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Vecchio 01-10-2010, 19:42   #1
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Bravo momi, sempre meglio.
Bellissime foto ed anche le descrizioni.
Potresti veramente scrivere un libro.
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Vecchio 01-10-2010, 20:05   #2
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Originariamente inviata da paolocorrado Visualizza il messaggio
Bravo momi, sempre meglio.
Bellissime foto ed anche le descrizioni.
Potresti veramente scrivere un libro.
**p
Temo che il libro avrebbe un costo di produzione troppo elevato per via delle foto (ne dovrei mettere troppe) e delle ore necessarie per correggere gli errori grammaticali
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Vecchio 02-10-2010, 00:38   #3
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Giovedì 29
Alle 6 del mattino sono già per strada per arrivare alla biglietteria dal Taj Mahal: la moto la devo lasciare nel parcheggio. Per preservare i marmi del monumento, le industrie devono rispettare delle strette regole relativamente alle emissioni e i veicoli devono fermarsi a 2 km dall’entrata. Non è permesso portare dentro il treppiede, ma i militari del controllo me lo custodiscono nella loro postazione.

L’entrata, che maschera agli occhi il complesso del mausoleo quando si sta per entrare, che verrebbe da chiedersi dove mai si trovi, il bianco monumento visto in mille fotografie e servizi televisivi. Il mausoleo fu costruito nel 1632 (ci sarebbero voluti 22 anni per completarlo) dall’imperatore Shah Jahan per onorare la memoria della moglie Mumataz Mahal morta mentre lo accompagnava in una campagna militare. Si dice che lei in punto di morte abbia chiesto al marito di mostrare al mondo quanto essi si amassero l’un l’altro.


credo che le immagini siano più che sufficienti




Il principio guida del giardino è la simmetria, che con la ripetizione del numero 4 che richiama la visione del paradiso di quel tempo, un giardino con tanta acqua portata da 4 fiumi. Anche gli alberi ho scoperto hanno un significato: cipressi per la morte e alberi da frutta per la vita.






l’interno della tomba

























Mi è un poco passato il tempo all’interno del Taj Mahal: a un certo punto ho controllato l’ora perché sentivo fame…erano più delle due del pomeriggio. Letteralmente volata la mattinata.
Uscito sono andato a gironzolare per un mercato lì vicino dove ho mangiato e assistito al rito del bagno dalla fontana





si mangia


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Vecchio 02-10-2010, 00:38   #4
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torno un attimo in albergo e vado sul terrazzo a prendere dei vestiti che avevo messo ad asciugare e guarda un po’ chi incontro


gli ho dato del muesli che avevo comprato a Manali

http://www.youtube.com/watch?v=yF5V-rn8eCo

verso le 4 ho visitato I’timad-ud-Daulah una tomba chiamata scherzosamente “Baby Taj”, comunque molto bella e con un suo fascino, anche per la minor presenza di visitatori










ormai il sole sta calando ed è il momento adatto per andare a visitare il forte di Agra, il Red Fort.
Prima passano i bufali comunque


un’auto della polizia storica






da un punto delle mura c’è una splendida vista del Taj Mahal










esco con le ultime guardie


vado a cercare un internet point per mandare una mail a casa e poi, visto che è sera, vedo dei punti ristoro, che sono poi delle specie di catene di fast food di cibo indiano: provo il Chicken Corner


pollo ovvio


poi a letto. Domani ultima tappa prima del rientro a Delhi, la Sariska Tiger Riserve !
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Vecchio 02-10-2010, 16:32   #5
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venerdì 30 luglio
Al mattino parto verso la Sariska Tiger Riserve (punto 1 mappa) tenendo la N1 per Delhi fino alla città di
Matura, dove conto di fermarmi a visitare almeno un tempio, visto che la città dagli Hindù è reputata il luogo di nascita di Krishna, l’incarnazione più umana di Visnù…io non riesco a spiegarla meglio: sono ben accetti suggerimenti per ampliamento dell’argomento. Dopo Mathura dovrò girare a sinistra e raggiungere Alwar: a sud la riserva dove mi fermerò a dormire per la notte e poi sabato dopo la visita, il rientro a Delhi in serata, usando la N8 che collega Jaipur a Delhi
Dai che sto migliorando da un punto di vista cartografico


scuolabus


quando arrivo a Mathura però non c’è verso di lasciare la moto in un posto custodito, per via dei bagagli. I posteggiatori non si prendono la responsabilità di sorvegliare anche i bagagli. Davanti al tempio i poliziotti sono irremovibili: pazienza scatto un paio di foto






poi riparto verso Alwar




ecco qui mi ero fermato a bere, ma non so dirvi esattamente dove ero










lime ? forse non so




pellegrini






Prima o poi doveva capitare: mi trovo in mezzo ad un’acquazzone gigantesco. Mi fermo sotto un albero e copro la moto. Poi osservo la gente che passa, sono appena fuori un piccolo paese. Camminano tutti tranquilli sotto l’acqua. Alcuni bambini corrono nudi fuori casa a sguazzare nelle enormi pozze d’acqua formatesi nel giro di pochi minuti. Poi finalmente capisco: piove è vero, ma l’acqua è una benedizione per questa gente. Inoltre è calda, davvero. Non hai freddo in questa zona rimanendo sotto la pioggia. Devo ricordarmene la prossima volta.
Ad Alwar, città abbastanza insignificante, mi fermo e cerco una banca per cambiare 100$, piove solo una banca cambia i $...alla terza banca finalmente mi danno le indicazioni giuste. Entro nella filiale einizia l’odissea. La cifra da cambiare è decisamente elevata e quindi serva firmare un plico di documenti, poi la fotocopia del passaporto…in banca non hanno la fotocopiatrice: stiamo scherzando ? No la vanno a fare in un negozio vicino. Ovviamente non mi viene nemmeno in mente di chiedere se ci sia uno scanner. Un’ora e mezza per cambiare i soldi. Finita l’operazione ho provato per curiosità se il mio bancomat per il prelievo automatico funzionava: certo che sì. Avrei risparmiato tempo, ma che esperienza: una banca senza una fotocopiatrice. Via di nuovo ho ancora 36 km prima della riserva

Inizia la zona della Sariska Tiger Reserve, da qui in poi potrò contare solo sulle mie forze nel caso di un’incontro col felino più pericoloso del mondo. Ho una discreta esperienza coi miei gatti di campagna, ma la differenza di taglia potrebbe dare in effetti dei problemi
Non si può più tornare indietro




Arrivo nella zona della riserva e data la bassa stagione sono aperti solo due hotel.
Uno è il Sariska Palace


per sole 19500 rupie (circa 318€) potete avere la Maharaja Jaisingh Superior Suite


decido di optare per il Tiger Den Hotel che è proprio attaccato all’ingresso della riserva. La posizione e il prezzo della singola (1329 rupie= 21,7€) sono stati due elementi decisivi nella mia scelta




Visto che c’è ancora luce una volta scaricati i bagagli cerco di informarmi per entrare domani nella riserva. Un signore molto gentile (all’apparenza) mi spiega che lui è una guida e che sta aspettando un gruppo di turisti che domattina arriveranno da Alwar, per percorrere il sentiero della riserva sulle jeep. Io ho visto l’ufficio dove bisogna fare il biglietto, proprio dietro l’albergo, ma era deserto. Mi dice che però le moto non possono entrare nella riserva. Ma come ? Dalla barra dell’inizio della strada le guardie forestali mi avevano detto che il biglietto per il singolo viaggiatore era di 200 rupie e di farlo il mattino dopo prima di entrare. L’ingresso alle moto è vietato. Forse per il fatto che è un veicolo scoperto. Se lo desidero posso aggiungermi al suo gruppo e per 1500 rupie fare il giro assieme a loro. Inizia a non suonarmi giusta. Un ragazzo che lavora nell’albergo mi suggerisce un modo molto economico: al mattino dalle 9 ogni ora un autobus trasporta le persone attraverso i 28 km della riserva, 10 rupie. Non fa soste come i gruppi di turisti, ma dal finestrino vedrei poi tutto. Dopo per tornare indietro basta prendere il bus nell’altro verso. Poiché si è un mezzo pubblico non si deve pagare il biglietto d’ingresso: totale 20 rupie. Vedrò poi domani.
C’è ancora luce, prendo la moto e raggiungo la prima città dopo Sariska, dove la strada si biforca: io dovrò andare a destra per raggiungere la N8 che porta a Delhi.



qui ho preso il thè e poi sono riuscito a ricordarmi di comprarne un sacchetto da portare in Italia…ebbene si anch’io ogni tanto cedo ai souvenir








questi che giocavano a carte mi hanno invitato ad unirmi a loro, ma ho visto dei soldi sul tappeto e ho ringraziato ed evitato: sicuro che al gruppo mancava il pollo


torno al Tiger Den che ormai è buio, sto per entrare, ma sento il sommesso brontolio del terribile felino, la tigre indiana. La vedo, sdraiata in mezzo alla vegetazione, regale e imponente: quando mai capiterà un’occasione del genere ? Non mi agito, mantengo il sangue freddo e trovo la prontezza di spirito necessaria per estrarre lentamente la mia macchina fotografica, posizionarla ed inserire l’autoscatto. Il feroce predatore carnivoro è alle mie spalle, ma sembra appena notarmi. Secondi che paiono interminabili, mille pensieri che mi attraversano la mente, ma decido di rischiare il tutto per tutto. Nel silenzio della notte indiana il debole clic della macchina fotografica sembra un colpo di cannone, ma l’animale resta tranquillo. Raccolgo l’apparecchio e lentamente rientro dentro: solamente sotto le coperte inizio a rendermi conto del rischio corso, sarà una notte un poco agitata, però che scatto indimenticabile.

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Vecchio 02-10-2010, 23:57   #6
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sabato 31 luglio

è mattina presto e come vedete la tensione per l’incontro con la tigre di ieri notte non è ancora scesa, ma cerco di rilassarmi, anche se non è semplice





penso bene a quello che mi ha detto la guida ieri e non mi suona giusto. Vado all’ufficio e infatti mi fanno il biglietto d’ingresso, dicendomi solo che lungo la strada posso fermarmi ogni volta che voglio per foto o altro, ma che non posso uscire per i sentieri laterali o usare il clacson per spaventare gli animali.
Ingresso ? 200 rupie: e brava la guida che ci ha provato.
La Sariska Tiger Reserve è un parco nazionale diventato riserva nel 1955 e nel 1978 ottene lo status di “tiger reserve”, entrando a far parte dell’India’s Project Tiger, salvo poi uscirne mestamente nel 2005, quando un’ispezione stabilì la totale assenza di tigri nel territorio della riserva. La principale causa è stata individuata nel bracconaggio.
Questo comunque il decalogo da osservare all’interno della riserva, consegnatomi all’ingresso


l’ingresso della riserva










sono anche fortunato e riesco a cogliere alcuni animali








avevo con me ancora un poco di muesli e allora ne ho buttato un poco ad un gruppetto di scimmie a lato della strada, durante una sosta: in un amen ne sono scese dagli alberi almeno una cinquantina. Con calma mi sono allontanato.




ormai io e la tigre siamo amici, insomma pappa e ciccia…forse meglio di no




sarò onesto, avevo il treppiede, ma la posizione da cui volevo la foto era davvero impossibile, credo che questo sia il 12° scatto




arrivo al Tempio delle Scimmie, che credo si chiami Pandupol e sia dedicato al dio Hanuman. Ho un poco di vantaggio sulle jeep dei tour organizzati e così vado subito a visitare il tempio













esco che arrivano le jeep e gusto il tè che mi viene offerto da questo tipo




http://www.youtube.com/watch?v=xM9JkAm9biU

torno all’hotel e giù acqua, ma tanto è calda. Prima della partenza per Delhi


sono circa 233 km (dati gentilmente forniti da Google Maps), praticamente sempre sotto la pioggia, solo una cinquantina di km prima dell’arrivo davvero smette di piovere, prima solo a intervalli.
Alè sono tornato indietro, eccomi dalla stazione dei treni di Delhi


nonostante gli intensi lavori di ristrutturazione Main Bazar Road non è poi molto diversa da quando ero partito un mese fa


trovo posot in un albergo praticamente di fianco a quello del mio arrivo, ma con il posto moto proprio dall’ingresso. Alla sera decido di andare a zonzo per Delhi con la moto, naturalmente dopo la cena


poi incontro un’elefante. Il proprietario lo ha addestrato a protendere la proboscide per chiedere un’offerta. Dall’alto mi chiede se voglio fare un giro, ma sono sulla moto. Gli metto una banconota nella proboscide e il pachiderma la consegna all’uomo seduto sul collo. Scatto la foto un poco in fretta, peccato


alla fine mi fermo in un primo tempio















all’uscita invece di fare l’offerta compro delle banane e dei piatti di zuppa che distribuisco alle persone che sedute fuori facevano l’elemosina.

Un’ultimo tempio prima di andare a letto




1 agosto domenica
Controllo la moto prima di riportarla: del cazzotto dato al serbatoio non c’è traccia e il resto sembra a posto, a parte una delle sospensioni, ma non posso farci nulla. Controllo l’olio e porca miseria si rompe l’asticella. Niente panico ho il super attak indiano: in 2 minuti tutto a posto




poi pranzo con un piatto chiamato uppuma


riporto la moto nel pomeriggio e scopro che ho rotto una sospensione: faccio pari e patta col fatto che avevo cambiato il contachillometri e mi restituiscono la cauzione.


Ora devo riconoscere che tutto quello che mi aveva detto il sig. Rajesh Trehan si è poi rivelato esatto. La Enfield è una moto che va praticamente dovunque, ma non puoi guidarla ai 100 km/h. Semplicemente è più sicura di una vespa e riesce a superare terreni accidentati con consumi anche oltre i 30 km/litro. Date le condizioni delle strade ha ogni tanto bisogno di piccoli interventi, ma di solito con venti minuti e poche rupie è tutto a posto. La sella non è il massimo della comodità, ma questo me l’ero immaginato. Per abituarvi, nell’eventualità vogliate guidare quella moto, in India, fatevi un poco di km su una vespa, magari un PX 125.

Ho il volo alle 3 del mattino, inutile pagare una notte in albergo, per svegliarmi a mezzanotte. Mi conviene andare direttamente in aeroporto, cenare là e poi sistemare bene i bagagli e quindi dormire un poco dove capita.
Passo parte del pomeriggio a fotografare una specie di animale che mi ha incuriosito immediatamente al mio primo arrivo a Delhi e che ho ritrovato poi in tante parti dell’India. Si tratta del turista vestito da indiano con accessori jamaicani e spesso i capelli rasta.
Ho chiesto a parecchi indiani cosa ne pensano di questi ragazzi e ragazze che appena arrivano in India si vestono in quella maniera, sempre e solo con le infradito e le canne a portata di mano.
Li trovano davvero molto buffi, ma sono turisti, quindi tutto ok.




Non ho consultato la bibbia virtuale dei pernottamenti in aeroporto, un sito utile e divertente che per ogni aeroporto internazionale, stila una classifica, indicando tutte le comodità e i migliori posti per dormire.

http://www.sleepinginairports.net/


comunque è un’aeroporto internazionale nuovo di zecca, non ci saranno problemi….invece le attuali regole consentono l’accesso solo 3 ore prima del volo, altrimenti si può stare in una sala attesa, ma in cui ci sono solo le toilette, niente bar o ristoranti. Sono le 19,00, che faccio ? Tornare a Delhi, nemmeno per idea . Allora ho pensato, possibile che in un aeroporto internazionale non ci sia possibilità di mangiare qualcosa al di fuori dell’aeroporto senza dover tornare a Delhi ? Un militare mi indica una Cantin (credo abbia detto così). Cool mio carrello e i bagagli ci vado: è qui che viene il personale dipendente dell’aeroporto a mangiare, costa molto meno dei punti interni all’aeroporto


ormai stanno chiudendo, mi pulisco il tavolo e mi tocca come menù tramezzini e biscotti fatti in casa


torno all’aeroporto e riprovo ad entrare dalle partenze internazionali, nisba. Dopo una mezz’ora nella saletta da cui vedo l’interno dell’aeroporto esco e vado al piano sotto dove ci sono partenze e arrivi nazionali. Per 80 rupie si può acquistare l’entrata, non si può andare sopra, ma almeno posso trovareun tavolo, un bar, mi potrò sdraiare e usare il bagno. Momi-burocrazia indiana 1-0

sistemo i bagagli e i souvenir e poi a nanna




2 agosto martedì
Volo Delhi-Istanbul-Bologna senza intoppi. La Turkish Airline è impeccabile, la consiglio. La carta del menùdel volo


arrivo a Bologna e ancora una volta il Beuto mi riporta a casa. Verso le due del pomeriggio sono a casa. Vacanza fantastica.

Grazie a tutti per i complimenti e per aver avuto la pazienza di seguire il report fino alla fine. Se volete qualche chiarimento o spiegazione postate pure
Ciao a tutti
Momi
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Ultima modifica di momi20; 03-10-2010 a 00:02
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