Per me niente pelle....la sicurezza non è solo quella che ti deriva dalla resistenza all'abrasione che la pelle ha come punto forte, (ci sono anche tessuti omologati liv. 2 che garantiscono diversi secondi di resistenza allo scivolamento) ma anche quella del comfort e li la pelle è messa maluccio.
Oltretutto su strada se scivoli 3/4 secondi il più delle volte sei spacciato , troppo alta la possibilità di prendere un rail , una pianta , un segnale o un auto, a quel punto non ti serve più nulla.
Io non sento questa necessità di "protezione" mi accontento di un buon capo in cordura con protezioni buone (liv.2)
La pelle la trovo utile per chi fa un passo "a fuoco" tirano allo spasimo per 20km e poi fermi al barretto in cima ...questa gente non ha bisogno di altro che un capo protettivo.
Se però fai giri con tappe da 250/300km a martello sull'Appennino o sulle collinari (parti forte ed arrivi forte la sera) il discorso cambia e di molto.
Maggior comfort vuol dire minore stanchezza e di conseguenza maggior sicurezza....a me non piace dovermi fermare , e nemmeno rallentare il passo, non mi porto dietro gente che si ferma ogni 70/100/150 km ....e hanno caldo e hanno freddo insomma sempre una scusa per rompere i cojoni ed alla sera non si è fatta strada....uno va in moto per "respirare" dopo una settimana di rotture da lavoro.
Quei due che viaggiavano con me hanno il mio stesso identico abbigliamento ....moto come il Gs o altre endurone per questo sono nate : andare forte ovunque e in tutte le condizioni .....se vuoi farlo la pelle non è il materiale ideale...se poi qualcuno ci riesce tanto di cappello , sono una mosca bianca.
Capisco anche il fattore estetico, ( io non sono amante della pelle cmq sbavo per calzoni cross oldstyle o per la Dainese di Orioli & Co.) se un giorno mi comprassi una Xt500 magari pantaloni pelle da cross vintage un Bell Moto3 ed un paio di stivali RG nel mio armadio entrerebbero subito.
Quello che invece non capisco : l'abito che fa il monaco , come la moto che fa il pilota
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La terra non ama coloro che ignorano i piaceri terreni. Grigorij Efimovic
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