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Vecchio 17-01-2020, 16:54   #1
GS3NO
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predefinito 4.8 Tbilisi - Sevan - Jermuk

4.8 Tbilisi - Sevan - Jermuk

DAY 7 - 8 giugno 2019
KM Percorsi: 3694
KM Tappa: 408

Lo sapevamo già da mesi. Quella di oggi sarà una delle tappe più dure di tutta la Marathon... e come lo sarà...

Lasciata di Tbilisi la frontiera georgiano Armena di Bagratashen la si raggiunge velocemente.



-> https://www.youtube.com/watch?v=7SObInE-Uj0 <-
Purtroppo mi sono scordato di stoppare la telecamera e la fine è lunga



Sebbene non ci sia stato traffico e neppure coda, alla frontiera abbiamo speso due ore per le pratiche doganali, e la cosa incredibile è stato che il grosso del tempo è stato perso per il carnet de passage. Sì il carnet de passage. Fortunosamente, a differenza delle auto, le moto non hanno da pagare il valore del mezzo.










Appena superata la frontiera ci si rende subito conto che la manutenzione stradale è molto diversa da quella georgiana. Mediamente le strade in Georgia non sono pessime, mentre quelle armene si sono dimostrate sin dai primi metri più difficoltose, alzi ostiche.


Dopo una decina di chilometri, la M6 da mal asfaltata diventa completamente divelta a causa di lavori di ammodernamento: era praticamente una pista sterrata di circa 50 km.


Il mio pensiero era per Marianna che sicuramente stava soffrendo le buche e per quelli del 17 che sicuramente erano in difficoltà.

Tra traffico e polvere arriviamo al bivio per il Monastero di Alaverdi. Sì è omonimo di quello georgiano sebbene il nome ufficiale sia Monastero di Sanahin ma essendo in località Alaverdi è conosciuto solo con quel nome.













Per allentare un attimo le tensioni di quelli del 17 ci siamo presi un caffè chiacchierando delle bellezze stradali armene. Dopo aver ripreso il sorriso ci siamo concessi la visita; più che un monastero è un complesso monastico di diversi edifici di cui il nocciolo è del X secolo. Uno dei pezzi più preziosi è il “Khachkar” la croce di pietra che esiste solo nell’arte ecclesiastica armena.

Siamo ripartiti discendendo la stessa strada malconcia ma asfaltata che abbiamo percorso all’andata fino all’incrocio con la pista M6. Quasi 40 km di pista ci separavano all'incrocio della M8 che ci avrebbe condotto fino a Sevan.














Arrivati al lago Sevan, ci siamo diretti verso il promontorio in cui c’è il famoso monastero, ma l’abbiamo trovato chiuso. Un po’ abbacchiati ci siamo diretti verso un posto di ristoro. Qui la carovana si è spezzata: dopo alcune considerazioni sulla situazione del manto stradale, Emanuela e Daniel si sono giustamente diretti ad Yerevan, mentre il resto della compagnia aggiunto Jermuk. La strada che costeggia il lago è tutta un rattoppo, un buco e gli avvallamenti rendono la guida molto più simile ad uno sterrato che ad una strada di alto traffico come mostrato dalle carte stradali. Il lago sevan è circa 3 volte il lago di Garda ed è ad una quota di circa 1500 ed ha tutte le caratteristiche di un lago alpino, soprattutto il colore: azzurro chiaro e torbido.









La strada era un disastro, sebbene asfaltata era come stare una pista sterrata dalle vibrazioni, buche e quant'altro.

Superato il lago, la strada s’inerpica sulle montagne e appena ci alza un po’ di quota si apre un altipiano a più di 2000 m con paesaggi tipici caucasici mozzafiato con le cime ancora innevate a poca distanza. Quando l’altopiano finisce di fronte a noi si apre una vallata asiatica. Si vede la strada che inizia a scendere e seguire il fianco della nodoso della montagna. La vista dal primo tornante è semplicemente indimenticabile ed offre uno degli scorci più suggestivi che la carovana ha visto vino a quel momento.
















Continuiamo a serpeggiare assieme alla strada che scende veloce e sinuosa finì a fondo valle che si interseca con quella che arriva “dritta” da Yerevan. Dall'intersezione in direzione sud, verso l’Iran, la strada si incunea in un Canyon rosso che lascia un solco anche nelle nostre memorie. Poco dopo abbiamo imboccato la deviazione che sale verso Jermuk. La strada non è delle migliori ma gli scorci che si aprono profumano di vastità.


Arrivati a Jermuk ci siamo diretti velocemente verso l’Hotel. L’idea era quella di farci un paio di bagni termali per riscaldarci e rilassarci ma alle 18:30 erano già chiusi e la cena servita a tavola. Così doccia e dritti a mangiare.

Jermuk offre poco, è un paese di chiara fondazione sovietica a circa 2100 m slm costruito sulle delle sorgenti termali. Durante l’Unione Sovietica, Jermuk è stato espanso con strutture ricettive di pregio, volte soprattutto ad ospitare i potenti e facoltosi moscoviti. Ad oggi molti di questi hotel sono stati rinnovati, nonostante sia palese la loro architettura sovietica, per accogliere il sempre crescente numero di turisti che fa domanda di un soggiorno spa a prezzi accessibili.
Dopo cena siamo usciti per fare due passi, ma la temperatura invernale ci ha costretti ad un rientro rapido e il grosso piumone del letto ha conciliato il meritato riposo.
__________________
Un viaggio raccontato diventa la bussola per altri viaggiatori

Ultima modifica di GS3NO; 17-01-2020 a 17:04
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Vecchio 17-01-2020, 19:06   #2
Danielz77
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08/06/2019 "LA DISFATTA DEL 17"
La tappa di oggi prevede circa 410 Km e l’entrata in Armenia. Prendiamo la E001 e via direzione sud per Haghpat, l’Alaverdi Armena. Ci mettiamo quasi due ore per passare il confine georgiano/armeno. Qui bisogna fare un carnet per le moto senza pagamento di fidejussioni, fare le dovute assicurazione e cambiare un po' di moneta. L’aria cambia. L’armenia sembra più orientata al residuale russo. I georgiani chiaramente odiano e si distaccano dal vecchio regime, mentre l’Armenia a primo impatto sembra ancora russa. Lo noto dalle divise dei militari e dall’atteggiamento. Le forze di polizia georgiane sono molto più “americanizzate”, a partire dalle splendide divise e distintivi alle auto. L’Armenia già entrando si vede che è molto più indietro. Superato il confine inizia per me un calvario. La strada inizia ad essere priva di asfalto e i trammi migliori sono pieni di buche che appaiono all’improvviso. Ho chiaramente delle difficoltà con la mia splendida K. Arriviamo ad Haghpat con chiara difficoltà da parte mia, sono stanco. Visitiamo Haghpat, il colore del monastero è più scuro e le raffigurazioni sono chiaramente più spartane, più antiche. Il sito è bellissimo. Le finestre del monastero creano all’interno dello stesso dei giochi di luce inaspettati. Usciti dal sito ci rinfreschiamo un po' e iniziamo il percorso che ci porterà a Tatev. La strada non migliora, anzi, peggiora. Sono davvero stanco e anche Emanuela inizia a capirlo. Facciamo una pausa sullo splendido lago di Sevan. Inizia anche a piovere e ancora mancano 200 Km.
A questo punto noto che il mio limite, il mio livello di attenzione è arrivato al minimo; decido di non proseguire e di dirigermi verso Yerevan dove ci saremmo incoNtrati con il gruppo dopo 24 ore. Mi è costato molto lasciare i miei compagni di viaggio ma ho dovuto farlo. Non vedrò Tatev e Khor Virap e chissà se mai le vedrò. Le strade armene ci hanno sorpreso e ancora dobbiamo fare i conti con qualcosa di ancora peggiore come già immaginato il 05/06 durante la cena a Tbilisi…. la M1!!
Prendo l’autostrada che dal lago mi porta a Yerevan, non ho il navigatore quindi accendo lo smartphone per arrivare in albergo, avevo scaricato Osmand e le mappe off line prima di partire, meno male!!!
Arrivo alle 19 circa in albergo, lo stesso albergo che avevamo prenotato per la nostra permanenza a Yerevan; fortunatamente c’è posto quindi anticipo di un giorno il mio soggiorno. I mie compagni di viaggio ancora non si son fatti sentire. Verso le 20 arriva il messaggio nel gruppo che mi avvisa che tutto è andato bene e che ho fatto bene a non proseguire. Pazienza mi rode il culo ma sono certo di aver fatto la cosa giusta. L’albergo “Elysium Gallery” fa un po' cagare ma è in centro ed il parcheggio è perfetto. La sera io e Emanuela usciamo per fare Yerevan by night. La città è bellissima e artificiale. Sostanzialmente la parte bella è Tashir street piena di negozi occidentali e veramente curata. Andiamo a cena. Ho voglia di carne e andremo a mangiare un hamburger in una catena famosa dove gli hamburger sono ottimi ma anche cari…. Mio padre direbbe che ho pagato una polpetta 10 euro… in effetti non ha tutti i torti. Dopo cena passeggiamo per il centro; la città è piacevole, musica e giovani in giro. La polizia sempre presente e mai invadente. Ci piace! Torniamo in albergo e dormiamo fino alle 09:30.

Ultima modifica di Danielz77; 17-01-2020 a 19:08
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