08-09-2018, 11:48
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Il GPS umano
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GIORNO 10 – 12 AGOSTO 2018
Dushambe – Dushambe (zero chilometri in moto)

La sorella di Ali manda di buon mattino suo marito in autobus a consegnarci la batteria, e noi restituiamo quella avuta in prestito. Farà un lungo viaggio fino a Khorugh, al suo gentilissimo proprietario.
Qualcosa però non quadra. Le misure non sono uguali. E per forza, l’avevano misurata a spanne, o meglio a dita. Alberto comunque escogita un modo per incastrarla… in qualche modo. Sembra ben salda. Speriamo di non perderla.
Colazione stralusso nel ristorante di questo lussuosissimo albergo che, visto di giorno, fa molto ufficio del catasto.

A proposito, per parcheggiare, nonostante fosse tutto gratuito e di spazio ne ce fosse a iosa, ci era stato chiesto un obolo dalla guardia notturna, puntualmente richiesto anche da quella diurna… Peggio delle sanguisughe ‘sti morti di inedia.
Dushambe parte già con un nome da pirla. Sì, perché in tagiko significa lunedì. Ma dico io: si può chiamare una città come un giorno della settimana! Fino agli anni venti del secolo scorso era un villaggio di pastori, ora è la capitale del Tagikistan con 800 mila abitanti.
Di antico non c’è nulla. Solo palazzi governativi inavvicinabili, grandi viali deserti e giardini faraonici sprecati e ignorati. Brutta è dire poco, almeno secondo i nostri gusti.


Tutto è così autocelebrativo, asettico, quasi irreale, distante. Il palazzo presidenziale, dove sta piazzato da 25 anni filati l’attuale presidente, plurieletto a ripetizione (alla faccia della democrazia), è infotografabile e sorvegliatissimo. Il regno dei potenti è un altro mondo, lontano da quello della gente comune. E così deve essere.

Lungo i viali, visto che quest’anno è dedicato alla celebrazione del turismo, ci sono gigantografie delle bellezze del paese. A parte qualcuna di antica, tutto il resto sono progetti di costruzioni faraoniche ancora da realizzare, superalberghi, centri sportivi, residenze estive del presidente e così via.
Mah… siamo piuttosto perplessi. Solo noi però, perché per il resto non c’è gente in giro. Sembra una città sfollata da poco.
Tutte le fontane sono vuote. Solo alla sera ne abbiamo trovata una illuminata e funzionante. Questa. Per il resto calma piatta.

Non vediamo l’ora di partire da questa bruttura metropolitana. Siamo belli riposati. Stasera si cena alla turca, senza birra. La Pamir Highway è finita. Da domani inizia il rientro a Osh.
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Massimo Adami
BMW F800GS Adventure
YAMAHA XT600E
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