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Vecchio 20-12-2015, 10:00   #1
amay450
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13/11 GIORNO 23 IMILCHIL – LAGHI – ANERGUI – LA CATHEDRAL
Passare la notte al coperto è stata un’ideona, questa mattina un dito di ghiaccio copriva ogni cosa, dai vetri della finestra alle automobili, croccanti come bomboloni coperti di zucchero, le moto al coperto si sono salvate e bisogna dire che anche le stanze, senza riscaldamento, erano sopportabili grazie alle coperte.




Colazione e via al mercato, che è una strana mescolanza di genti diverse, probabilmente affluiscono per le compere da tutto il circondario di valli e monti, chi a cavallo, chi con una carovana di asini, chi a piedi, grande folla multicolore, animali ovunque, mezzi di trasporto vecchi e scassati all’inverosimile, pitturati di mille colori, insomma una festa per gli occhi e per la macchina fotografica che lavora senza posa rubando scatti di nascosto, senza mirare, a tutto, gente , mercanzie, persone ed animali.












A metà mattina lasciamo l’albergo, il padrone ha voluto assolutamente che stabilissimo noi il prezzo, da commerciante navigato sapeva che, essendo abituati a misure diverse, non lo avremmo deluso.

Tutti soddisfatti salutiamo e partiamo in una temperatura migliorata dal sole, prima saliamo ai due laghi ad est del paese, il primo con un minimo di attività turistiche e più pittoresco, più selvaggio e isolato il secondo dove incontriamo un gruppetto di pastori che lanciano sassi a distanze impressionanti con una frombola che fischia ruotando e schiocca come una frusta al lancio. Qualcuno vuole provare a cimentarsi nel lancio, con grande rischio per tutti, compresi i pastori che prudentemente si allontanavano ridendo.
Ritorniamo sui nostri passi e ci dirigiamo ad ovest versoTassent, di nuovo su asfalto che sale e scende senza posa ubriacandoti di curve, reso pericoloso da un bello strato di ghiaino che ti fa pattinare costantemente.

Contorniamo il Jebel Mourik fino ad Amergui dove imbocchiamo quella che sarà la pista più bella e suggestiva del viaggio.
Si snoda sul fondo di una valletta piccola e stretta come un canyon, dalle pareti di roccia rosso marrone a strapiombo, costellate di boschi, pini solitari vecchie contorti, alberi giganteschi e ghiaioni franati dalle pendici. La pista costeggia il torrente salendo e scendendo per evitare gli ostacoli, sassoni piombati da chissà dove grandi come case, gole strette senza spazio, torrenti laterali che spazzano tutto, enormi tronchi caduti di cedro. Il torrente scorre a volte quieto sulla ghiaia e a volte impetuoso tra pareti di roccia che lo strozzano, sovrastate da ponticelli improbabili di tronchi, mattoni, cemento e assicelle, ma la cosa più suggestiva è l’incontro con un branco di scimmie che pascolano tranquille nel bosco e si ritraggono timidamente prima di poterle fotografare, dei macachi, che avvistiamo un paio di volte ancora.



La pista è in buone condizioni, ma pare trattata da poco, probabilmente il fondo è variabile in funzione delle piogge, e dopo una bella scarrozzata usciamo dalla valle ormai all’imbrunire e andiamo ad accamparci nei pressi di una segheria abbandonata all'ombra della Cathedral, un'imponente massiccio roccioso.

Quando abbiamo montato tutto il campo arriva una megera circondata da bambini che abita poco distante e vuole cacciarci (è la prima persona sgradevole incontrata quest’anno), le proviamo tutte, compreso offrirle dei soldi, ma alla fine cediamo, al buio riimpacchettiamo tutto e ci spostiamo. Trovare un posto adeguato di notte non è facile, infatti ci dobbiamo accontentare, siamo vicini alla zona di costruzione di un ponte e la pompa diesel che svuota l’acqua da una gettata ci allieta fino al mattino.
Questa era una serata italiana e prima di muoverci avevo già tagliato la pancetta per la carbonara. Poco male, abbiamo continuato nel nuovo campo tra gli alberi e la mia pasta è stata all’altezza degli affamati compagni di viaggio.

Oggi 134 km moto tot. 3065 km

Questa tappa ha una grande quantità di foto sul blog:

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Vecchio 21-12-2015, 07:52   #2
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14/11 GIORNO 24 LA CATHEDRAL - AIT MEHAMMED - SKATT - DIGA HASSAN I
La notte accanto al generatore urlante non si può dire sia stata delle più confortevoli, aggiunti il freddo e l’umido del torrente il bilancio è notte sfigata.
Risaliamo la valle, abbiamo accanto la Cathedral, una montagna di roccia che ricorda il suo nome, guadiamo il torrente e cominciamo ad arrampicare tornante dopo tornante e in poco siamo a 2850 m a guardare il monolito dall’alto.



Lasciamo la pista e ci spostiamo attraverso le montagne su una strada asfaltata, il panorama è cambiato ancora, ci sono antichi alberi contorti disseminati ovunque sui pendii, sembrano potati e parecchi sono morti.
Arriviamo in un piccolo agglomerato di casupole e ci fermiamo a bere un the in una di queste, su cui compare la scritta campeggio, anche se non c’è nessun tipo di struttura e, per la verità, nemmeno lo spazio. Facciamo una foto di gruppo intorno a un locale che è il sosia del mahatma Gandhi e proseguiamo, nel freddo ventoso che ci accompagna.



Pranziamo su uno spiazzo al bordo della strada su una falesia che domina il torrente, i vecchi camion arrancano in salita a passo d’uomo e immancabilmente tutti ci salutano cordialmente. Mentre mangiamo osserviamo una famiglia di scoiattoli di terra che ha la tana sotto una roccia di fronte a noi, inizialmente timidi, appena si accorgono che non siamo un pericolo continuano le loro attività.



Dopo parecchio asfalto anche un po’ di piste, ma molto lisce e ben preparate.
Arriviamo ad accamparci presso un lago artificiale, la diga Moullay Hassan1° è sbarrata e presidiata dalla gendarmeria, siamo a monte vicino ad un villaggio ed ancora una volta è difficile lavarsi sotto lo sguardo infaticabile dei bambini che ci circondano.


Per cena, notata un po’ d’indecisione, propongo una spaghettata all’amatriciana che raccoglie largo consenso, ci facciamo una mangiata selvaggia che ci lascia con i baffi di sugo e la pancia piena. La pasta è veramente un’arma totale, fai cadere ai tuoi piedi chiunque, pur se un po’ rustica e arraffazzonata.


Oggi 175 km moto tot. 3240 km
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