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Vecchio 24-01-2012, 19:55   #1
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Giorno 7: Nel cuore del patrimonio Unesco

469 km da San Sebastian a Salamanca in 9 ore

Lasciamo a malincuore la costa (anche se il tempo è da lupi) per buttarci all’interno verso Salamanca percorrendo strade dritte in mezzo ad una terra arida, in alcuni tratti assomiglia ad un deserto americano
Arriviamo a Burgos (metà strada) dove ci fermiamo per visitare la famosa cattedrale (patrimonio Unesco), il che richiede parecchio tempo perché oltre ad essere magnifica è anche immensa
Dopo un ricco pranzo ci ributtiamo in strada, il cielo coperto fa si che il caldo sia sopportabile “solo” 31 gradi di massima, ma arriviamo lo stesso stanchi e sudati a Salamanca (patrimonio Unesco) dove uno splendido NH ci attende
La città è stupenda, ad ogni angolo ci sono monumenti e palazzi storici (pure l’hotel era in uno di questi), durante la ricerca del ristorante ci facciamo fare un panino al prosciutto tipico di questa zona, poi finalmente ci sediamo ai tavolini in mezzo alla via principale e paella, sta volta di carne
Altro giretto in città e poi ci ributtiamo nel lusso del nostro hotel, una settimana è già passata, finalmente il giorno seguente saremmo arrivati in Portogallo











Giorno 8: Piacevoli sorprese

348 km da Salamanca a Portalegre in 10 ore

Ci svegliamo con la città ancora deserta in un clima surreale, partiamo alla volta del Portogallo decidendo di percorrere una strada che costeggia il confine a pochi km di distanza, sembra quasi che non vogliamo lasciare la Spagna e la scelta si rivela azzeccata
Una bella sorpresa, strade curvose (paragonabili alla nostra Trebbia) ci cullano, laghi, ponti, paesi si susseguono in un mix entusiasmante, sosta per pranzo dove troviamo un negozietto che vende salumi tipici, altra sorpresa, ci rifocilliamo a suon di panini con Jamon, Chorizo e Lomo
Poco dopo sconfiniamo e decidiamo di cercare subito l’hotel a Portalegre, troviamo un ufficio del turismo con una ragazza carina e competente, ci indirizza in una pensione economica e accogliente, poi lasciati i bagagli andiamo a Marvao
Per arrivare percorriamo una bellissima strada tutta curve, poi saliamo sulla collina dov’è costruita la città fortificata, in cima alla quale abbiamo una vista a 360° meravigliosa
Tornati a Portalegre ceniamo in un ristorante delizioso ed economico, sembra strano bere la miglior sangria in Portogallo invece che in Spagna, la prima tappa portoghese non poteva cominciare meglio












Giorno 9: Let’s Rock

236 km da Portalegre a Lisbona in 8 ore e mezza

Dopo la colazione in hotel partiamo alla volta di Evora, anche questa città è patrimonio dell’Unesco, le aspettative erano alte, ma ci ha un po’ delusi
Ripartiamo dopo pranzo direzione Lisbona tenendoci lontani dalle autostrade e arrivati nei pressi del golfo prendiamo il magnifico ponte Vasco da Gama, indescrivibile la sensazione quando ci si passa sopra
Triboliamo un po’ per l’hotel e decidiamo di andare all’Ibis (primo di una lunga serie)
Ora siamo a Lisbona, siamo lontanissimi da casa, si comincia a fare sul serio
La sera fa freschino, ci rifugiamo all’Hard Rock Cafè, che fortunatamente è vicino all’hotel, e ci abbuffiamo di hamburger e patatine senza badare al colesterolo, sembra di essere in Italia perché ai tavoli vicini sono tutti italiani
Troppo freddo per girare la città, torniamo in hotel
Impostata School of Rock come sveglia, ci diamo appuntamento per il giorno seguente







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Vecchio 24-01-2012, 20:30   #2
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Giorno 10: Yellow Bus

Fermi a Lisbona

La giornata odierna l’abbiamo dedicata alla visita della città, per risparmiare tempo abbiamo preso il bus scoperto e devo dire che oltre a girare i principali monumenti sparsi per la città ci siamo pure abbronzati
Il giro è durato quasi 2 ore, poi siamo andati al castello (ammazza che salita) da dove si gode di una vista stupenda di tutta Lisbona, volevamo prendere il tram N°28 per salire ma era stracolmo con la gente quasi attaccata fuori
La sera decidiamo di andare a mangiare in un ristorante al Barrio Alto consigliato dalla guida, per raggiungerlo dobbiamo salire, salire e ancora salire e una volta arrivati è chiuso, per fortuna il quartiere offre parecchi locali, ci infiliamo in un altro consigliato e mangiamo molto bene
Al ritorno un po’ brilli ci cimentiamo in foto “artistiche” sfruttando quello che la zona offre













Giorno 11: La fine del mondo

181 km da Lisbona a Obidos in 6 ore

Si riparte dopo un giorno di pausa, prima tappa al circuito dell’Estoril, deserto totale, ma almeno si può entrare su tribune e paddock
Seconda tappa a Cabo de Roca, dove nell’era precolombiana finiva il mondo conosciuto ed ora è il punto più ad ovest del continente europeo (isole escluse), un vento gelido fa schizzare la temperatura sotto i 19°
Ci dirigiamo a Sintra, ma dopo una coda interminabile e la ricerca vana di un parcheggio, decidiamo che forse è meglio dedicare un po’ di tempo al relax e ci dirigiamo verso Peniche (non il passo)
Dopo pranzo cerchiamo un alloggio, ma il posto è frequentatissimo dai surfisti e non troviamo per dormire nei 2 hotel del paese, decidiamo quindi di andare ad Obidos, come da piano originale
Troviamo una quadrupla con piscina, 2 ore di assoluto relax prima di cenare, il paese è molto carino, ceniamo e poi percorriamo quasi interamente le mura che lo circondano








Giorno 12: Benvenuti al sud

279 km da Obidos a Porto in 6 ore e mezza

Tappa di trasferimento, tutta dritta, facile facile, ma riusciamo a perdere uno dei partecipanti che va verso Coimbra
Ci diamo appuntamento dove le 2 autostrade si ricongiungono ad Aveiro, grazioso paesino considerato la Venezia del Portogallo, e ci fermiamo a pranzare di nuovo tutti assieme
Arriviamo a Porto relativamente presto, sembra di stare a Napoli, edifici fatiscenti accanto ad altri ristrutturati, viette strette e tortuose, aeroporto in città e un senso di abbandono generale, ma la città nel complesso è molto affascinante ed ha il suo perchè, cerchiamo inutilmente una lavanderia e poi è già ora di cena
Il gioco si fa duro, c’è coda ovunque e ci dividiamo per trovare un posto in qualche ristorante, finalmente riusciamo a mettere qualcosa sotto i denti in extremis (intanto abbiamo anche visitato il porto, splendido la sera tutto illuminato)
Il dopocena lo passiamo in un locale che fa assaggiare il delizioso Porto, ne assaggioamo uno invecchiato 30 anni, che buono, ma che caro






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Vecchio 24-01-2012, 20:55   #3
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Giorno 13: Jet leg

236 km da Porto a Santiago de Compostela in 5 ore

Altra tappa di trasferimento, ma sta volta il gruppo rimane unito e in men che non si dica siamo tornati in Spagna, esattamente in Galizia, ci ricordiamo di ricambiare l’ora (1 ora avanti rispetto al Portogallo), mi sa che sarà dura da smaltire, meno male in quelle zone si mangia alle 14 e alle 22, ma lo stomaco non sembra essersi abituato
Arrivati a Santiago ci dedichiamo al bucato e ci riposiamo in hotel, ne abbiamo bisogno, perché il caldo degli ultimi giorni e gli sbalzi di temperatura (20° sulla costa e 35° nell’entroterra) ci hanno distrutto (cambio d’ora a parte)
La città è molto diversa da Lourdes, ha comunque un suo fascino, rapida visita alla piazza della cattedrale, ceniamo e poi torniamo in hotel per usufruire di internet e prenotale a Viveiro il giorno seguente




Giorno 14: Fine del pellegrinaggio

354 km da Santiago de Compostela a Viveiro in 8 ore

Ci alziamo ancora una volta con il bel tempo, anche se qualche nuvola in lontananza minaccia pioggia
Percorriamo le splendide coste Galiziane fino ad arrivare a Fisterra (fine del cammino di Santiago)
Lo scenario a tratti ricorda la Sardegna, spiaggette alternate da scogli, il tutto impreziosito dalla bassa marea che regala quel tocco di diversità rispetto agli scenari che siamo abituati a vedere in Italia
Arriviamo a Viveiro con nuvoloni grigi sopra alle nostre teste, ci sistemiamo nell’appartamento e notiamo che è dotato di cucina, ci fiondiamo a far la spesa e mia moglie cucina un’ottima pasta
2 settimane sono passate e la stanchezza si fa sentire sempre più, visto che il posto è bello decidiamo di fermarci anche la notte seguente, per fortuna hanno posto, ma dovranno cambiarci appartamento, speriamo bene









Giorno 15: Nati con la camicia

Fermi a Viveiro

Ci svegliamo gasati perché fuori c’è un sole stupendo (incredibile visto le previsioni), dopo un’abbondantissima colazione spostiamo i bagagli nel nuovo appartamento, 3 camere, 2 bagni, salotto, cucina abitabile, 3 ingressi e dal balcone una vista magnifica sull’oceano, che culo!
Relax in spiaggia la mattina, mentre il pomeriggio io e mia moglie andiamo in paese a far la spesa, decidiamo che la nostra cena sarà ancora pasta, tornando costeggiamo la scogliera, il posto è davvero magnifico, pensare che era quello con meno aspettative e ci serviva solo per dormire
La cuoca fa di nuovo centro, ci rimpinziamo di pasta al sugo e concludiamo la cena con gli immancabili Oreo (che ci hanno accompagnato per tutta la vacanza)







Giorno 16: Agua agua agua

277 km da Viveiro a Llanes in 4 ore e mezza

Sta volta non siamo fortunati come gli altri giorni, ci svegliamo e comincia a piovere, forse un bene perché partiamo già con l’antipioggia addosso
Durante tutto il percorso acqua, non piove forte, ma costante, per fortuna la tappa è di trasferimento e la percorriamo per gran parte in autostrada
Arrivati a destinazione smette di piovere, vediamo la MotoGP nel bar dell’hotel intanto che aspettiamo la nostra camera, che nel frattempo si trasforma in un appartamento 5 stelle con arredi nuovissimi
Anche qui decidiamo di fare la spesa e mangiare a casa, visto il tempo incerto non ci spingiamo in spiaggia
Il giorno dopo io e mia moglie avremmo visitato il Picos d’Europas, mentre i nostri 2 amici sarebbero andati in spiaggia a riposarsi




Giorno 17: Numero porta sfortuna

Fermi a Llanes

Appena svegli ci accorgiamo che avremmo dovuto cambiare tutti quanti i nostri piani, piove e ci sono le nuvole basse, niente giro e niente spiaggia, per fortuna possiamo goderci il lusso dell’appartamento e rilassarci, peccato però, è la prima volta durante la vacanza che dobbiamo rinunciare a qualcosa per il maltempo
Il pomeriggio però riusciamo a fare un giro a Llanes, dal porto si gode di una vista magnifica, la costa è verdissima ed è così diversa dal resto della Spagna, scogliere a picco alternate a spiaggette ricordano molto le coste irlandesi
In paese, traditi dalla visione di un sacco di gente che lo beveva, prendiamo una bottiglia di sidro da assaggiare a casa, ma avremmo potuto evitare
Cena di ferragosto a base di delizioso pesce, un po’ di sano internet e poi dritti a nanna




Giorno 18: Impara l’arte e mettila da parte

187 km da Llanes a Bilbao in 2 ore e mezza

Sveglia presto, non piove e già questa è una buona notizia
In breve tempo siamo a Bilbao, (altro Ibis) cerchiamo un posto dove pranzare, ma la cartina mi confonde e porto il gruppo fino alla tangenziale, vabbè ce ne accorgiamo in tempo
Percorriamo le vie del centro e troviamo il posto peggiore per mangiare, ma è pur sempre cibo
Arriviamo al museo Guggenheim, titanio e vetro si mescolano in un mix spettacolare di angoli e curve
Io e uno dei 2 amici decidiamo di entrare, ma davanti a 3 barili vuoti, 2 aste di metallo piegate e un pezzo di calcinaccio attaccato al muro ci chiediamo se abbiamo fatto bene o no
Per fortuna ci sono anche tante opere (installazioni le chiamano) interessanti, concordiamo però che l’arte moderna in alcune sue forme sia una cacata pazzesca!
Esausti dalla full immersion di cultura torniamo in hotel, la sera mangiamo in un lussuoso ristorante di pesce e poi prenotiamo ancora un Ibis per la penultima notte









Giorno 19: Adios Espana

443 km da Bilbao a Tolosa in 7 ore e mezza

Poco o niente da dire su questa tappa, tutta autostrada e pranzo in Francia, ci mancavano proprio le patatine fritte
Arrivati in hotel posteggiamo le moto in un garage a dir poco vergognoso in quanto a pulizia, Tolosa però si rivela più carina del previsto
Cena al ristorante Entrecote, dove il menù fisso prevedeva solo insalata di antipasto ed appunto Entrecote con patatine fritte come piatto principale, la gentilezza della cameriera era un optional e non capisco la coda fuori dal locale, bah...




Giorno 20: L’inizio della fine

434 km da Tolosa a Valence in 7 ore

Altra giornata di autostrada, manca ancora il giorno seguente, ma la vacanza sembra già finita
A Valence alloggiamo al quarto Ibis, ormai siamo diventati clienti abituali
Moto al coperto e piscina, peccato per la vista tangenziale, la sera buffet al ristorante dell’hotel, apprezzabili solo i dolci, poi in veranda a sparare le solite 4 cavolate, fa quasi strano non dover prenotare per la notte seguente




Giorno 21: Ritorno alla realtà

457 km da Valence a Milano in 9 ore

Ultima fatica, per fortuna dopo un po’ di autostrada superata Grenoble comincia una bella strada a curve che passa per Briancon, Monginevro e termina a Cesana Torinese, dove ci ricongiungiamo con i nostri amici che avevano staccato l’interruttore e via avanti a testa bassa tra i tornanti
Primo pasto italiano dopo parecchio tempo e di nuovo in autostrada
Ci salutiamo poco prima del casello di Milano, la vacanza è ufficialmente finita e la vita di tutti i giorni ci aspetta, per fortuna è venerdì e abbiamo ancora 2 giorni di riposo prima di ricominciare il solito tran tran








3 settimane sono volate, nonostante le avessimo vissute così intensamente, tra risate e discussioni, sole e pioggia, belle sorprese e imprevisti
Questa avventura mi ha regalato momenti indimenticabili e ringrazio i compagni di viaggio per averli condivisi con me e mia moglie per avermi sopportato
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