L'albero storto
San Martino del Carso, quota 186, toponimo di guerra "Bosco Cappuccio".
A Bosco Cappuccio, con la Brigata Pisa, c'è il colonnello Cesare Faccini, che lascerà un libro di memorie.
"La rada vegetazione che le artiglierie schiantano e smozzicano giorno per giorno costituisce un curioso ornamento di questo paesaggio sconvolto. Si finisce per individuare, conoscere, amare ogni tronco, ogni fusto.Ognuno ha il suo nome. E quando non costituiscono un ricordo delle lotte sostenute fin qui, servono ottimamente di orientamento".
A San Martino c'erano la Quercia spaccata, l'Albero isolato, l'Albero storto.
Dell'Albero isolato, l'Albero del 46° Reggimento Honved, conservato in un museo di Szeged e tornato lo scorso anno a San Martino per alcuni mesi (una splendida mostra museale, premiata, tra l'altro, da un ampio successo di pubblico) ho già parlato.
Non sapevo che anche l'Albero storto avesse avuto lo stesso destino: è stato rintracciato dal Gruppo Speleo di San Martino a Temesvar, Transilvania (ai tempi dell'Impero era Ungheria, ora si chiama Timisoara e sta in Romania). E' stato riportato in patria dai soldati del 61° Reggimento Honved, reclutati, appunto, nel Distretto di Temesvar. Su di esso una targa in metallo: "Questo albero fu tagliato dal sacro suolo di San Martino, bagnato dal sangue dei nostri eroi, a ricordo ed in memoria dei caldi e duri giorni del Reggimento che, assieme ai Reggimenti della 17a Divisione di fanteria, con tenace coraggio e spirito di sacrificio difese per oltre un anno questo luogo".
Il Carso è magico, pieno di energia e solitudine: sa essere struggente.
|