28-08-2018, 09:57
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Il GPS umano
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GIORNO 01 – 3 AGOSTO 2018
Da qualche parte sul cielo russo – Osh (7 km in moto)
Atterro a Osh al mattino prestissimo e subito cerco l’ufficio della compagnia aerea per spostare anche il rientro di due giorni. Alberto ieri non è riuscito a farlo perché ha passato gran parte del tempo sul wafer.
Gira che ti rigira mi fanno parlare con il responsabile dei servizi a terra della S7 Airlines che sa circa due (al massimo tre) parole in inglese. Mi accompagna agli uffici che però stanno in un edificio staccato dall’aeroporto piuttosto malconcio.
Alla fine non combiniamo niente: mi suggerisce di cambiare il biglietto presso l’agenzia ufficiale in città. Però si offre di accompagnarmi alla guesthouse, anche se non sa dove è.
Tutto però ha un prezzo e quello che ho dovuto pagare è stato molto "salato". Porca malora mi ha invitato a colazione, e già che c’era ha invitato pure i suoi amici!
Morale della favola mi trovo alle 9 del mattino (per me le 5), seduto su un tappeto a mangiare bistecca, patate fritte, verdure varie e una melma di frutta lasciata a macerare in non so che cosa. Provo a rifiutare garbatamente, ma proprio non c’è verso.
Era tutto pessimo e devo ancora digerirlo… comunque ho risparmiato i soldi del taxi, mettiamola così.
Arrivo ruttando alla guesthouse dove trovo Alberto risorto dalle sue ceneri. Partiamo subito per le incombenze urgenti: cambio dei soldi, cambio dei biglietti e ritiro della moto. Domani vorremmo infatti partire.
Nel frattempo giriamo per la città che conferma tutta la sua bruttura.
Però qui hanno la mania degli aerei, che piazzano nei parchi giochi…
… e se li portano pure in giro sul portapacchi.
Troviamo l’agenzia della S7 Airlines e cambiamo i biglietti. Quelli nuovi ci vengono rilasciati praticamente scritti con la biro. Mah, si vede che qua usano così…
Poi prendiamo un taxi e finalmente, guidando noi il tassista ignaro di dove deve andare, arriviamo da Muztoo.
La sede non è proprio il massimo: un cortile, un portico e una stanza destinati ad officina, e un ufficio. Non c’è nessuno, solo un motociclista cecoslovacco in giro in moto in solitaria da tre anni che sta facendo manutenzione alla sua moto.
Ma in compenso c’è un frigo self-service pieno di birre e così ne approfittiamo per ingannare l’attesa.
Arriva Oybek, il responsabile, e due meccanici sfaccendati e svogliati in ciabatte.
Mentre preparano il contratto e i documenti necessari a svalicare in Tagikistan, noi ci dedichiamo al meticoloso controllo dei mezzi, che sono lì già belli che pronti per essere accesi… solo che non si accendono. Cominciamo bene!
Così controlliamo tutto il controllabile, cerchi, cuscinetti, catena, freni, carburazione, sospensioni. Cambiano pure la batteria ad Alberto e collegano le nostre prese di bordo. Durante l’operazione cade a terra la batteria della mia moto. Suggerisco e poi chiedo di sostituirla, ma mi rispondono “no problem” e mi garantiscono che non è necessario. Sarà…
Dopo due ore di smonta e monta, regola e registra, le moto si accendono.
Si passa quindi al pagamento anticipato e alle firme.
Otteniamo di prelevarle oggi, anche se il noleggio parte domani e leviamo le ancore. Torniamo quindi da Zhukov, dove si sta davvero bene e lui è una splendida persona.
E poi la sua guesthouse è un punto di riferimento per i motociclisti che vengono qui da tutto il mondo per fare il Pamir. Aggiustano le moto, ti prestano attrezzi, ma soprattutto sono una fonte inesauribile e attendibile di informazioni fresche fresche. Straconsigliato e molto utile direi.
Collego il GPS alla presa di bordo e non funziona. Controllo il charger e risulta morto. Strano, funzionava quando sono partito. Rismonto tutto e scopro che quel genio del meccanico inciabattato ha invertito i cavi bruciando il fusibile del caricatore. E sì che erano segnati con più o meno! La matematica non deve essere stata il suo forte alle elementari… ammesso che le abbia fatte.
Il fusibile (che è di quelli piccoli in vetro) non si trova, ma Stas ci salda un filo e tutto riprende a funzionare.
Alla sera cena fuori. Si mangia italiano, nell’unico ristorante italiano di Osh, che raggiungiamo in taxi. Nessun italiano in cucina, ma penne all’arrabbiata buone e pizza pure. E per stasera l’abbiamo portata fuori.
Domani si parte…
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Massimo Adami
BMW F800GS Adventure
YAMAHA XT600E
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