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| Quelli che amano guardare il Panorama In questo forum si parla di MOTOTURISMO è dedicato a chi ama viaggiare e macinare km su km per visitare il mondo |
08-12-2015, 08:28
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#1
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Mukkista in erba
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31/10 GIORNO 10 Diga MOULLAY YOUSSEF – MARRAKECH
Questa mattina pioggerella nella pineta, accendere la Kelly Kettle (bollitore a legna) è una sfida, la bruma avvolge i monti e il lago non si vede.
Dopo colazione lasciamo il posto e ci fermiamo ad Ait Ourir a mangiare, è presto ma tanto prima di mezzogiorno è meglio non arrivare in campeggio.
Riesco anche a ricaricare la mia sim marocchina, dovrei essere a posto fino al termine del viaggio.
Il Camping è decisamente fuori dalla città, e come dice il nome, Jardin d’Issil, è un immenso giardino maniacalmente curato, una macchia verde nel bruno circostante.

Parcheggiamo e subito iniziano i lavori di scarico moto, smontaggio ganci di traino dalle auto e organizzazione del bagaglio per partire. Il resto della banda arriva questa sera in aereo e ci raggiunge in taxi.
Dopo tre giorni in auto ho bisogno di muovermi, una corsa, bagno nella piscina bella fredda e finalmente una doccia.

Una birra, sessione di wifi e chiamata a casa.
Ecco arrivare gli altri dopo un lungo ritardo, baci abbracci e cena, per la prima volta quest’anno mangio il cous cous.

Christine, Huguette, Jeanfrancois, Michelle e Viviane ci raccontano le loro disavventure aeree e poi tutti nei bungalows a dormire. Sono con Otmar e Fritz, siamo i singles.
Oggi 0 km moto tot. 885 km
01/11 GIORNO 11 MARRAKECH
Questa notte Otmar ha dato il meglio di sé, ha russato incessantemente, per fortuna non mi lascio turbare, se ho sonno non mi ferma nessuno.
Oggi il cielo è plumbeo e greve, le borse sono pronte e già nei fuoristrada, le moto scalpitano.

Prima di andare a fare colazione inizia la pioggia, un rovescio poderoso che non accenna a smettere o rallentare.

Si decide di aspettare e partire domani, visto che le piste di montagna diventano pericolose con i fiumi carichi d’acqua e le rocce scivolose. Nei momenti in cui la visibilità migliora, l’Atlante mostra li fianchi innevati.
Si decide di fare una visita in centro, Marrakech luccica sotto la pioggia battente, la piazza Jemaa el Fnaa che generalmente brulica di attività e di turisti è tranquilla e semivuota.

Noto una quantità enorme di negozi e bancarelle che vendono elettronica e telefonia, quanto è cambiato dalla prima visita vent’anni fa!
Pranziamo in un ristorantino e poi giriamo la medina, anche qui è cambiato, le guide non sono più così aggressive ed insistenti, si propongono quasi svogliate e mollano al primo rifiuto, e questo non è male.
Rientrati in campeggio sento al telefono Alessandro, mi dice che hanno avuto problemi col tempo nei dintorni di Imilchil, sui passi c’è mezzo metro di neve e qui il parcheggio è una fangaia, si scivola come sul sapone.

Questo ci fa rivedere i piani, invece di puntare verso est sulle montagne più alte decidiamo di fare il giro al contrario e puntare verso sud.
Aperitivo abbondante, cena e sessione di lettura.
Oggi 0 km moto tot. 885 km
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09-12-2015, 08:17
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#2
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Mukkista in erba
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02/11 GIORNO 12 MARRAKECH – DEMNATE - vicino TOUFRINE
Oggi tempo bello, evviva, anche se sono sveglio dalle 4 e mezza.

Colazione e partenza verso le 10, sosta ad Ain Ourit per riempire i serbatoi delle moto, Fritz sull’Aprilia ha solo 10l e una tanica da 5 dietro, tutte le altre sono Yamaha WR 450f la mia e quella di Patou con 25l, la 2track di Bernard 25, le due iniezione di Jeanfrancois e di Otmar hanno 15 e 12l, ma quest’anno nessun problema, c’è benzina ovunque, ufficiale o di contrabbando dall’Algeria e un paio di taniche sulle auto.

Proseguiamo sull’asfalto fino a Demnate e seguiamo la strada verso Ouarzazate che si inerpica sulle montagne, purtroppo molte delle piste citate nella guida di Gandini nel tempo sono state asfaltate, questa ha l’asfalto piuttosto malridotto con tratti sterrati. Si sale e scende tra panorami aspri fino al Tizi n’Outfi a 2150m qui non c’è neve, la si vede sulle cime intorno, ma fa un freddo discreto, Bernard si è imbustato nella cerata sopra al resto dei vestiti.

Incrociamo un gruppo di fuoristrada Toyota nuovi con targa locale, o sono affittati o sono appassionati locali che si godono i percorsi tormentati tra costoni spogli. Canyon dalle pareti rosse, solcati dai torrenti annegati nel verde surreale della vegetazione, qualche sparuto villaggio di mattoni crudi color rossiccio trapuntato dall’immancabile minareto bianco appare all’improvviso dietro una curva.
Siamo ormai al tramonto e il sole illumina solo le vette di un fianco della valle, creando magici giochi di luce ed ombra. Quasi al buio imbocchiamo una sterrata che tagliando una cresta ci porta a un piccolo agglomerato di case, chiediamo al capo villaggio se possiamo accamparci e, con il suo placet, fiorisce il nostro bivacco.

Sembra di essere al Grande Fratello, al posto delle telecamere ci sono gli occhi indiscreti e senza malizia di bimbi e non solo, che ci osservano armeggiare con cose mai viste o fare gesti conosciuti ma differenti perché filtrati da una diversa cultura. Non si rendono conto che le abitudini comuni a tutte le culture, i bisogni fisiologici sono impegnativi da svolgere sotto gli occhi attenti, soprattutto per le donne. A me tocca una sessione di free climbing per evacuare in solitudine.
Fa un freddo becco, questa sera zuppa calda dalle buste liofilizzate! Per sciogliersi e pasta al pomodoro, a cura dell’italiano, per nutrirsi seriamente. Chiudiamo viziandoci con un dolce (che bello la cambusa sulle auto, è un lusso estremo per il motociclista, che tra l’altro viaggia senza bagaglio).
Adesso tutti in tenda che si gela, faccio onore al mio sacco a pelo, -5°C di temperatura comfort!
Oggi 240 km moto tot. 1125 km
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10-12-2015, 08:43
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#3
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Mukkista in erba
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03/11 GIORNO 13 vicino TOUFRINE – OUARZAZATE – EL KELAA DES M’GOUNA – vicino IMI N’KEN
La notte passata a 1900m di altitudine ha lasciato un velo di brina sulle alto e sulle moto mentre la porta della tenda è rigida come un cartone a causa dell’umidità del corpo ghiacciata.

Fortunatamente il sole trova subito uno spiraglio tra le vette per riscaldarci.
Un vecchio non troppo a piombo si è accomodato nel nostro campo e sta strepitando da parecchio quando esco dalla tenda, ma è alimentato duracell, non c’è verso di fermarlo.

Colazione sul palcoscenico e via dopo aver impacchettato tutto. Sul fondo della valle si vede un lago, accanto si intuisce Ouarzazate (ad una quarantina di km) in poco tempo il terreno diventa piatto e andiamo a raggiungere la valle del Dades, con le sue mille Kasba, dopo Skoura sale fino ad un colle e ridiscende. Lungo il corso d’acqua si snocciolano le fortificazioni in vari stati di abbandono, ma qualcuna ancora imponente e ben conservata.

Prima di El Kelaa des M’gouna prendiamo una pista a destra che ci porta verso Nekob. Imboccarla è una caccia al tesoro tra mille stradine e oued da attraversare, si sale subito in montagna, pista sassosa e tormentata, si riesce a stento a guardare il panorama.
Un paio di volte siamo costretti a ritornare indietro e cambiare pista per imboccare la valle giusta. Alcuni tratti sono pesantemente scavati dalla pioggia, la pista è veramente ostica, evviva le moto leggere!

La direzione prevalente è il sud, anche se si procede a meandri seguendo le vallate tra torrioni di rccia erosa e arrotondata che a tratti ricorda la Monument Valley in miniatura.
Oggi ho avuto un paio di rogne, cambiando le pile al GPS, mi sono reso conto dopo un po’, ho perso la scheda SD della cartografia. Ritorna indietro e, con sommo culo, riesco a ritrovare il quadretto di plastica grande come l’unghia di un mignolo tra i sassi della pista, peccato che arrivando sul posto la moto comincia a mancare e si spegne. Di bene in meglio! La benzina c’è, deve essere la corrente. Una rapida rivista fili mostra un filo troncato sull’interruttore generale che dà corrente a tutti gli impianti, smonta l’interruttore e lo escludo collegando direttamente i fili, peccato che, con uno zot, fotto il fusibile. Merda, ponte al fusibile con l’alluminio di un blister di aspirina C, adesso si va, torno dal resto del gruppo con Patou che mi ha accompagnato.

Poco dopo è ora di accamparsi, siamo nei dintorni di Imi n’Ken.
Oltre al campo devo rimettere in sesto un po’ meglio la moto, l’interruttore viene sostituito con uno reperito, impermeabilizzato con domopack ripiegato e nastro isolante, il fusibile sostituito e la moto va che è una bellezza.

Questa sera fuoco di bivacco, è la droga dei nostri campi, stai a guardare le fiamme e le braci rapito dalla magia che affascinava l’uomo del neolitico, come quello moderno, guardi il cielo come non puoi fare da noi, sovrastato e schiacciato da una moltitudine di astri e una via lattea che fa chiarore come la luna.
Oggi 290 km moto tot. 1415 km
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11-12-2015, 07:28
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#4
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Mukkista in erba
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04/11 GIORNO 14 vicino IMI N’KEN-NEKOB-TAZARINE - FOUGANI(TAFRAOUT)
Notte meno fredda, ma purtroppo insonne all’insegna della lettura.
Seguiamo una vallata e ad un certo punto si attraversa l’oued per risalire il fianco del pendio, qui ci perdiamo Jeanfrancois che prende una pista diversa.

Dopo un po’ d’attesa lo vediamo ricomparire, s’è accorto di essere solo. Una trentina di km e siamo sull’asfalto e poi a Nekob, sosta rifornimento e via verso Tazarine, purtroppo qui troviamo asfalto inaspettato. Sosta pranzo in un boschetto d’acacie, adesso l’ombra è piacevole, la temperatura non è più quella di montagna.

7 km dopo Tazarine prendiamo una pista sulla sinistra molto ben segnata che va verso est. Finalmente una pista scorrevole che permette di correre un poco, il vento allineato con la direzione di movimento ci costringe a stare lontani per evitare la polvere.

Arrivati in un villaggio sostiamo un poco per riunirci e al momento di ripartire la moto non ha corrente, è saltato di nuovo il fusibile, ma ora ho la stagnola pronta e lo sistemo a tempo di record. Gli altri sono già andati, con me Patou e JF, ci lanciamo all’inseguimento sulla pista mezzo km a sud del villaggio e procede sempre verso est. Non vediamo nessuno, ma continuiamo a rotta di collo, la pista si fa sempre più sabbiosa, costellata di hotel e campeggi, ci stiamo avvicinando alla zona turistica dell Erg Chebbi.
Finalmente ci ricongiungiamo.
Ci lasciamo sulla sinistra il villaggio di Fougani che su alcune mappe è chiamato Tafraout e puntiamo diretti a sud risalendo il corso dello oued, fino a delle lievi dune contro le falesie di roccia. Questo sarà il campo di oggi, la sabbia è veramente molle, ma ci penseremo domani.
Mentre io sostituisco il fusibile Bernard, che si è rotto le palle della moto che scoppietta e fatica a rimanere accesa, smonta tutto l’impianto idraulico della trazione a due ruote per avere accesso al carburatore e regolare la miscela (quando una stronzata di lavoro ti costringe a ore di monta e smonta...viva le moto semplici!)

Serata bellissima, temperatura perfetta e stellata da premio Oscar.
Oggi 211 km moto tot. 1626 km
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12-12-2015, 09:43
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#5
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Mukkista in erba
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05/11 GIORNO 15 FOUGANI(TAFRAOUT) - REMLIA - RISSANI - ERFOUD
Come previsto uscire dalla sabbia molle è laborioso, soprattutto per la messa in moto al traino dell’Aprilia di Fritz.
Dopo pochi km ritorniamo a percorrere un terreno pietroso che ci rallenta parecchio.

Nel pomeriggio la pista si fa scorrevole e più divertente, fino a giungere in vista delle dune rosse dell’Erg Chebbi, nei pressi di Taouz. Ci avviciniamo da sud e le attacchiamo sul lato orientale in direzione nord. Si entra in quello che sembra il corso di un fiume di sabbia con le dune che scorrono ai due lati della valletta, cespugli e tamerici sono a tratti abbondanti.
La sabbia è parecchio soffice, bisogna andare senza indugio e la parte centrale del letto sabbioso è letteralmente arato dal traffico di fuoristrada. In auto non credo sia troppo divertente, soprattutto dove i meandri ti costringono a velocità sempre a rischio di insabbiamento. Con la moto è un’altra musica, mi tengo sul pendio di sabbia quasi intonsa alle pendici delle dune, salendoci a volte e facendo curvoni in appoggio col cuore che urla dalla libidine. La valletta sale un poco e a volte si stringe e strozza diventando sinuosa e costringendo a rimanere nelle guide profonde scavate dai mezzi pesanti, qui richiede un po’ più d’esperienza, per non lasciarsi sopraffare dall’ansia e mollare il gas, subito ti si chiude lo sterzo e sei a pelle di leone (ma fa esperienza).
Incrociamo parecchi gruppi di fuoristrada, le moto non si vedono, qui è come un circo, tutti folleggiano nella poca sabbia che questa zona mette a disposizione.
L’area è veramente piccola e in meno di un paio d’ore abbiamo attraversato, ci dirigiamo all’hotel Merzane...lusso sfrenato, non siamo abituati a cotanto splendore.

E’ costruito nello stile degli ksar, con cortile protetto da mura merlate, arco d’ingresso, cortile interno con vasca per i pesci attorniata da palme e dalle strutture abitative. Tutto è rivestito di un impasto di fango e paglia che isola dal calore. Lo gestisce una famiglia francese con un figlio di una dozzina d’anni.
Ci sistemiamo e docciamo quindi birra fresca e contatti col resto del mondo. Ale e Siggy sono diretti a nord, per il tedesco è quasi ora del traghetto.

La zona living è veramente caratteristica, piena di oggetti e quadri della cultura locale, i proprietari sono veramente persone di buon gusto e lo dimostrano anche con la cena, semplice ma particolare, antipastino e brochettes con fagiolini, patatine e insalata.
Ho un po’ di raffreddore, qui le temperature variano parecchio e da sudato il freddo non è un toccasana. Con Fritz e Otmar divido una stanza che pare un campo da calcio, tre letti matrimoniali e due singoli, questa volta i bagagli ci stanno senza problemi.

Oggi 168 km moto tot. 1794 km
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Ultima modifica di amay450; 14-12-2015 a 07:32
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