Quote:
Originariamente inviata da calimero
X alessio; 'azz corrett!
...se un sindacato qualsiasi della nostra cara vecchia Europa, culla di tradizioni e faro di cultura andasse a regolare le ditte nella più caotica dittatura esistente al mondo, poche ditte potrebbero continuare a produrre.
...sfruttano la forza lavoro, maschile, femminile minorile, con turni ed orari paragonabili a quelli dell'antico egitto dei faraoni e degli schiavi... 
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Caro Calimero, come detto più volte le nostre idee si incontrano spesso.
Qualche tempo fa ho fatto un 3D qui ed una lettera a Motociclismo, che peraltro è stata pubblicata, che avevano intitolato "Cina, no grazie!", in cui raccontavo lo scandalo dell'abbigliamento "blasonato" e venduto a caro prezzo, con targhette interne "Made in Cina", "...RPC", etc, etc.., la risposta è stata NON soddisfacente come sempre e protettiva verso il "povero" produttore (e non il consumatore o dei posti di lavoro in Italia o Europa). Cioè, il povero produttore, per essere competitivo doveva produrre altrove. Ma competitivo verso chi? Verso se stesso? Verso il primo furbo che è andato in Cina? Io, se posso, compro prodotti "Made in Italy" o in Europa. E' una lotta impari, ma per quanto mi riguarda la faccio. Tutti sono bravi a gridare allo scandalo se c'è il lavoro nero, se i bambini lavorano in una cantina a fabbricare giocattoli. In europa c'è stata lotta per lavorare in condizioni sane, protette, evitando di inquinare. E questo costa....allora tutti in Cina a produrre inquinando. Tanto sono così potenti che ormai nessun politico o governo ha il coraggio di boicottare o sanzionare un paese che non ha riguardo per i diritti umani.