È una discussione piuttosto interessante.
Quando un industria (tutte, non solo le auto) fa un piano di sviluppo parte da dei presupposti.
Il primo è il mercato, il secondo gli investimenti che deve/intende fare, il terzo è il punto di pareggio di bilancio.
La crisi finanziaria attuale ha preso in contropiede un po’ tutti. Adesso si parla di finanza, ma è evidente anche ad un ignorante come me che la cosa non si ferma lì.
Finora, diciamo da qualche anno a questa parte, i modelli di mercato previsti erano lineari, cioè delle curve senza particolari flessi, un po’ su, un po’ giù, orizzontali. Poche volte si sono pensate gobbe, e se si sono pensate, erano molto dolci.
Perché i modelli sono modelli matematici e statistici.
E non prevedono particolari discontinuità.
Ora si è presentata una forte discontinuità: il credito non è più sicuro.
L’impatto di questo è immenso e prevedibile come effetti ma non nei numeri, perché i numri dipendono da quanto e quanto tempo ci vorrà per ristabilizzare la situazione.
Adesso siamo nel mezzo.
Se stessimo cadendo dalle cascate del niagara, saremmo più o meno a dieci metri dal precipizio: rapide, un buco, nebbia e un sacco di cattivi presentimenti.
Non stiamo ancora cadendo, non siamo ancora arrivati di sotto.
Chi si salverà? Barbasma in una botte stagna imbottita e vestito da motocross, oppure Manga in mutande su di un kajak, oppure Pierino su un elicottero a pelo d’acqua?
Il mondo industriale è alla resa dei conti. E questa resa si basa su due parametri: indebitamento e capitalizzazione.
Solo quelli che hanno oculatamente capitalizzato e non si sono indebitati selvaggiamente ce la faranno. Lo stop della produzione, la cassa integrazione, l’orario solidale di lavoro sono strumenti per ammortizzare la caduta, diciamo il transitorio, ma non servono a nulla se l’azienda non ha capitale e se è troppo indebitata.
A questo punto ci dobbiamo ancora arrivare.
Direi, con buona pace del liberismo, che la resa dei conti è arrivata.
Ed essere liberista ad oltranza è esercizio da idioti, se ne sono accorti per primi i liberisti… adesso hanno cambiato tutti idea e sono keinesiani convinti…
Buona fortuna a tutti. Molta povera gente ne ha veramente bisogno, ma anche molta gente affatto povera.
Torniamo alle auto: non preoccupatevi. Non è svendendo il piano di produzione del 2008 che risolvranno i problemi. Al massimo sarà un piccolo aiutino. Però adesso sconti e finanziamenti a tasso zero, ma zero veramente, se ne vedranno di più. Ma regali, scordiamoci di trovarli.
Invece sull’usato ci saranno delle bellissime sorprese, IMHO. Perché troppa gente ha usato, per casa sua, un modello di sviluppo… lineare.
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io avevo una BMW HP2 ENDURO.......
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