Quote:
Originariamente inviata da la-sfinge
Misano è a 13 km da Tavullia
dai su, scendiamo a patti con la realtà e non mangiamoci il fegato.
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Nei motori non è una novità. Tende anche lì a essere un fatto eminentemente italiano, ma la tradizione di piloti forti fischiati dai ferraristi è lunga, e anche ironica visto che parecchi di quelli sono poi finiti in rosso.
Se non esistesse una infrastruttura giornalistico-televisiv-internettara messa al servizio dell'eternamento pubblico di quel legittimo rancore di un singolo individuo (con gradazioni e sfumature ampiamente differenziate al suo interno) come osso mediatico da spolpare e principale filone da perseguire nella speranza di mantenere interesse nel pubblico, non sarebbe neanche così strano e particolare. I fischi dai rossisti se li è presi anche all'estero, nei primissimi anni dopo il 2015. Ma appunto all'estero sono fisiologicamente scemati, rimpiazzati dalla successiva storia agonistica e personale di Marquez; all'estero non si citano Rossi e "il ranch" cinquanta o più volte a weekend, all'estero un incidente tra Bagnaia e Alex è trattato all'incirca come uno tra Morbidelli e Binder, almeno nei contenuti. Quello di Bagnaia è più importante perché è il campione del mondo in corsa per il titolo, non perché è uno dei nostri del ranch steso dal fratello del Demonio.
E' una operazione paracula quella di isolare ogni singolo frammento della faccenda come se non avessero tra loro rapporti stretti.
Fine pippozzo.
Che la GP23 sia più veloce della GP24 a Misano è difficile da dire: la Sprint ha parlato abbastanza chiaro, il tempo di Marquez in gara è frutto di un paio di giri esagerati, anche sulle ali dell'entusiasmo e forse di un consumo gomma per tutti rallentato dalla pioggia, nel senso che si è potuto girare forte anche a serbatoio un po' meno pieno.
Sicuramente ad Aragon il gap tra le due moto era molto ristretto, se rimaneva, lo testimonia la gara di Alex Marquez fino ai fattacci. Qui a Misano probabilmente è molto più stretto che in tante altre piste (tra le prossime, Motegi per tutte), ma non credo sia annullato e nemmeno uguale a quello di Aragon.
Quello che le gare di sabato e domenica hanno mostrato è che Marquez sembra avere fatto un salto in avanti nello sfruttamento della moto. E la gara lunga ha mostrato che partire parecchio indietro crea un gap incolmabile nel confronto tra i tempi, un gap non dovuto alla reale differenza tra il potenziale dei piloti ma appunto all'arrancare indietro.