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Originariamente inviata da Massimo54
caro Dogwalker ma per piacere, tanto per puntualizzare...
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C'è poco da puntualizzare. Se l'El Primero è del '69 non è degli anni '50, e lo Speedmaster non è una meccanica, ma una linea di orologi che usa dei movimenti usati anche da altri orologi e produttori.
La storia degli orologi "spaziali" va un po' oltre Omega, che ci campa da quasi cinquant'anni, ma si potrebbe condensare in una frase. Nello spazio ogni astronauta c'è andato con quello che gli è parso e piaciuto, ed ogni orologio (tranne uno) ha sempre funzionato.
Il primo orologio nello spazio è stato lo
Sturmanskie di Gagarin, semplicemente l'orologio che gli venne assegnato quando finì il corso di allievo pilota (all'epoca del volo spaziale non era nemmeno più l'orologio di ordinanza dei piloti sovietici, essendo stato sostituito da qualche anno dallo Strela), Lo Strela, al polso di Leonov nella prima passeggiata spaziale della storia, è stato il primo orologio ad aver affrontato (con successo) lo spazio aperto. In seguito gli astronauti russi hanno portato in orbita buona parte della produzione Poljot e Vostok, oltre a qualche orologio al quarzo tedesco orientale.
Anche gli americani non badavano molto ai marchi che portavano nello spazio. Il primo orologio occidentale in orbita è stato il Tag Heuer personale di Glenn, altri hanno portato quello che usavano di solito, e tra questi anche uno Speedmaster, quello di Gordon Cooper.
L'unico orologio ad essere stato effettivamente fatto per lo spazio è stato il Breitling Navitimer che Carpenter chiese appositamente alla casa venisse modificato con il quadrante a 24 ore invece che a 12 (grazie a questo fatto, Breitling è stata la prima casa a farsi pubblicità con la partecipazione all'avventura spaziale).
All'inizio del programma Apollo la Nasa sentì l'esigenza di fornire un'orologio d'ordinanza, e, dopo una selezione ristretta (praticamente quello che riuscirono a recuperare in una gioielleria di Huston) scelse lo Speedmaster, non per particolari qualità della sua meccanica (che non aveva), ma più che altro perchè, rispetto agli standard dell'epoca, era un orologio particolarmente grande e massiccio, ovviamente robusto, con pulsanti e corona grandi, e quindi più facilmente operabili con i guanti (anche se non si sa se uno Speedmaster sia mai stato effettivamente usato in questo modo), e con il vetrino in plastica, più resistente agli urti di uno in vetro, e meno pericoloso per le tute spaziali in caso di rottura. Non si tenne conto di qualche svantaggio, ad esempio che lo Speedmaster usasse ancora pericolosi fosfori al radio (Anche i sovietici li avevano abbandonati da anni, passando ai più sicuri fosfori al trizio).
Il fatto che la Nasa li fornisse però, non significa che i piloti li indossassero. Continuava a valere la regola per cui ognuno portava quello che voleva. Ad esempio si sa che l'intero equipaggio dell'Apollo 14, e almeno un astronauta dell'Apollo 17, indossassero dei Rolex GMT.
Sempre grazie a questo fatto, Pogue si portò nello Skylab il suo Seiko 6139
Pepsi, che quindi divenne il primo orologio (e il primo cronografo) automatico nello spazio (prima si pensava che la ricarica automatica non fosse adatta all'assenza di gravità).
Ah, parlavamo dell'unico fallimento di cui si abbia notizia. Riguarda uno Speedmaster a cui (probabilmente per la differenza di pressione) si "stappò" il vetrino in missione.
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Originariamente inviata da Massimo54
la meccanica di Speedmaster assieme a quella di El Primero (che è montata anche sul Rolex Daytona) continuano ad essere considerate le migliori meccaniche per cronografo prodotte ad oggi
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Ma da chi? Lemania è sempre stata un produttore di movimenti di alta qualità, ma 'sta superiorità dei movimenti 2310 e 1873 su altri prodotti di qualità non c'è mai stata. Idem per l'El Primero. Ottimo movimento, ma non superiore ad altri (a proposito, devo informarti che Rolex non lo monta più dal 2000) e che si fregia abbastanza truffaldinamente del titolo di primo cronografo automatico della storia (in realtà è stato il terzo, se non il quarto).
DogW