiusura e frenafiletti per avere una coppia corretta . Poi ci sono scelte progettuali che invece possono coprire anche il coglione di turno che chiude le viti con leve da 2 metri.
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sappiamo bene che in questo caso, come detto da qualcuno, si criccava attorno ai bulloni del disco freno che nessuno aveva mai toccato. Non e' un caso che la abbiano rifatta in acciaio .In generale penso che concorderai che certamente si fanno miriadi di viti su alluminio, ma una ruota viene smontata millemila volte e si dovrebbe presumere che non sempre da operatori in camice bianco. Semplice questione di buon senso a mio parere.
PEr tornare al monobraccio concordo che gli eventuali casi siano pochissimi e anche dubbi, altrettanto vero che altri costruttori dimensionano anche visivamente in maniera assai piu' conservativa ricorrendo anche al doppio braccio. Io non son di certo di quelli che spara sulla croce rossa, so bene cosa c'e' dietro i processi anche se lavoro in altro ambito. Ma gli errori esistono.
Se ti dovessi dire un ambito per me normale, le lamiere che escono dalle acciaierie con cui fanno le auto, lavatrici etc, che escono gia' finite e zincate su uno o due lati, sono da 1mm o 0,8 mm con tolleranze su spessore, planarita' etc di "scorreggesimi di zanzara".
Dall'arinox di riva trigoso escono i nastri da 0,1 che sovrapposti fanno le guarnizioni di testa da stringere ad angolo, immagina con che tolleranze di produzione. Eppure talvolta qualcosa scappa anche li e i nastri tornano indietro dal cliente .