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Vecchio 05-08-2011, 14:32   #11
pieroesilvia
Mukkista in erba
 
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Ci svegliamo alle 9 del mattino e decidiamo all'unisono che la giornata è da intendersi "free" almeno fino alle 17.00 ora per la quale ci recheremo a LINDOS per la visita dell'acropoli. Zeno e Marianna prendono la moto per un giretto nei dintorni, Matteo Agnese io e Silvia decidiamo di spaparanzarci al sole in riva al mare dove ombrellone e due lettini costano 5 euro...il caldo è ancora fortissimo e il vento del giorno prima sembra ancora piu' rovente e difatti passiamo quasi tutta la giornata entrando e uscendo dal mare limpido e cristallino. Per fortuna la stragrande maggioranza dei turisti dorme e ci godiamo la spiaggia senza musiche assordanti o rompipalle che cercano di venderti viaggetti in barca e menate simili e riesco a fare anche un sonnellino ristoratore fino a che, due ombreloni dietro noi, arriva una camionata di greci, discesi da non so quale loculo montano sperduto, che iniziano a vociare come scaricatori di porto ridendo, schiamazzando, gridando e ingurgitando un vagone frigo pieno di formaggi e altre cibarie che si erano portati dietro. Si capisce che devono essere non abituati alla folla e alle buone maniere dato che sembrano non aver mai visto il mare e giocano in acqua come fosse chissà quale rarità e agitano le braccia pelose( sia maschili che femminili) cercando di far credere che sappiano nuotare. Parlano a voce cosi alta che molti prendono le proprie cose e si allontanano da loro e hanno ridotto lo spazio antistante al loro posto ad una discarica di rifiuti alimentari. Cosi io e la mia zavorrina dolce ci infiliamo l'mp3 e alziamo il volume per non sentire tutto quel baccano. Alle 15 il sole spacca letteralmente i granelli di sabbia e capisco, anche se non parlo greco, che molti non hanno mai avuto un caldo cosi insopportabile in quel periodo e decido con Silvia di andare a riposare in camera con il clima a palla prima di partire per Lindos. Alle 17.00 come da ordine d'operazione saliamo in sella e per la prima volta tutti montiamo in moto senza giubbotti o protezioni e io perfino in bermuda. Arriviamo a Lindos e lo spettacolo che si apre davanti a noi lascia sbalorditi..

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da una curva cieca e a oltre 100 metri di quota l'acropoli si staglia sulla collina di fronte e a dividerla da noi ci sono due baie spettacolari che formano un connubio perfetto per gli occhi. Scendiamo nel paese e parcheggiamo le moto pronti a salire sul colle per visitare il sito archeologico ma , ahime', le ragazze sono rapite dalla quantità di gioiellerie e bigiotterie che espongono i loro monili e tra una cosa e l'altra arriviamo al cancello che sta chiudendo e a nulla servono le suppliche per poterci far entrare solo 5 minuti.

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Pensando che sono degli stronzoli con la S maiuscola discendiamo il dedalo di viuzze alla ricerca del ristorante segnalato dalla lonely ma l'indomani io e Zeno, che torniamo a visitare da soli il sito, capiamo il perchè di tanto zelo da parte dei custodi alla zona archeologica.

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Mentre ci districhiamo nei vicoli alla ricerca del ristorante KALIPSO scattiamo foto a più non posso ai vari portoni e alle finestre che sono rimasti inalterati dai tempi veneziano-turco e che abbelliscono le stradine lasciandoci ammaliati. Trovato il ristorante ci godiamo la serata su una terrazza che si trova, come mille altre, proprio sotto l'acropoli illuminata

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e per la prima volta dal mio arrivo nelle isole decido di cambiare menù e prendere le costolette di agnello che risulteranno essere deliziose. La cucina è ottima e ancora una volta il consiglio della lonely ci lascia soddisfatti.

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Spendiamo i soliti 40 euro a coppia e ci concediamo una passeggiata notturna nelle stradine contorte, approfittando che quasi tutti sono ancora a cena, godendoci scorci in assoluta libertà e potendo fare tutte le foto che vogliamo senza nessuno di mezzo.

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Tornati all'hotel passiamo davanti ai locali gremiti di ragazzi e ragazze e sorridendo, pensando alle opportunità che le nuove generazioni hanno, sorridiamo tra il melanconico e il goliardico pensando tutti la stessa cosa..... "ah se fosse stato cosi ai miei tempi".... ( logicamente il pensiero non vale per Matteo e Agnese che essendo giovani vedevano la cosa come normalissima). Al mattino io e Zeno inforchiamo le mukke e ci spariamo nel deserto più assoluto i 36 km che ci separano da Lindos arrivando proprio all'apertura e trovando solo una coppia di orientali con noi.

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Entriamo nel sito( 6 euro e li vale tutti) potendo ammirare la costruzione senza nessuno intorno e leggendo dalla guida i vari aspetti dell'acropoli nel corso della sua storia dai tempi antichi fino alla presa italiana. I monumenti sono ben tenuti anche se per mancanza di fondi gli scavi e i recuperi sono fermi alla lavorazione fatta dagli italiani negli anni 30 ma un cartello ci informa che l'unesco ha stanziato nuovi fondi e difatti ci sono tracce evidenti di recuperi archeologici. Dall'alto la vista è memorabile e dopo circa 40 minuti di assoluta pace, dopo che Zeno ha dissetato un gattino, iniziamo a scendere verso l'uscita dove troviamo, con immenso sbigottimento, una marea umana accalcata ai cancelli d'ingresso pronta a invadere il sito. Ogni gruppo corrisponde a un pullman che scarica i turisti nella piazzetta minuscola e riparte per un altro carico.

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Contiamo una decina di gruppi in fila ognuno dei quali composto da almeno 50 persone di varia nazionalità. Nel sentire parlare italiano invitiamo i connazionali a prendersela comoda dato che il sole stava gia cuocendo ogni cosa e dato che davanti a loro c'erano almeno trecento metri di fila ininterrotta. Si perchè, per accedere all'acropoli, si deve attraversare tutta Lindos vecchia con i suoi vicoli strettissimi e percorrendo in salita una scalinata estremamente irta. Invito gentilmente chi dovesse visitare la città a non servirsi dei poveri asinelli che sono adibiti, al costo di 5 euro, a scarrozzare i turisti per raggiungere la cima, in quanto i poveri animali sono ormai esausti nel trasportare grassoni nord europei che superano abbondantemente i 50 kg previsti per la soma. Saliti in sella scappiamo dal caos della cittadina e ce ne torniamo in hotel dove carichiamo le moto e ripartiamo sotto un sole che fa arrivare la colonnina della mukka di Zeno nuovamente a 42 gradi. Dovendoci imbarcare nel pomeriggio per SANTORINI ci fermiamo in una famosa baia di Rodi nota per essere stata il set del film " i cannoni di navarone" e che per l'appunto è denominata " ANTONY QUEEN BAY". Il mare è stupendo, il fondale ancora di piu' e con la maschera a pochi metri di profondità, io e i miei amici di viaggio scorgiamo un pesce trombetta( tropicale) e dentici e orate di grosse proporzioni. Decidiamo di mangiare nel piccolo ristorante affacciato sulla baia a pochi metri dal mare dove molti turisti tedeschi ammirano le moto e ci chiedono del viaggio, incuriositi che al posto delle guzzi o ducati abbiamo optato per la casa tedesca. Arrivati al porto di Rodi scopriamo a sorpresa che il traghetto per Santorini impiega ben 22 ore di traversata ( ferma ad ogni isola tipo littorina del ventennio) e che quindi partendo alle 18 perderemmo tutto un intero giorno di vacanze, cosi optiamo per andare a Kos, fermarci li un paio di giorni e poi da li prendere il traghetto per Santorini. Fatti i biglietti saliamo a bordo del traghetto e passiamo le 3 ore di traversata godendo delle piccole e medie isolette che passano ai lati e giocando a carte sul ponte godendoci lo spettacolo del dodeccaneso.
CONTINUA
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