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Originariamente inviata da Andreino
Gspollo...ma quando torni da un viaggio del genere, non ti senti più "piccolo" e inutile?
non ti chiedi ogni giorno "ma io checcazzo ci sto a fare qui?"
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No, al contrario, il viaggio ti arricchisce dentro, accumuli ogni volta un infinitesimo del mondo, di come funziona, delle genti e delle culture che hai visto, e tu diventi sempre più "grande".
Il problema semmai riguarda la seconda parte del tuo pensiero che condivido in pieno; i viaggi sono come una droga, più ne fai e più impegnativi sono, più vorresti farne, per cui ti viene spontaneo chiederti "ma perchè in questo momento sono qui a fare la muffa?" e ti assale un impulso quasi irrefrenabile a mollare tutto e a partire tu e la tua moto in cinque minuti. Ma per fortuna io sento altrettanto forte un legame con la mia cultura, la mia terra, i miei amici, i miei cari, per cui, messe le due cose sui piatti della bilancia, si equivalgono a vicenda o meglio, a volte prevale un aspetto e quindi è giunto il momento di partire, a volte pesa di più l'altro e si resta a casa, in sostanza un aspetto è la valvola di sfogo dell'altro. L'importante secondo me è trovare un equilibrio tra le due sensazioni. Non ti credere che dopo 33 giorni di viaggio non avessi voglia di casa, di pizza e di rivedere quella faccia da micio del (mio!) gatto, questo qui, Pampurio!

Ciao.