Occorre attendere un’ora prima che la nebbia mattutina si diradi e lasci intravedere qualcosa. Peter mi ha detto che la stagione turistica riprende a maggio e si protrae fino a novembre… i 4x4 portano i visitatori fino al lodge e restano in genere un paio di giorni.
Un lungo camminamento cementato e in discesa porta fino al punto in cui il Kalambo si getta nelle gole sottostanti con un salto di circa 230 metri e creando così le seconde cascate per altezza dell’Africa. Là sull’altro lato i tanzaniani hanno delimitato la zona più pericolosa dove i turisti si facevano i selfie.
Il centro d’accoglienza visitatori è costituito da un’ampia struttura aperta e con il tetto in paglia, un tavolino per registrare le visite e riscuotere i 15 dollari di ingresso, servizi igienici e qualche cartello che avvisa del numero di gradini che si debbono affrontare nel percorso che volendo scende fino alla base delle cascate. Io prendo per la comoda sterrata di servizio che lo collega al lodge e dopo aver salutato Peter ripercorro la pista che porta a Mbala. Mi rassicura sul fatto che le gravel in Tanzania sono in uno stato migliore di quelle zambiane.
Da Mbala una quarantina di km. mi separano dal border di Zombe\Kasesya… piccolissimo e fuori dalle rotte commerciali mi eviterà di scendere per 200 km. fino all’altro unico posto di confine tra i 2 paesi, Tunduma.
In 10 minuti timbro passaporto e carnet in uscita… sia all’immigrazione che alla dogana ci sono delle ragazze gentilissime che mi augurano un buon viaggio.
500 mt. di terra di nessuno e gli uffici della Tanzania. Al centro salute l’impiegata mi chiede la vaccinazione per la febbre gialla… esibisco il libretto con la mia vaccinazione fatta 15 anni fa e scaduta da 5… me lo fa notare, prova la febbre con un termometro digitale e mi autorizza all’ingresso. Al mio rientro farò il tagliando completo, promesso.
All’immigrazione chiedo un visto di transito… ho già il visto per la Tanzania ma mi servirà più avanti e dato che non rilasciano gli ingressi multipli è l’unica soluzione applicabile: gli faccio vedere il visto ETA per l’Uganda, gli spiego l’itinerario che intendo seguire per raggiungere il confine nel più breve tempo possibile. Nessun problema… mi concede 7 giorni e dato che non ho scellini tanzaniani e neppure connessione internet, l’impiegato mi fa agganciare al wifi dell’ufficio per autorizzare con la mia carta di credito il pagamento telematico di 25 dollari. 10 minuti e appone il visto sul passaporto.
In dogana il giovane addetto si studia per bene il carnet in modo da ricavare tutti i dati della Fotty e compilare il TIP valido sempre per 7 giorni. Il modulo C32 riconosciuto in East Africa si fa solo online sui vari siti ministeriali. Uno volta stampato mi timbra anche il carnet (sebbene ufficialmente non sia sufficiente solo quest’ultimo) e mi augura un “Welcome in Tanzania”.
Al cancello il militare non esce nemmeno dalla guardiola… mi fa cenno di proseguire con la mano senza controllare nessun documento, sincerandosi solo che lo spazio aperto del cancello sia bastevole. In genere ci passano solo i motorini dei frontisti che vanno a far compere o commissioni da una parte all’altra.
Appena varcato il confine il tempo cambia e compare un timido sole. La prima cosa che salta agli occhi è l’utilizzo delle lamiere ondulate per la copertura dei tetti, molti più alti e spioventi di quelli delle capanne zambiane… i muri restano per la maggior parte in fango o mattoni. E la cosa presuppone una maggior disponibilità economica da parte della popolazione. La seconda è la comparsa delle mandrie di bovini… di sicuro il fatto che molte etnie a partire dai Masai siano pastori conta molto, ma in ogni caso anche solo possederne un paio dalle enormi corna e la gobba sul collo è un investimento che in Zambia non si possono permettere. Almeno per quel poco che ho visto… solo qualche capra.
La B8 che collega il border di Kasesya con il border di Mutukula a nord è lunga circa 1100 km., in parte asfaltata e in parte ancora sterrata o con lavori in corso. Ho scelto volutamente di passare di qui… il lago Tanganyika è il più lungo d’Africa e il secondo più profondo al mondo con i suoi 1460 mt., adagiato nella parte più profonda della Great Rift Valley che prosegue fino al Mozambico verso sud… la B8, rinominata anche T9 dal governo centrale, gli corre a fianco sulle colline attraversando la parte più remota e meno turisticizzata della Tanzania.
Per eventualmente raggiungere le rive del lago esistono 3 punti di accesso lungo la sua lunghezza, ma sono tutte piste tra le montagne che raggiungono posti dimenticati da dio che infatti prediligono per gli scambi commerciali il collegamento lacustre effettuato da un vecchio vascello tedesco del 1900 e rotti. Affondato dai tedeschi dopo la sconfitta con le truppe inglesi presenti nell’allora Rhodesia, fu riportato a galla dagli albionici che lo rimisero in funzione… nessun porto… il carico delle merci e persone avviene con imbarcazioni più piccole e volendo avrei potuto caricare Fotty nel porto zambiano di Mpulungu e farmi una crociera di 3/4 giorni fino su a Kigoma.
Ma mi avrebbe tenuto il broncio per tutto il resto del viaggio.
Video Liemba
Per cui subito 100 km. di sterrata fino a Sumbawanga… benzina avevo fatto il pieno stamani a Mbala con gli ultimi Kwacha, resta da cambiare un po’ di euro in scellini.
Arrivo mezz’ora prima della chiusura della banca e ho tutto il tempo per farlo, anche se qui per ogni cosa ci va la calma africana… chiedi al direttore… conta, riconta, autorizza, vai dalla cassiera blindata dietro 5 cm. di vetro antisfondamento che butta manciate di banconote nella macchinetta e mi restituisce il corrispettivo in una mazzetta alta 8 cm.
Aveva finito i pezzi grossi o forse più semplicemente la gente qui si può permettere solo le banconote da 10000, circa 2 euro. Fuori guardia armata di AK che mi ringrazia della visita alla NBC.
I Tuk Tuk, Ape Piaggio o come diavolo li chiamano qui riempiono le vie cittadine: prodotti in India dalla TVS il modello King dispone di un 225 cc., con 4 marce avanti e una retro.
In teoria la panchetta posteriore sarebbe per 2 persone… qui ci girano in 5 o 6 compreso il conducente che spesso guida in posizioni assurde per concedere spazio ai passeggeri in overbooking.
Dopo 3 giorni un alloggio con acqua corrente, doccia e bar annesso. Per cena la cuoca mi cucina del pesce locale, la Tilapia del Nilo… una sorta di grossa orata d’acqua dolce che si trova nei bacini e nei fiumi dell’Africa Orientale fin su ad Israele.