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18-06-2011, 23:42
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#1
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Pivello Mukkista
Registrato dal: 22 Oct 2010
ubicazione: Gorizia
Messaggi: 213
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Sabato 21 maggio
Partenza da Gorizia alle 5.50, Aldo è partito da Udine una mezzoretta prima ed io sono un po' in ritardo. Quando ci incontriamo siamo un po' emozionati: ci stringiamo la mano, ci auguriamo buon viaggio. Pronti? Si parte. Entriamo subito in Slovenia - ho comprato le vignette il giorno prima - per percorrere una bellissima autostrada. Poco traffico, ampi curvoni, colline coperte di boschi e punteggiate da paretine di roccia. Planiamo sulla zona di Lubiana coperta da una bassa bruma, dalla quale le cime degli alberi emergono come cime dolomitiche da un mare di nuvole, come scogli da un mare grigio e calmo.
Andiamo veloci, usciamo presto dalla Slovenia per inoltrarci nelle pianure noiose della Croazia e della Serbia. In Serbia la qualità del manto stradale peggiora di colpo, con lunghi tratti rattoppati alla meglio, ed anche il parco macchine sembra in gran parte risalire alla vecchia Jugoslavia. L'attraversamento di Belgrado è difficoltoso: autostrada interrotta, deviazioni non segnalate, camion fumosi, ma in qualche modo ce la facciamo. Autostrada e noia fino Nis.
Dopo Nis la strada si inoltra verso la Bulgaria nella valle del fiume Nisava, un tratto bellissimo per gli occhi, la guida ed anche l'olfatto, per quel suo inebriante profumo di fiori d'acacia. Piccoli appezzamenti coltivati da gruppi di donne, sembrano immagini fuori dal tempo.
Pirot, vicino al confine con la Bulgaria, ha circa 25 mila abitanti ed un aspetto dimesso e poco invitante: centro in puro stile ex comunista, con evidenti segni di abbandono. Cena in un ristorantino in riva al fiume, dove incontriamo un italiano impegnato nella costruzione dell'autostrada, la famosa E80. In hotel, una stanzetta piccolissima ma pulita: in compenso, festa di fine anno scolastico nel salone ed una festa privata nel saloncino sotto la nostra stanza: musica a tutta - tipo Goran Bregovic, solo un tantino più ruspante, ma non per questo meno coinvolgente - fino alle due di notte. Ci facciamo un timido passaggio, nesssuno bada a noi, ma lasciamo perdere.
Si va a nanna.
Aldo russa alquanto, eppure nessun fastidio: sarà la stanchezza, oggi 932 chilometri.
Va peggio con quelli che si alzano alle cinque di mattina, quelli sì che danno fastidio.
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19-06-2011, 00:09
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#2
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Pivello Mukkista
Registrato dal: 22 Oct 2010
ubicazione: Gorizia
Messaggi: 213
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Domenica 22 maggio: Pirot - Kumburgaz
Seconda tappa di trasferimento. Partiamo pieni di entusiasmo, continuiamo colmi di ottimismo fino alla periferia di Sofia, dove una pattuglia di poliziotti ci spegne l'uno e l'altro. Siamo senza vignetta per le strade principali, dicono, ritirandoci subito patente, passaporto e documenti della moto. Se non paghiamo subito la multa dovremo andare alla sede della polizia, in centro a Sofia, non chiediamo se con le moto o a piedi, dove troveremo loro ed i nostri documenti solo alla fine del turno di lavoro. E' evidente che qualcosa non va: sono disposti a multare solo uno di noi, insomma, sono 75 euro da pagare sull'unghia, ma noi non siamo in vena di reggere il gioco. Paghiamoli e mandiamoli in mona, ci diciamo, e smammiamo in fretta. Detto e fatto e buonanotte. Abbiamo la conferma dell'inesistenza dell'infrazione poco dopo, ad una stazione di servizio dove è esposto in bella mostra un cartello con le disposizioni per le vignette.
"They needed some cash" ci dice una ragazza con un sorrisetto ironico e senza fare una piega: ci sarà abituata, noi no. Per ore mi si attorciglia lo stomaco per il nervoso e non posso negare di avergli augurato un sacco di volte - ed ancora oggi, quando ci penso - che gli venga un canchero.
Al confine turco quattro controlli, poi una buona autostrada: siamo ancora in Europa.
Incontriamo Franz, austriaco, su Yamaha 660: ha un nastrino legato al casco, regalo della moglie, lo zaino sulla schiena, la posizione in sella un tantino sbilenca e va come un fulmine.
Finalmente - Gold Hotel di Kumburgaz, periferia ovest di Istanbul - incontriamo Antonio: simpatia immediata. Sarà nostro compagno di viaggio per migliaia di chilometri ed amico per sempre.
Tutti insieme, Franz (che il giorno dopo andrà per la sua strada, verso il Mar Nero), Antonio, Aldo ed io ci facciamo il nostro primo kebab: il primo di una lunga serie.
Franz è di Hainburg, una città austriaca sul confine slovacco, vicino a Bratislava, dove Aldo ha lavorato ed abitato per sei anni. Si lanciano in lunghi dialoghi in tedesco, si divertono un mondo, e noi altrettanto ad osservarli, senza capire un acca.
Andiamo a dormire presto: siamo stanchi, ora che il nervoso per la multa di Sofia è passato, anche di più.
Buonanotte, domani inizia il nostro viaggio.
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