40 anni fa Thierry Sabine
Il 14 gennaio 1986 moriva in un incidente di volo il fondatore della più grande e famosa kermesse fuoristradistica : la Parigi Dakar .
Poche persone hanno influenzato la mia esistenza e quella di altri coetanei come Thierry .
La passione per il tassello l'avevo già grazie al Motocross ma a metà degli anni 80 un altro fatto intervenne a rafforzarmela : alla Parigi Dakar arrivano ufficialmente gli italiani .
Yamaha Belgarda schiera alcune Tenerè , una delle quali affidate ad un perugino : Giampiero Findanno , ed è subito amore per la Dakar .
Findus va fortissimo , a Perugia si aspettano i Tg sportivi serali per avere notizie del pilota umbro (situazione che ho rivissuto con la partecipazione di Danilo Petrucci) .
Gaston Rahier lo nota e lo porta con se per tutta la carriera "africana" in Bmw e in Suzuki .
L'ultima gara di Findanno è ancora una volta su Yamaha ma stavolta Bleu , Sonauto gli affida l'unica Tenerè 660 tra le Supertenerè 850 schierate in quella edizione ...con lui c'è sempre un altro perugino che alcuni conoscono qui dentro : Alberto Palma , un mago dei motori soprattutto Boxer , è ancora una volta lui a preparare la mitca 660 con cui Findanno ha l'incidente che pone fine alla carriera .
Ho avuto la fortuna di essere cliente di Alberto per i 17 anni in cui ho guidato una Bmw , un personaggio incredibile ed un grandissimo manico oltretutto .
Sabine non c'è più ma la Dakar rimaneggiata mille volte resiste , ed è ancora "La Gara" per eccellenza , grazie a lei è partito un movimento che oggi condiziona il mondo della moto basta vedere la classifica delle vendite .
Ha decretato le fortune di brand fortissimi come Gelande Strasse ; Tenerè ; Supertenerè ; Africa Twin ...per me oggi esistono solo enduro/endurone/maxienduro , quelle di marchi che hanno fatto la storia della gara ed oggi hanno un grandissimo appeal : Yamaha Honda Bmw Ktm
Merci Thierry !!! Senza di te mancherebbe un pezzo della vita di tanti e tanti ragazzini degli anni 80 :-)
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La terra non ama coloro che ignorano i piaceri terreni. Grigorij Efimovic
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