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Da Walwal il Forum originario dove si parla di argomenti che riguardano il mondo Motociclistico e di argomenti correlati , la politica e gli OT sono banditi. Il Bar è intitolato al nostro caro amico Walter.


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Vecchio 05-01-2025, 22:00   #1
Gilgamesh
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ecco.. copio e incollo


Tra le notizie dell’anno che finisce, la chiusura, speriamo temporanea, della rivista Motociclismo e del suo sito web va sottolineata non solo perché per me (e probabilmente anche per molti appassionati di due ruote) è stata come la scomparsa del maestro delle elementari, quello che ci ha fornito i primi strumenti per capire, ma soprattutto perché ha un significato più profondo nel panorama della società.

Un giornale che lascia l’edicola, oggi non fa più notizia. Quando ho cominciato a fare il giornalista io, alla fine del 1972, invece, si sarebbe scatenato il finimondo: proteste, scioperi di categoria, appelli dei partiti e dei sindacati, richiesta di intervento del presidente della Repubblica, articoli sui quotidiani. Oggi no. Qualche ricordo nostalgico di chi ha lavorato a Motociclismo, qualche doverosa notizia dei periodici di settore: il segno dei tempi.

Una recente protesta dei giornalisti a RomaUna recente protesta dei giornalisti a Roma
E’ vero, sono cambiate tante cose, perché l’editoria ha accompagnato il cambiamento della società (ne è lo specchio) ma errori ne sono stati commessi. Ricordo che durante un’affollata riunione sindacale sul tema dell’introduzione dei computer nei giornali al Circolo della Stampa di Milano (era l’inizio degli anni ’80) timidamente sostenni che le nuove tecnologie avrebbero cambiato la velocità del lavoro giornalistico con tutte le conseguenze del caso. Navigati sindacalisti mi guardarono sbalorditi; uno di loro chiarì a tutti che non capivo un c….. “La vista dei colleghi davanti allo schermo è il problema”. E questa tesi, che poteva portare a una rivendicazione monetizzabile, ebbe la meglio. I giornalisti presero i soldi in cambio della “utilizzazione” della vista (e degli occhiali, ma non per tutti) e le nuove tecnologie entrarono trionfalmente e incomprese in redazione.

Motociclismo robot scrittore

Sarebbero entrate comunque, beninteso, ma l’incapacità di coglierne il senso e l’evoluzione ha condizionato all’origine, secondo me, il futuro della carta stampata ai tempi dei computer. Come andare in guerra e sparare agli elicotteri mentre la fanteria nemica avanza; come lanciare l’allarme per i danni all’udito dei cellulari, facendo credere che il problema principale sia quello.

Gianroberto CasaleggioGianroberto Casaleggio
Sarà stato il 2000 quando il direttore Ferruccio de Bortoli invitò al Corriere Gianroberto Casaleggio, fondatore con Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle e presidente della Casaleggio Associati che si occupava di strategie di rete, per un incontro con i capiredattori del giornale allo scopo di capire meglio quello che si stava muovendo intorno all’editoria e nella rete. Dopo una lunga ed elucubrata analisi ricordo che Casaleggio sentenziò: “Alla fine e in tempi non lunghi, molti quotidiani scompariranno, ne resteranno due o tre, poi uno solo, probabilmente il vostro”. Silenzio di tomba il sala Albertini, tanti i visi perplessi, altri sembravano dire “ma che vuole questo qui..”. Uscendo dalla sala ci incrociammo sulla porta con il direttore che mi guardò e mi disse: “I colleghi non so, ma secondo me ha ragione”. Forse i tempi sono più lunghi, ma il rumore di fondo è quello.

Intanto era arrivato Internet con l’era del “tutto gratis” e dei siti dei giornali, accompagnato nelle redazioni dalla parola d’ordine: “Subito la notizia online”. Ma devo fare …. “No sbrigati, metti l’agenzia, copia e incolla, poi verifichiamo e se c’è un errore cambiamo”. E’ il segno dei tempi. Così è cambiata la qualità nell’informazione al tempo dei click.

A proposito di qualità vi voglio raccontare un episodio di quando ero vicecapo della redazione Economia. Riunione di redazione con la direzione e i responsabili dei vari settori del giornale per gettare le basi del numero in edicola il giorno dopo. Ore 11, sala Albertini, tutti seduti, silenzio. De Bortoli mi guarda e dice: “Merrill Lync si scrive con tre elle”. Pausa. “Possiamo cominciare”. Sono diventato rosso come un peperone. Volevo morire. Cos’era successo: verso le 22,30 della sera prima era arrivato un aggiornamento importante di una notizia che di conseguenza meritava maggiore spazio in pagina. Sostituzioni al volo e si libera uno spazio nel colonnino delle Notizie in breve; l’ultima, dell’ultima pagina dell’Economia. L’ho scritta di corsa e nell’ultima riga ho sbagliato: Merril Lync.

La storica sala Albertini del Corriere della Sera in via Solferino a MilanoLa storica sala Albertini del Corriere della Sera
Perché il giornale di carta certifica, resta scritto e non si può cambiare.

Mi viene in mente un episodio che mi ha raccontato un addetto stampa del settore: una mattina al posto di mandare la bozza di un nuovo comunicato al suo capo la inviò per errore alla sua mailing list. Il testo finì direttamente nelle pagine dei siti specializzati: note, osservazioni e domande comprese.

Ma non è solo una questione di qualità. E’ cambiato (scopro l’acqua calda) il modo di informarsi che ormai non avviene già più attraverso lo schermo di un personal computer, ma con il cellulare: un’occhiata e via verso la prossima notizia. Sperando che la fonte, il sito, sia attendibile.

In più editori e direttori non sono mai riusciti a fare una scelta drastica e rischiosissima: differenziare profondamente i contenuti del giornale o della rivista su carta dall’edizione online. Per cui l’abbonamento al sito è in grado di offrire sostanzialmente il giornale di carta a costi non paragonabili.

Il “tutto gratis” (che si è evoluto con gli abbonamenti al sito a prezzi stracciati) ha poi stravolto i conti economici di tutti i giornali, con la pubblicità online che ha prezzi (e fornisce introiti) enormemente inferiori a quelli della carta stampata. E questo impone tagli ai costi, anche dei giornalisti in redazione. Fare l’editore è quindi diventato un lavoro molto difficile, con margini di profitto sempre più ristretti: in equilibrio su un filo. Ed è necessario avere esperienza, fiuto imprenditoriale, attenzione estrema ai conti e anche mestiere.

Gino Magnani fondatore di MotociclismoGino Magnani fondatore di Motociclismo
Così quando la rivista Motociclismo fondata da Gino Magnani, originario di Stradella (PV), nel 1914, proprio negli stessi giorni della prima edizione della Esposizione internazionale di motociclismo (oggi EICMA) è stata investita dalla crisi dell’editoria, quel sottile equilibrio si è rotto. Poi tutti i giornali si possono salvare, come ha dimostrato Urbano Cairo con il Corriere, ma è un’impresa, oggi, memorabile.

I giornali non li vuole comprare più nessuno. Come cercare un acquirente per una vigna in Oltrepò pavese. Così Motociclismo una volta passato sotto il controllo di Sportcom e poi dell’austriaca Clafin Gmbh non è più decollato e un tentativo di cessione della storica rivista a Conti editore non si è realizzato.

il numero di ottobre 2024 i Motociclismoil numero di ottobre 2024 i Motociclismo
C’è un futuro per la centenaria rivista milanese? Io, purtroppo, non sono un imprenditore, ma vedo che il mercato delle due ruote a motore ha conosciuto due anni positivi e che l’Italia ha un posto di qualità nel panorama motociclistico mondiale (anche per questo la più importante mostra del settore si tiene a Milano dal 1914) e, inoltre, la moto sta assumendo un ruolo sempre più importante nella moderna mobilità urbana come ha certificato una recente ricerca commissionata da Confindustria ANCMA. Probabilmente una strada (difficile) c’è per rivedere Motociclismo in edicola.

P.S.

La rivista ha un archivio enorme e fondamentale per la storia del motociclismo. Adoperarsi per salvarlo, come, per esempio ha fatto l’ASI per la collezione di moto Morbidelli, potrebbe essere la sfida del 2025 per la Federazione Motociclistica Italiana e per il suo presidente, da poco rieletto, Giovanni Copioli.
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Vecchio 07-01-2025, 16:38   #2
Zorba
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Quote:
Originariamente inviata da Gilgamesh Visualizza il messaggio
ecco.. copio e incollo
Grazie
...
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"Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi membri persone come me"
Zorba non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 07-01-2025, 17:17   #3
okpj
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Nell'articolone incollato da Gilgamesh, noto due incongruenze.

Quote:
Originariamente inviata da Gilgamesh Visualizza il messaggio
"I giornali non li vuole comprare più nessuno."

"il mercato delle due ruote a motore ha conosciuto due anni positivi e che l’Italia ha un posto di qualità nel panorama motociclistico mondiale (anche per questo la più importante mostra del settore si tiene a Milano dal 1914) e, inoltre, la moto sta assumendo un ruolo sempre più importante nella moderna mobilità urbana come ha certificato una recente ricerca commissionata da Confindustria ANCMA. Probabilmente una strada (difficile) c’è per rivedere Motociclismo in edicola."
Ecco, io non credo che rivedremo Motociclismo in edicola salvo intenzioni di qualche azienda con un forte piano di rinnovamento, perchè del pezzo scritto sopra condivido solo che nessuno compra più i giornali.
Inoltre non possiamo fare a meno di considerare che l'online sta prendendo sempre più piede e che è vero che il mercato moto sta andando bene ma non giurerei che il trend possa continuare, in quanto le moto stanno aumentando molto di prezzo (sulla scia delle auto) e la popolazione motociclistica media sta invecchiando.
__________________
KTM 1290 Super Adventure R (in vendita)
Yamaha MT-01 (in vendita anche lei)
okpj non è in linea   Rispondi quotando
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