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Vecchio 29-11-2025, 18:18   #1
momi20
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predefinito Jump to ... Madagascar 2025: ti piacciono le buche ?

Jump to …Madagascar 2025: ti piacciono le buche ?

Ciao e ben ritrovati a tutti
Quest'anno mi era tornata la voglia d'Africa. Avevo valutato Marocco, anche Senegal ed ovviamente Dakar, ma per 2 motivi ho cancellato. Partire col mio Suzuki Dr 350che ha (mai revisionato) i 110.000 km mi lasciava dei dubbi e poi avrei comunque tempo solo per l'andata. Ciò avrebbe comportato rispedire la moto in Italia, quindi imbarcarla a Dakar: di questa procedura ne so mezza e non avrei avuto il tempo di occuparmene.
Come tutte le altre volte ho ripiegato sul noleggio. Dopo un pò mi è caduto l'occhi sul Madagascar: non c'ero mai stato, si trova in Africa, perchè no ? Anche qui ho trovato tante agenzie di viaggio e parecchie che organizzavano tour in moto.
I tour non erano a buon mercato: per 20 giorni si arrivava anche a 3.700 €. Nemmeno i noleggi avevano delle offerte basse: per un 'Honda 200 cc 40€ al giorno. Alla fine ho trovato un'agenzia di Antananarivo (la capitale chiamata Tana, anche in alcune indicazioni stradali) https://www.mada-liberte.com/locations.html che addirittura aveva in dotazione la mia moto , il Suzuki DR 350.
Però, ecco la tariffa mi ha fatto desistere: 50 € al giorno per una moto di 25 anni. Poi 60 € per il DRZ 400 e 80 € per la royal Endfield 410 cc. Contrattando per un noleggio di 3 settimane ho "strappato" una Honda 125 cc per 500 € in tutto: 23,8 € al giorno.
Ho comprato il biglietto non tanto in anticipo non essendo sicuro del periodo. La scelta è caduta alla fine sulla Kenya Airways per via della partenza da Bologna (io sono di Modena) ed il fatto di avere inclusi nel biglietto 23 kg in stiva più il bagaglio a mano. La tratta A/R è stata Bologna-Amsterdam-Nairobi-Antananarivo (capitale del Madagascar): costo 873 €. Il visto, sul sito governativo on line è costato 36,5 €. Le spese sul posto fra benzina, pasti, alloggi e souvenir attorno ai 712 €.
In totale, tutto incluso, 2.121,5 €: dato che i tour in moto organizzati sui 20 giorni si aggiravano sui 3.800 euro, volo e visto esclusi dal punto di vista economico non è andata malissimo.
Dal punto di vista organizzativo sono stato un poco superficiale e/o approssimativo, ma me lo dovevo aspettare avendo ancora dato fiducia alla solita agenzia viaggi la Jump To…


E basandomi sulle loro guide tascabili


Voglio precisare: se ritenete di potervi definire motociclisti, cioè persone con una tecnica di guida decente, qualche esperienza off-road e un minimo di conoscenze meccaniche, il Madagascar in sé non presenta particolari problemi, a dispetto delle solite tonnellate di video su you tube sempre con la dicitura di partenza most dangerous ecc…
Nel mio caso, problematiche magari abbastanza semplici, si sono amplificate, come vedrete.
Intanto parliamo delle strade: se leggete su carta o web route national (strada nazionale) non significa nulla. Talvolta c’è l’asfalto, altre volte ghiaia, terra rossa o asfalto con tante buche. Io con la mia motoretta ero costretto a continui rallentamenti e slalom per evitare sobbalzi o peggio. Vedrete tantissimi locali in sella a dei 200 cc enduro cinesi (affidabilissimi) con dei tassellati prepotenti: già dal primo giorno di guida ho capito perché. Ho incontrato tre motociclisti francesi che nella capitale, per 50 $ al giorno avevano noleggiato dei Voge 300 di appena un anno: purtroppo sul momento non ho chiesto di che agenzia si trattasse: durante le mie ricerche di preparazione non avevo trovato in offerta quella moto. Da un meccanico ho imparato che se comprate una moto vi viene rilasciato uno speciale permesso di 40 giorni che vi esenta dallo sbrigare le pratiche presso il PRA locale per registrare il possesso della moto e potete assicurarla. Alla fine della vacanza non è difficile rivenderla: basta la metà del valore ed avrete speso come me per la mia caffettiera 125. Volendo percorrere sempre le “strade” si è obbligati a degli avanti ed indietro sullo stesso percorso. Però, inserire dei tratti fuori strada (es con Osmand) vi permette di evitarli: se c’è un fiume, c’è qualcuno con la zattera o canoa per far attraversare voi e il mezzo: di sicuro. Dato che però era la mia prima volta nel paese, che non avrei saputo cosa fare in caso di foratura, mi sono organizzato sulle strade nazionali, non avendo però la minima idea delle loro condizioni.
Ho fissato alcuni punti interessanti per decidere il tragitto da seguire.
Allè de Baobab, il parco di Ranomafana (per via dei lemuri) e la costa est per via del canale di Pangalanes: il resto l’avrei poi deciso sul posto. Ritengo sempre importante non farsi cogliere dal virus dell’alpinista: piantare più bandierine possibili in posti diversi. Tanto quando rientri dalla vacanza ci sarà sempre lo scassaminchia che farà la classica domanda “Per caso sei passato anche da XXXXXX ?” Al tuo no invariabilmente da sesso ed età risponderà “ Peccato XXXXXX da solo vale il viaggio: sarebbe stata un esperienza davvero completa”.
Velocemente alcune informazioni. In Madagascar accettano di cambiarvi gli euro: non portate dollari. Il francese è abbastanza parlato, ma nelle zone rurali solo malgascio: a meno di non parlare con operatori turistici, l’inglese non servirà a molto. Le prese di corrente sono come le nostre: non serve l’adattatore. Su facebook trovate
Vi riporto il percorso completo che ho seguito (con avanti e indietro su alcune tratte): i punti rossi non sono necessariamente località meritevoli di sosta, ma semplicemente dove ho dormito.



Alla fine sono riuscito a partire con poco più di 15 kg in tutto di bagaglio, oltre al vestiario indossato.




Come lo scorso anno mi sono preparato degli ottimi panini (pane americano morbido) che ho provveduto a mettere sottovuoto: si evitano le “rapine “ autorizzate dei punti ristoro degli aeroporti





Venerdì 29 agosto
Al mattino mi hanno accompagnato alla fermata Saca Bus: 10 € e sei al Marconi di Bologna. Chiesto e ottenuto il posto nel corridoio al check inn per tutti e 3 i voli: non pago mai per averlo in anticipo, se capita amen.
Decollo da Bologna alle 13,55 e arrivo ad Amsterdam alle 15,55
Decollo da Amsterdam alle 20,35 ed arrivo a Nairobi alle 6,10 am del 30/09/25.
E che fai tutte quelle ore in aeroporto? Anche nulla, risulta essere una ottima opzione considerando che di solito parto dopo almeno 40 weekend consecutivi divisi tra officina, lavori in campagna e palestra/corsa,.

Sabato 30 agosto
Decollo da Nairobi alle 12.15 ed arrivo finalmente ad Antananarivo (la capitale chiamata di solito Tana) alle 16,35.
Su consigli via facebook ho immediatamente prelevato gli ariary: i bancomat dell’aeroporto non creano mai problemi.
Per la SIM, mi sono orientato su Orange: dopo alcune ricerche ho capito che era quella che offriva la miglior copertura in generale nel paese. Trovate il punto vendita all’aeroporto.
Subito ho pensato a raggiungere la sede di Mada Libertè: tanto valeva prendere la moto ed andare direttamente all’ostello che avevo prenotato, l’Underground Hostel non proprio economic ( 8,5 €/notte = 44157 Ariary) ma come prima notte scelgo sempre l’ostello



Inizialmente ero orientato su questo modello di moto



Poi arrivato sul posto ho incontrato il proprietario del noleggio, Mr Jean Tramoni e mi sono orientato su un altra Honda 125 con una sella più comoda. Nella foto è quella in secondo piano



Ormai erano le 6 del pomeriggio ed iniziava ad essere buio: non mi potevano fornire il supporto per il cellulare e quindi consultare Google Maps tirando fuori ogni volta il telefono, non sarebbe risultato molto comodo. Comunque erano più di 15 km. Molto gentilmente mi hanno accompagnato due dei meccanici (giovanissimi) di Mr Tramoni.



Mentre ci dirigevamo verso l’ostello, ho notato degli enormi assembramenti di gente davanti a schermi televisivi giganti. Partita di calcio, ma non sapevo chi erano le 2 squadre. All’arrivo all’ostello imparo che è un incontro del torneo Africans Nations Championship che ogni due anni si alterna con la storica Africa Cup Nations. Il risultato finale premierà il Marocco che fuori casa prevale per 3 a 2

https://www.youtube.com/watch?v=QomHa7JzU3A

La reception dell’ostello zoppicava un poco con l’inglese, ma del resto qui vi aiuta il francese: la reception era nella zona comune molto animata,per via dell’incontro di calcio





Stanza da 6 posti letto









Regole precise


Domenica 30 agosto

La colazione al mattino non la consumo all’ostello. Poche centinaia di metri prima dell’ostello avevo attraversato una piazzetta stracolma di taxi. Ci vado a piedi ed infatti trovo tanti punti dove poter consumare una breakfast street food davvero locale





Poi velocemente carico i bagagli e parto per il mio primo chilometraggio malgascio, direzione Antsirabe per la N7 verso sud

L’ostello dall’esterno


La belva pronta a mordere asfalto e sterrati



Pausa pranzo







Per ora la strada è ottima, a parte alcune buche, mancano 100 km ad Antsirabe e dovrei arrivarci con la luce





Piccolo imprevisto: la strada sale leggermente, ci sono dei lavori in corso su un lato e io sento come uno schiocco di frusta: rallento pensando ad una foratura, ma la moto non sbanda, però do gas ma mi sembra che il motore giri in folle e io mi rallento. Mi fermo e capisco cosa sia successo
Questa non mi era mai capitata


Chiedo agli operai se ci sia in zona un meccanico e mi indicano che poco più avanti in effetti lo trovo. Inizio a spingere la moto ed ovviamente inizia una vera salita. Non ho chiesto di aiutarmi, ma una ragazza e due ragazzi, appoggiano il badile smettono il lavoro di asfaltamento della strada e mi aiutano a spingere il mezzo. Arriviamo da una casetta e c’è un signore anziano che viene fuori: a gesti gli indico la catena a terra (vigliacco se parlano almeno francese). Annuisce e si mette a cercare in una specie di cassetta e dopo arriveranno altre persone che inizieranno a curiosare ed aiutare: gli splendidi meccanici dell’Africa, dell’Asia e di tutti quei piccoli paesini che ho incontrato in giro per le mie vacanze !








Terminata la riparazione foto ricordo di rito



Riprendo la strada (cuore in gola ad ogni buchetta o scossone), ma riesco ad arrivare ad Antsirabe: mannaggia non ho la prenotazione in albergo ! Chiedo a due militari davanti ad una caserma e mi indirizzano al Diantana Hotel, camera da 35.000 Ariyary ( 6,74 €)







Nell’albergo ci sarebbe anche il ristorante, ma preferisco uscire e trovare qualcosa per strada: detto fatto







Rientro, mi lavo (secchio e acqua freddina) e vado a letto: come primo giorno di guida in Madagascar credo sia stato abbastanza pieno.

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Ultima modifica di momi20; 29-11-2025 a 18:32
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Vecchio 29-11-2025, 19:28   #2
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Non vedevo l’ora di leggerti!
Sarà una pubblicazione un poco a singhiozzo: portate pazienza ma avrò un poco di tempo solo nei week end
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Lunedì 1 settembre

Come primo spot avevo scelto la città di Morondava, sulla costa ovest per poter ammirare la celeberrima Allè de Baobab (albero che cresce solamente qui in Madagascar) . Google Maps per poco oltre 500 km mi dava 10 ore di guida: al massimo tragitto da spezzare in due parti.
Come capite dalla mappa sono però stato costretto a cambiare tragitto e destinazione: vi spiegherò perchè




Al mattino ho preso il caffè al ristorante dell’albergo







La fontana/statua del piazzale interno è una meraviglia architettonica che non sfigurerebbe in mezzo alle rotonde del nostro paese













Poi verso mezzogiorno sono arrivato ad Ivato: da qui dovevo prendere la RN35 per dirigermi a Morondava. Ne ho approfittato per uno spuntino







Mi ha avvicinato un ragazzo che in inglese ha iniziato a chiedermi le solite cose, da dove vengo perché sono in Madagascar ecc… dopo mi ha chiesto dove ero diretto e gli ho risposto Morondava. Mi è sembrato un poco sorpreso e mi ha chiesto che percorso avevo intenzione di fare: gli ho spiegato che avrei seguito la RN35. Mi ha detto che era una specie di pista non asfaltata, in disuso, con poche possibilità di reperire la benzina ed inoltre assolutamente impossibile con la mia moto. In effetti lui guidava un enduro cinese (di solito qui sono 200 cc) , ma con delle ruote tassellate da competizione. Avrei dovuto tornare indietro ad Antsirabe, quindi prendere la RN34, raggiungere Miandrivazo e poi Morondava. Questo in effetti è il percorso di tutti gli operatori turistici..anche quello che mi ha poi suggerito MR Tramoni: avrebbe potuto parlarmene quando ho ritirato la moto e gli avevo detto che come prima tappa avevo programmato Morondava

Il ragazzo sorridente in primo piano è il motociclista che ho incontrato


Dato che Ivato è una città abbastanza grande con oltre 50.000 abitanti, ho riflettuto sulla catena riparata alla belle e meglio il giorno prima. Mi sono fatto accompagnare da un meccanico : davanti solo enduro fuoristrada. Per 18 euro mi hanno cambiato la catena, ingrassato il tutto e regolato i freni.




A questo punto ho riflettuto sul da farsi. Non avevo proprio voglia di rifarmi il tragitto fino ad Antsirabe, così ho cambiato percorso. Avrei proseguito sulla RN7 verso sud per andare a visitare il parco naturale di Ranomafana famoso per via dei lemuri. In fondo erano poco più di 100 km ed avevo ancora delle ore di luce a disposizione











Anche qui in Madagascar i lavori stradali non sono facili: come del resto in Pakistan, Vietnam ecc..



https://www.youtube.com/watch?v=73Ps9pnJh1w

verso le 4 del pomeriggio sono a pochi km da Ranomafana e mi prendo una sosta



Poiché ho la connessione guardo per qualche albergo. Non me lo ricordo ma tra i tanti siti ne pesco uno del tipo Travelling cheap in Madagascar o giù di lì, di una coppia inglese. Mettono le foto degli alberghi della città di Ranomafana indicandone alcuni economici che però partono da oltre 90.000 ariary a notte (circa 18 €): una follia. Non prenoto e vedo cosa trovo arrivando in città. Gli ultimi km sono però tortuosi, strada non larghissima, si procede ai 40 km orari. Alla fine arrivo a Ranomafana col buio





Di solitogli alloggi economici sono all’entrata e all’uscita della via principale: il cartello che vedo non lascia dubbi



Mi danno una camera per 6 €. Coi proprietari riesco anche ad accordarmi per la visita al parco di Ranomafana. Non è possibile entrarci per conto proprio: o con un gruppo con guida o una guida personale. Non posso aspettare domattina per organizzarmi, alla fine ci andrei al pomeriggio ed è meglio visitarlo al mattino. Telefonano ad una guida che mi passerà a prendere domattina alle 7 qui all’albergo. Fra guida, ingresso al parco e tasse saranno circa 28 €.
Mentre mi lavo sento distintamente dei cori religiosi provenire da una chiesa vicino. Io però devo andare a cena, prendo la moto e vado in centro.



Passo un poco di tempo con degli altri avventori



Poi rientro per andare a dormire, ma stanno ancora cantando: devo andare a vedere e raggiungo la chiesa



Sono protestanti



Dentro è il caos: le persone cantano e ballano seguendo le parole del pastore





Ho unito alcuni filmati fatti all’interno

https://www.youtube.com/watch?v=WsrUZb_j5DY

Ho fatto un poco tardi, preso inizialmente la direzione sbagliata,cambiato itinerario e domattina devo alzarmi presto: una giornata bellissima, conclusa in musica.
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Vecchio Ieri, 18:56   #6
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Martedì 2 settembre

Verso le 7, puntuale, arriva la guida all’albergo







Alla fine ci accordiamo per andare tutti e due con la mia moto all’ingresso del parco: alla fine con circa 25 € ho pagato ingresso e guida: da soli non è consentito



Poi il totale varia a seconda del percorso che scegliete: io ho preso il classico da tre ore, ma ce ne sono vari di durata superiore.
Circuits
Ranomafana offers a range of guided hikes for all levels:
• Varibolomena Circuit (2–3 hrs): Great for spotting golden bamboo lemurs
• Sahamamy Circuit (3–4 hrs): Dense forest, birds, and endemic flora
• Vohiparara Circuit (4–6 hrs): Longer hike with panoramic views
• Varijatsy Circuit (1 day): Features rainforest trails and a refreshing waterfall
Night walks on the park’s edge are perfect for discovering nocturnal species like lemurs, frogs, and glowing fungi.



Prima di iniziare l’escursione abbiamo chiesto la protezione degli dei







Sono stato fortunato: avvistati i lemuri. Con la mia macchina fotografica ho fatto il possibile, ma vi consiglio di cercare su internet qualche foto dei lemuri, per capire come esattamente siano
Il lemure è una proscimmia tipica del Madagascar. È caratterizzato da occhi grandi, un muso allungato, una coda più o meno lunga, pollice opponibile e dita dotate di unghie. I lemuri sono animali tipici del Madagascar e si possono trovare solo su quest’isola. L’isolamento loro e di moltissime altre specie animali e vegetali qui presenti ha fatto si che si sviluppassero forme di vita endemiche non esistenti in nessun’altra parte del mondo.
Una curiosità sul nome lemure: deriva dal latino lemures, che significa "spiriti della notte". Questo nome fu attribuito dagli antichi Romani agli spiriti dei morti e fu ripreso da Carl Linnaeus un naturalista svedese del 700 per battezzare questi primati a causa dei loro grandi occhi luminosi e delle abitudini notturne.
Come sono i lemuri



Come li ho fotografati io















Poco dopo mezzogiorno il mio circuito è terminato, ho salutato la guida che doveva accompagnare un gruppo nel pomeriggio e sono rientrato all’albergo per caricare i bagagli e dirigermi verso la costa est del Madagascar.
A Ranomafana trovate alloggi e ristoranti di tutti i tipi, non il benzinaio o il bancomat















Lungo la strada fanno il bucato



Passo un paesino Ifanadiana, ad appena 23 km da Ranomafana. La strada inizia ad avere un poco di saliscendi, curve un poco secche (o a radicchio se preferite). Calcolo che dovrei arrivare sulla costa per fine pomeriggio: calcolo male !



Sento che la ruota posteriore non tiene: mi fermo immediatamente. Ho forato.



Mi sono fermato immediatamente e la ruota non è proprio a terra. Con la pompa a pedale che avevo con me la rigonfio un poco. Ho passato Ifanadiana da 7 km. Metto la prima, gas al minimo e cammino a lato della moto. Mi era già successo in Messico, ma quella volta ero a 13 km dal paesino di Copalita. Le persone che rientrano in paese mi salutano quando mi passano, in bici motorino o autobus: infatti arrivo in paese che sono una piccola celebrità. Chissà, sarò ricordato come Il turista bianco che spingeva la moto.
In paese non c’è problema. Vado a comprare il pneumatico e me lo cambiano.







Ormai è fine pomeriggio e quindi decido di fermarmi qui. Trovo una stanza in un albergo sulla strada


Sono un poco corto a contanti, così chiedo per cambiare degli euro e il ragazzo che mi ha dato la camera, mi indirizza in un negozio di fronte sempre del titolare dell’albergo. Cambio 40 € ad un tasso da rapina, ma non essendoci bancomat non ho altra possibilità.
Cena in un ristorante tipico





La figlia della proprietaria è curiosissima e mi fissa continuamente sorridendo: provo a vedere se il pupazzetto di carta arrotolato a cono, con la faccina disegnata funziona. Mi ricordo che in Vietnam aveva spopolato. Sono contentissimo, funziona anche in Madagascar



Torno in albergo e concludo la tappa più breve della mia ingloriosa carriera di motociclista: 23 km.
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Vecchio Ieri, 19:25   #7
Attentatore
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sempre bello leggerti.....
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