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Vecchio 12-07-2024, 16:33   #1
Kinobi
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@Massimo

Faccio spesso il tuo ragionamento, caricando la moto in traghetto, o in furgone.
Resta il semplice ragionamento dei costi aberranti del noleggio moto, benchè più vantaggiosi che andare li da casa nostra, rispetto a auto con costo di acquisto ben superiore al mezzo che affittiamo.

Il viaggio me lo segno, e sentirò per due o tre moto.
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r1150r del 2003, KTM Duke 690 dal 2018 e SADV 1290 del 2019, Honda @125 dal 2005.
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Vecchio 12-07-2024, 16:45   #2
Massimo
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GIORNO 3 – 294 km in moto



L’idea di partenza era visitare il luogo forse più suggestivo dell’Algarve, la grotta marina chiamata Algar de Benagil e le altre cavità vicine.

Partiamo con comodo e dopo una trentina di chilometri ci fermiamo nei pressi della minuscola spiaggia di Benagil per capire la situazione. L’idea, dicevo, era quella di fare un’escursione in barca di un’ora e tre quarti che prevedeva la visita di varie grotte tra qui quella sopra citata, la più famosa.

Il costo, di 35 euro a testa, l’avremmo pagato volentieri. Purtroppo le condizioni dell’oceano erano proibitive, con onde tali da impedire l’ingresso in acqua delle piccole barchette utilizzate per l’escursione. Niente da fare. Un cartello avvisava dell’impossibilità, pertanto ci dobbiamo accontentare di una foto di altri.



Per chi fosse più fortunato, segnalo che il parcheggio, anche per le moto, dista circa mezzo chilometro dal luogo dell’imbarco al termine di una ripida salita.

Altro non ci resta che proseguire, alla volta della Estrada National N2, come dicevo, la più famosa del Portogallo, dopo aver visto Portimao da lontano.



Al riguardo dico subito che potrebbe apparire a prima vista monotona, perché in effetti non fa una curva nemmeno a pagarla oro e fila diritta per centinaia di chilometri tagliando il paese nel mezzo da sud a nord come una stecca di biliardo.

Ma è una strada prettamente turistica, quindi scartata dal traffico locale, che preferisce la parallela autostrada. Ed è questo che la rende straordinaria, perché si guida rilassati, senza camion da sorpassare e ingorghi fastidiosi.

Lungo il tragitto non si attraversano paesi, che rimangono sempre ai margini. Rarissimi sono di benzinai e i ristoranti su questa famosa strada. Alla bisogna occorre uscire, entrare nei villaggi (che se ne stanno defilati ai margini) e cercarli.



Il paesaggio è quello della campagna di periferia, semideserta e minimal. Si guida per ore tra i campi coltivati in mezza collina, fuori dalle balle. A me è piaciuta e non mi sono annoiato.

Ma la vera perla di questa giornata è Brotas, minuscolo villaggio sulla N2. Un gioiello che non si dimentica facilmente. Quei pochi fortunati che desiderano fermarsi qui hanno solo un’opzione le Casas de Romaria.

Si tratta di una specie di albergo diffuso. In pratica nella parte vecchia del paese, costituita da un vicolo selciato con una chiesetta alla fine, ci stanno una serie di pittoresche casette intonacate di bianco che vengono affittate. Ce ne sono di tutte le misure e tipologie. A noi, per solo 100 euro, è capitata una casa di tre piani, con tre camere da letto e ampio terrazzo. Una meraviglia.











Per la cena non c’è scelta: tutti finiscono al Ristorante O Poço (che significa “Al Pozzo”) nella parte nuova del paese, vicino alle scuole, dove si mancia, con soddisfazione, cucina impegnativa e tradizionale.

Quasi dimenticavo, al momento della consegna delle chiavi della casa scelta, una gentile signora ci ha dato anche le chiavi della “Confraternita dell’Acqua”: si tratta di due piscine circolari a disposizione della comunità (e dei turisti) senza limite di orario. In pratica apri, fai il bagno e, quando hai finito, richiudi. Tutto in posizione sopraelevata e panoramica sul pittoresco villaggio. Cosa chiedere di più?



GIORNO 4 – 258 km in moto



Riprendiamo la N2, che in questo rush finale sale leggermente in quota e ci concede qualche bella curva.



Arriviamo così nella zona degli Aldeias do Xisto punteggiata da piccoli villaggi costruiti usando pietra locale (scisti – da cui il nome - e ardesia). L’ambiente è quello della media montagna, in mezzo ai boschi, devo dire molto bello.

Il primo villaggio, e forse il più famoso è Talasnal, che raggiungiamo dopo un toboga, in parte sterrato, di curve strette tra la foresta. Si tratta di un pugno di case perfettamente conservate con una taverna. Girovagando per i suoi suggestivi vicoli ci siamo resi conto che le case vengono affittate anche solo per una notte. Dormire qui sarebbe una magia unica e preziosa, ma dobbiamo purtroppo proseguire.





Meno di dieci chilometri ci separano dal secondo villagio, Candal, che se ne sta appollaiato sul fianco ripido del monte. Risalendo i suoi vicoli mi rendo conto che chi vive o si ferma qui per una notte deve sobbarcarsi la salita a piedi, magari con i bagagli, perché i passaggi sono larghi un metro e pieni di scale.





Infine facciamo una lunga sosta a Lousã, il terzo e ultimo villaggio tra quelli che abbiamo scelto, pur essendo in realtà molti di più.



A dirla tutta, non si tratta di un vero e proprio villaggio: c’è un castello (visitabile quando aperto, non sempre), una piscina naturale – o meglio una Praia Fluvial - dove si può fare il bagno e una serie di tre chiesette nascoste nel bosco (Santuário de Nossa Senhora da Piedade). Qui ci fermiamo più a lungo, perché almeno un tuffo ci vuole.







E anche una visita alle suggestive chiesette raggiungibili per un sentiero e scalette scavate nella roccia. Davvero notevole.



Lasciamo gli Aldeias do Xisto, scendiamo in una valle e ci dirigiamo verso nord-est fino a Coja, un sonnacchioso paesello sulla sponda del fiume.



Anche qui siamo ospitati in una bella casa che dà proprio sulla piazza principale, la Casa do Pelourinho, accogliente e ben fornita.

La giornata si chiude con una soddisfacente cena nel miglior ristorante del paese.

Continua...
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Massimo Adami
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Vecchio 13-07-2024, 18:11   #3
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Rispondo a Danielz77

Anch’io avrei scelto Porto a Lisbona, ma il volo che ho trovato atterrava solo nella capitale. Avrò la scusa per tornarci, anche se la cosa mi rosica parecchio. Tomar è una autentica meraviglia. Come hai ben detto, in un viaggio itinerante le soste sono la conseguenza di scelte: nel mio caso, come hai visto, ho optato per gli Aldeias do Xisto (che mi incuriosivano) e la deviazione per Tomar proprio non si incastrava con i tempi. Ognuno si costruisce l’itinerario assecondando le sue curiosità, questo breve racconto è solo la mia esperienza, perfettibile senza dubbio.

Rispondo a NoMoHo

Ai primi di giugno la temperatura media si aggirava attorno ai 25 gradi. In montagna è scesa fino a 15 e in pianura è salita fino a 30. Non essendoci afa, si stava bene. Probabilmente ad agosto fa più caldo, anche se, con il meteo degli ultimi anni, è sempre una scommessa. Ha piovuto solo qualche ora in 8 giorni.

Rispondo a Kinobi

Non c’è dubbio che il noleggio delle moto costi più delle auto. Non so dirti perché; forse è connesso al maggior potenziale rischio di scassarle. Avevo guardato anch’io il costo di un trasporto: una bisarca per 6 moto, andata e ritorno, da Verona e Lisbona, mi sarebbe costata circa 900 euro a moto. Però, si trattava di una bisarca completa. Non ricordo più il nome del trasportatore. Avevo tuttavia messo in conto che l’assicurazione standard, in caso di furto o danneggiamento irreversibile dei mezzi, copriva solo 1 euro al chilo… il che non è proprio il massimo
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Vecchio 13-07-2024, 18:15   #4
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GIORNO 5 – 271 km in moto



La giornata di oggi sarà principalmente dedicata all’attraversamento del Parco Nacional della Serra de Estrela, che è il maggior gruppo montuoso del paese e comprende la vetta più elevata del Portogallo continentale (1993 m).







Sulla vetta, un re portoghese fece edificare nel ‘700 una torre alta sette metri esatti, in modo che la vetta raggiungesse l'altitudine di 2000 m precisi.

Il paesaggio cambia nuovamente e diventa quello tipico di montagna. I boschi lasciano spazio a rocce e prati.

Nei pressi del villaggio di Barriosa, ci fermiamo al Poço da Broca, un anfiteatro circondato da cascate, dove in teoria, ed anche in pratica, si potrebbe fare il bagno.



Niente da fare. Ci rimettiamo in marcia salendo ulteriormente di quota fino al Lagoa Comprida, con la sua diga. Per una breve strada sterrata raggiungiamo il margine settentrionale del bacino, così da vedere lo sbarramento da entrambi i lati. L’aria è limpida e frizzante, la temperatura è scesa e il luogo ci piace assai.








Arriviamo così nel punto topico di questo viaggio, ossia il punto altimetricamente più alto del Portogallo: la Torre della Serra da Estrela. Oltre alla torre settecentesca che è servita per taroccare l’altezza alla cifra tonda di 2000 metri, ci stanno un paio di osservatori e una specie di centro commerciale, dove i negozietti vendono tutti la stessa mercanzia, formaggi soprattutto, peraltro molto buoni.





Scesi dalla cima, Nossa Senhora da Boa Estrela cattura la nostra attenzione. Si tratta di una serie di pinnacoli generati dall’erosione dei ghiacciai in cui sta incastonata l’effige della Madonna.





Da qui in avanti ci serviranno 150 chilometri per uscire dal parco. Lungo la via, davvero bella da guidare, incontriamo distese sconfinate di fiori gialli. Credo si tratti di ginestre. Non ho mai visto un’estensione così sconfinata.





Quasi alla fine di questa grandiosa giornata, forse la più bella, raggiungiamo la Valle dell’Alto Douro, ossia la valle vitivinicola per eccellenza del Portogallo, simile alla Mosella tedesca, ma molto più lunga. Qui si coltivano le uve da cui si produce il Porto. La valle è patrimonio UNESCO per la sua rara bellezza.





Decidiamo di restare sopraelevati sopra il fiume, assecondando il suo sinuoso percorso. Facciamo quindi sosta a tre balconi panoramici in sequenza: il Miradouro De Vargelas, il Miradouro de Santa Barbara e il Miradouro Olhos do Tua.

Le foto che seguono rendono l’idea di ciò che si vede da quassù, con i vigneti del prezioso Porto disseminati ovunque.











Degno epilogo di questa giornata è il minuscolo villaggio di Foz da Tua: praticamente quattro case sul fiume con una stazione ferroviaria. Sì, perché lungo questa lunga valla passa pure il treno. E non solo: il fiume Douro è anche navigabile, per cui frequenti sono i battelli che ospitano mini crociere di qualche giorno.



L’unico alberghetto esistente, l’Hotel Casa do Tua, sta proprio sul fiume, con tanto di piscina anch’essa sul fiume. Accogliente per pochi fortunati e privilegiati ospiti. Quasi unico. Insomma una meraviglia.



GIORNO 6 – 279 km in moto



Siamo nella Valle del Douro, immersi nei vigneti, con il fiume onnipresente che corre placido.

Incontriamo ben presto il Barragem do Tua, una colossale diga che contiene le acque di un affluente. Capitiamo in un momento fortunato, perché la valvola di sfogo è aperta.



Prendiamo quindi quota per guadagnare altri due balconi panoramici: il Miraoduro Ilha do Tua e il Miradouro do Ujo.















D’ora in avanti resteremo sempre a livello del fiume seguendo la N222 che ne percorre tutta l’omonima valle. Il corso d’acqua, come dicevo, è navigabile. Tuttavia percorre un dislivello di circa 400 metri, per cui numerosi sono gli sbarramenti o chiuse, che qui chiamano barragem.

Ci fermiamo ad uno di questi, Barragem da Régua giusto nel momento in cui un battello deve scendere per circa 30 metri in un sol colpo.





Il resto della strada ci porterà diritti a Coimbra dove sosteremo in un albergo a ridosso del centro storico. Coimbra è una città in salita, nel senso che si sviluppa, almeno nella sua parte storica sulle pendici di un cocuzzolo, sulla cui cima sorge il centro universitario di primaria importanza.

L’Universatità di Coimbra, tra le più antiche d’Europa ha la sua sede storica in quella che fu un tempo la residenza reale. Vorremmo visitarla ma purtroppo siamo arrivati oltre la chiusura. Possiamo comunque farci un’idea del polo universitario, edificato all’epoca della dittatura militare, con stile simile a quello circolante nella Germania e Italia degli anni trenta.













Il resto della città è veramente in stato di abbandono: accanto ad edifici storici lasciati in degrado, vivono migliaia di studenti in alloggi raffazzonati alla bell’e meglio. Se fosse completamente restaurata sarebbe un’autentica meraviglia. Nel complesso, proprio per la sua deriva edilizia, Coimbra conserva il suo fascino e a mio parere va vista.

Ceniamo con degustazione finale di Porto invecchiato fino a 30 anni.



Continua...
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Vecchio 15-07-2024, 14:19   #5
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GIORNO 7 – 331 km in moto



La tappa di oggi, l’ultima in moto, ci porterà a Lisbona. Ci sposteremo prevalentemente in autostrada per poter avere il tempo di visitare quel che abbiamo in mente.

La prima tappa è al Santuario di Fatima, che troviamo quasi deserto. Qui hanno fatto le cose in grande e sono organizzati per ospitare moltitudini di fedeli e pellegrini. I parcheggi sono gratuiti, così come i bagni. Insomma una macchina da guerra in grado di gestire ogni situazione.



La seconda tappa ci fermiamo a Obidos, borgo fortificato a misura di turista e patrimonio UNESCO, che si può girare solo a piedi.













La terza tappa è dedicata a Azenhas do Mar, un villaggio di pescatori appollaiato sulla scogliera davanti all’oceano atlantico, qui sempre piuttosto incazzato.



Infine facciamo una deviazione fino al Cabo da Roca, il punto geografico più occidentale dell’Europa, sempre sull’atlantico.





Arriviamo quindi dal noleggiatore in perfetto orario, riconsegnamo le moto e facciamo rientro all’hotel, che premurosamente ci ha custodito i bagagli.

GIORNO 8 – zero km in moto

Abbiamo più di mezza giornata libera prima di imbarcarci. Visitiamo quindi le due parti della capitale che si elevano ai fianchi del quartire di Baixa, e precisamente il quartiere di Alfama, con il suo castello, e il quartiere del Chiado, con i suoi bei palazzi.

Facciamo una bella e lunga camminata in salita perché queste due zone della città si dipanano su due colline contrapposte.











Lasciamo Lisbona e il Portogallo contenti, ma soprattutto rilassati e soddisfatti. Si, perché è stato un bel giretto, poco impegnativo, vario e piacevole. Andava fatto prima o poi. E va bene così. Personalmente mi piacerebbe tornare, non in moto, e dedicarmi alle attrattive turistiche e paesaggistiche prendendomi il tempo che serve, e che, in un viaggio itinerante circoscritto in una settimana, inevitabilmente resta compresso. Mettiamola così: questo viaggetto è stato un antipasto. Spero di poterci tornare presto.

Il senso di questo breve racconto (concentrato sul Portogallo ma valevole anche per altre mete europee) è che si può viaggiare, con poco tempo a disposizione, anche noleggiando. Io l’ho fatto (anche altrove) e continuerò a farlo laddove sarà per me indispensabile.

Con riferimento specifico al Portogallo, che è una piccola nazione, qualora si voglia o si possa visitare solo quella, a mio parere non ha senso spararsi un trasferimento autostradale chilometricamente sproporzionato. In tale ipotesi ha invece senso il noleggio. Diversamente, qualora il Portogallo venga abbinato ad un viaggio itinerante di più ampio respiro, lo scenario ovviamente è diverso e il noleggio risulterebbe fuori luogo. Tutto qui.

Se avete in mente di andare, prima o poi, in Portogallo, spero di aver dato il mio modesto piccolo contributo.

FILES SCARICABILI

Le tracce del viaggio (sia in formato gpx, che in formato kml) così come tutti i luoghi di interesse, gli hotel e i ristoranti che abbiamo sperimentato, nonché il presente post in formato pdf, sono scaricabili QUI. Le tracce sono mappate con la massima precisione su cartografia Openstreetmap.

Buona strada a tutti.

Massimo Adami
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Vecchio 15-07-2024, 15:25   #6
Danielz77
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è stato un bellissimo report. Me lo salvo perchè mi hai fatto venire voglia di tornarci..... ho tanto da vedere ancora lì incrociando anche la Spagna che praticamente sconosco (Andalusia a parte).

Voglio aggiungere una cosa sperando che tu concordi:

In Portogallo (al di fuori di ogni pregiudizio sui portoghesi derivanti dagli intercalari della lingua italiana) non ho MAI avuto la sensazione che mi stessere fregando:
- ristoranti
- musei e varie attrazioni ecc.

ho sempre vissuto le mie spese in serenità.
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