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Vecchio 25-08-2018, 20:15   #14
Massimo
Il GPS umano
 
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COME ARRIVARE

Chi ha intenzione di girare da queste parti ha tre possibilità:

a) può ovviamente arrivarci via terra dall’Italia, ma il viaggio è lungo e laborioso e, se il tempo è poco, l’opzione è da scartare. Tuttavia, va detto che in molti scelgono questa soluzione come partecipanti al Mongol Rally, che dal 2004 vede ogni sgangherato mezzo a motore calcare queste sgangherate strade asiatiche: il Pamir è proprio sul percorso, quindi potete farci un pensierino…

b) può spedire la propria moto via terra a Biskek o a Dushambe con il “polacco” e farsi comodamente il viaggio in aereo, quindi ritirare la moto e affrontare il percorso. A parte il costo di spedizione, questa soluzione consente di utilizzare il proprio mezzo, purché sia idoneo al contesto, ed è compatibile con tempi stretti.

c) può noleggiare una moto in loco e raggiungerla in aereo, con costi inferiori, ma con maggiori incertezze sull’affidabilità del mezzo meccanico. Noi abbiamo voluto sperimentare questa soluzione, soprattutto perché pensavamo di non avere moto nostre adatte allo scopo. Sull’argomento dirò in dettaglio più avanti.

VOLI

A parte l’ipotesi a), vi servirà un aereo per raggiungere il punto di partenza. Io consiglio di partire da Biskek o da Osh e di fare il giro in senso orario, perché in caso di ritardi dovuti ad imprevisti, nel tratto finale avrete maggiori possibilità di recuperare il tempo perso: da Kalai-Khumb a Dushambe, se butta male, potete fare tutto asfalto e da Dushambe a Osh la strada è molto scorrevole e veloce. Nel senso contrario invece, se vi trovate in ritardo bestia, una sola è la strada e in parte sterrata. In ogni caso prendetevi qualche giorno di margine per acclimatamento e imprevisti.

Ciò premesso, due sono le compagnie aeree economiche che volano dall’Italia in Kirghizistan: la russa S7 Siberian Airlines, che da Verona fa scalo a Mosca e raggiunge direttamente Osh, e la turca Pegasus Airlines, che da Bergamo fa scalo a Istanbul e raggiunge Biskek.

Noi abbiamo scelto la prima per tre motivi: 1) leggermente più economica (prenotando con ampio anticipo si spendono circa € 500,00 andata e ritorno); 2) atterra a Osh, dove abbiamo noleggiato la moto, evitandoci così di prendere un volo interno da Biskek; 3) non serve il visto russo perché si rimane nell’area transiti dell’aeroporto di Mosca.

La prima tratta dura tre ore e mezza, la seconda quattro ore e mezza. In estate i voli partono nel primo pomeriggio e arrivano alla mattina presto del giorno seguente. Perfetti direi per non perdere tempo prezioso.

DOCUMENTI E VISTI

Per il transito a Mosca, come detto, non serve visto, ma non potete uscire dall’aeroporto. Neppure per il Kirghizistan serve il visto, che invece è richiesto per il Tajikistan.

La procedura è tuttavia molto semplice, basta andare sul sto https://www.evisa.tj e seguire le istruzioni. Vi consiglio di accedere al sito con Mozilla Firefox, perché con Internet Explorer talvolta non si apre o si blocca. Il visto dura 45 giorni e consente un solo ingresso e una sola uscita (se pensate di fare dentro e fuori dal confine, vi serve dunque un visto con ingressi multipli da richiedere per le vie consolari classiche). Ricordatevi di abbinare il permesso speciale GBAO senza il quale non potrete entrare nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan, e quindi in Pamir. Il visto con il GBAO costa 70 dollari che pagherete con carta di credito. Il visto vi arriva per email, basta stamparlo e portalo con sé. All’ingresso viene timbrato e all’uscita ritirato.

E’ richiesta la patente internazionale (convenzione di Vienna del 1968) che dura tre anni e si richiede alla Motorizzazione. Portate anche la patente nazionale. Nessuno però ci ha mai chiesto di esibirle.

Naturalmente serve il passaporto, ma lo davo per scontato.

Noi abbiamo fatto una polizza specifica contro gli infortuni di viaggio, che non serve per farvi venire a prendere da un carro attrezzi, ma che è in grado di organizzare cure e rientro aereo in caso di emergenze gravi. Per quindici giorni costa circa 100 euro… sperando di averli buttati via.

POLIZIA E CONTROLLI

Al di fuori dei valichi di frontiera e dei check points nessuno ci ha mai fermato, nemmeno per normali controlli, né in Kirghizistan, né in Tagikistan. Nonostante i racconti inquietanti letti, ho avuto l’impressione che polizia ed esercito abbiano un occhio di riguardo per i turisti: quindi niente richieste di denaro o sequestro dei bagagli (o forse siamo stati solo fortunati).

A meno che non passiate davanti alle varie pattuglie (e sono molte, mimetizzate a bordo strada) a paletta con il dito medio alzato, nessuno dovrebbe fermarvi. Va detto però che a Dushambe c’è molta polizia in giro e, secondo me, la tentazione di fermare qualche turista potrebbero anche avercela. Basta però andare piano, senza commettere infrazioni e la voglia dovrebbero tenersela.

Ai check points tagiki viene richiesto il passaporto, il visto e la carta di circolazione. Nient’altro di tutte le scartoffie che vi danno al confine.
Pochi minuti per la registrazione del passaggio (rigorosamente su quaderni a quadretti delle elementari) e si può ripartire.

Lungo il confine con l’Afghanistan si incontrano militari tagiki armati che pattugliano la strada a piedi, sempre sorridenti e pronti a scambiare un saluto.

Sui file GPX e KML allegati sono segnati con precisione tutti i check points.

La frontiera tra il Kirghizistan e il Tajikistan nei pressi del Kizil-Art Pass (4280 m) è un po’ rognosetta: noi abbiamo impiegato 45 minuti per uscire dal Kirghizistan e 3 ore per entrare in Tagikistan. Invece la frontiera tra il Tagikistan e il Kirghizistan nei pressi di Isfara è molto più veloce (45 minuti in tutto) perché hanno il computer e non i quaderni a quadretti e la biro.

CARBURANTE

Nei distributori “veri” si trova benzina a 80 e 92 ottani. In quelli “mimetici” invece non si capisce bene che roba ti danno. Da Osh a Sary-Tash nessun problema di rifornimento. A Sary-Tash c’è un solo distributore sempre aperto anche di notte (ma è impossibile non vederlo perché ci si arriva per forza davanti, qualunque sia la vostra direzione). A Murghab ci sono più distributori da taniche, per cui salvo disgrazie non dovreste rimanere a secco. 4 km fuori Langar, nella Wakhan Valley ce n’è un altro ben mimetizzato. Occhio a non saltarlo perché è fondamentale. Poi, proseguendo ne trovate altri fino a Kalai-Khum. E così via.

Insomma la benzina non è un problema. Calcolate che la tappa più lunga non supera i 300 km.

Sui file GPX e KML allegati sono segnati con precisione i distributori essenziali.

VITTO E ALLOGGIO

Fatta eccezione per le città, come Osh e Dushambe, il pernottamento con colazione e cena costa dai 10 ai 15 dollari a cranio. Quindi non si spende praticamente un tubo. Si tratta tuttavia di sistemazioni molto basiche, ma noi abbiamo sempre trovato una doccia calda.

Se volete strafare, a Osh, Khorugh, Kalai-Khumb e Dushambe trovate anche alberghi veri con tutte le stelle che volete.

Lungo tutto il percorso, nei centri abitati generalmente ci sono dei mini market che vendono bibite fresche, gelati, biscotti e quant’altro per placare fame e sete rabbiosa. In ogni caso portatevi dietro dell’acqua e qualcosa da mettere sotto i denti per le emergenze.

Costa tutto davvero una miseria.

ASSISTENZA

In caso di guasto alla moto dovete arrangiarvi.

Soprattutto nella Wakhan Valley, che è poco frequentata, dovrete trovare un mezzo di fortuna per raggiungere qualcuno che possa darvi una mano. In tutta la Wakhan non esistono meccanici per moto, ma solo uno per auto a Langar e due a Eshkashem (ma noi li abbiamo trovati chiusi). A Murghab credo che sia la stessa musica.
Per cui gli unici centri dove potrete trovare assistenza sono a Osh (da Muztoo) e a Dushambe (da Bike-House) che hanno officine moto piuttosto essenziali. A Khorugh potete ricorrere solo a meccanici generici. I pezzi di ricambio, se ne avete bisogno, arrivano a Biskek e a Dushambe via aerea dall’Europa o dalla Russia.

Consiglio dunque caldamente di partire con la moto in ordine, molto in ordine…

BANCA E VALUTE

In Kirghizistan circola il Som kirghiso (ne servono circa 68 per fare un dollaro). In Tagikistan circola invece il Somoni tagiko (ne servono poco meno di dieci per fare un dollaro). Vengono però accettati pagamenti in dollari e, raramente. anche in euro.
Il mio consiglio è quello di pagare preferibilmente in valuta locale, perché con i dollari ci vanno un po’ di manica larga.

Per quanto riguarda Osh, non tutti gli sportelli ATM funzionano con i nostri bancomat (o meglio con quelli che avevamo). Ma sul file allegato ho segnato l’esatta posizione di uno sportello che invece ha sempre funzionato (l’unico a dire il vero). Lì vicino c’è pure una banca (anch’essa segnata sul file allegato), che allo sportello cambia di tutto, dollari, euro e pure rubli (che come è noto sono una palla al piede). Attenzione perché non cambia somoni in som, per cui se non riuscite a spenderli tutti in Tagikistan, l’unica possibilità di cambiarli è nel bazar.

In Tagikistan invece è molto difficile trovare ATM funzionanti. Ad esempio a Khorugh, dopo interminabili tentativi a tappeto, sono riuscito a prelevare con la VISA, ma solo strisciandola allo sportello di una banca (posizione segnata). A Dushambe stessa musica, ma lo sportello ATM all’interno del Serena Hotel (in Rudaki Avenue n. 14), funziona perfettamente e vi sputa fuori dollari o somoni senza nemmeno farvi finire di digitare il PIN.

In sintesi, questo il mio consiglio: a Osh procuratevi dollari e som (allo sportello ATM o in banca). I dollari vi serviranno per il primo tratto della Pamir Highway fino a Murghab (dove, nell’unico hotel, vi cambiano dollari in somoni). Poi pagate preferibilmente con quelli. Se restate a secco potete cambiare o prelevare a Khorugh e Dushambe.

POPOLAZIONE E SICUREZZA

I Kirghizi e i Tagiki sono quasi esclusivamente di religione musulmana sunnita, ma non proprio di ghisa. Quindi la birra la si trova (quasi) dappertutto e le donne si fanno pure guardare perché non girano intabarrate, anche se non ho visto minigonne.

La gente incontrata si è dimostrata curiosa di conoscerci, amichevole e, soprattutto, pronta a dare sempre una mano senza chiedere nulla in cambio. I sorrisi e l’entusiasmo dei bambini sono poi gesti che restano impressi nei ricordi.

Il tenore di vita è basso (o meglio, più semplice del nostro): cellulari per tutti insomma e gente vestita normalmente. Non abbiamo mai visto miserabili, né avuto la percezione di pericolo, in nessuna occasione. Tutt’altro.

L’assassinio di quattro ciclisti stranieri avvenuto a fine luglio di quest’anno nei pressi di Danghara, è stato un caso davvero isolato, ad opera di alcuni giovani balordi disoccupati, poi uccisi e/o arrestati dalla polizia senza tanti complimenti (in internet trovate il video dell’investimento intenzionale e le foto dei sospettati morti sparati). Il collegamento con l’ISIS è stato, a detta degli autoctoni, creato ad hoc dai media.

I caratteri somatici dei kirghisi tendono al mongolo, quindi occhi a mandorla e facce tonde per intendersi. Mentre i tagiki richiamano fisicamente le popolazioni arabe, iraniane soprattutto. Le donne tagike sono a mio avviso molto belle, ma è una battaglia persa in partenza…

LA MOTO

E arriviamo alla scelta più determinante: il mezzo meccanico.

Esprimo subito il mio personalissimo pensiero, ma so che tanto verrà criticato, per cui prendetelo appunto come la mia semplice opinione.

Credo che affrontare il Pamir con un grosso bicilindrico da enduro (tipo KTM Adventure o GS) sia inutilmente faticoso, perché tutto quel peso e quella potenza non servono. Inoltre portarsi dietro 300 e passa chili su quelle marogne, cercando di dosare con prudenza il gas, a mio avviso toglie il divertimento.

Io, che sono una chiavica a guidare, che non so andare sulla sabbia, né attraversare i guadi, sarei stato in enorme difficoltà. Magari avrei potuto anche farcela, ma sarei stato tutto concentrato a guidare (e a non cadere), faticando a bestia e togliendomi tutta la serenità, il piacere e il divertimento.

Non è questo quello che cerco; l’ho fatto in passato, ma non voglio più ripetere l’esperienza di portare una moto (per me non adatta ed esagerata), dove si va molto meglio con una motoretta leggera, che tanto la potenza basta e avanza, così come il comfort.

In altri termini – e per me, lo ribadisco - piccola e leggera è meglio di grossa, pesante e potente. Non so me si sono spiegato: andare a 50
all’ora con un GS non ha molto senso.

Siccome una moto così non ce l’ho, ho cercato e contattato tutti i noleggiatori kirghisi (in pratica solo due) e Tagiki (uno soltanto), per quanto a mia conoscenza. Alla fine della fiera la scelta è caduta su Muztoo, che ha base ad Osh, ed è anche il più grande e conosciuto, e probabilmente il più affidabile, stando alle esperienza di altri.

Qualche anno fa un filosofo canadese mi ha spiegato che la grandezza di una persona è inversamente proporzionale al numero di oggetti e beni materiali di cui ha bisogno. Da quel momento ho imparato a portarmi dietro il minimo indispensabile, anzi meno del minimo, per cui viaggio con bagagli molto essenziali e leggeri. Quindi nemmeno la capacità di carico del GS mi serve più.

Cercavo una motoretta essenziale, di semplice manutenzione e leggera. E la scelta è caduta su XT600E, vecchiotta se volete, ma se messa in ordine, pure affidabile e soprattutto proporzionata alle mie scarse capacità di guida e facilmente sollevabile anche da solo in caso di cadute.

Questa per intendersi.



Ho chiesto a Muztoo di costruirmi un portapacchi maggiorato per poter mettere la mia sacca a rotolo da 35 litri (tutto il mio bagaglio). Inoltre la moto montava già il serbatoio maggiorato Acerbis da 23 litri che consente un’autonomia di oltre 400 km e una borsa da serbatoio, comoda per macchina fotografica e quant’altro. Perfetto direi.

Un momento. Ci sono anche le note dolenti. Le moto che si trovano a noleggio da queste parti sono molto vecchie: si tratta di XT600 della fine degli anni ottanta provenienti dall’Europa, a cui viene fatta soltanto la manutenzione essenziale, per cui scordatevi di noleggiare una moto nelle condizioni di cui alla foto di cui sopra, e mettete in conto tutte le incognite possibili e immaginabili.

Inoltre il prezzo di noleggio è molto alto: io sono riuscito a spuntare 90 dollari al giorno, ma è un furto. Sono il primo a dirlo.

E non è finita: assicurazione inesistente; se succedono guasti sono tutti problemi vostri, perché non viene fornita assistenza. Se vi si ferma in Tagikistan dovete provvedere voi a riportarla in Kirghizistan. Insomma ve la noleggiano e si fanno pagare profumatamente, però al resto – a tutto il resto – dovete provvedere voi a vostre spese.

Se leggete poi il contratto di noleggio, vi passa la voglia di noleggiarle, dato il tenore delle clausole di esonero dalla responsabilità.

Detto questo, ho deciso ugualmente di provare e tutto sommato è andata abbastanza bene, o meglio l’ho sfangata in qualche modo.

Muztoo organizza anche viaggi con jeep al seguito per motociclisti, soprattutto tedeschi, assai spendaccioni. A loro fornisce XT660, messe meglio. Il parco mezzi conta più di una cinquantina di moto, ma alcune, secondo me, vengono utilizzate per recuperare pezzi di ricambio, di difficile reperimento da queste parti.

Muztoo è di proprietà svizzera, ma ha base logistica in Kirghizistan appunto (e precisamente a Osh, quindi comodissimo per iniziare la M41). In loco lavorano attualmente come dipendenti George Moore (inglese), oltre a Oybek, tre o quattro meccanici e una segretaria (tutti kirghisi). C’è anche una rudimentale officina, ma di meglio non esiste da queste parti.

Ogni contatto commerciale e operativo viene gestito in Kirghizistan. Sul sito ufficiale http://muztoo.ch ci sono i recapiti.

In alternativa a Bishkek c’è Motorcycle Rental in Kyrgyzstan Rider (http://www.motorent.rider.kg/) gestito dal fratello di Stas Zhukov, che a sua volta gestisce una guesthouse a Osh, fondamentale punto di riferimento per i motoviaggiatori.

Stas è veramente una brava persona (e ora un amico serio e affidabile) e la società del fratello noleggia
Honda XRV750, Africa Twin, BMW F650GS, Yamaha XT660R, Honda NX 650 Dominator, Yamaha XT 600 e Honda XR250.

Pratica prezzi più bassi di Mutzoo, è in grado di consegnare con poco sovrapprezzo la moto a Osh e si prende maggiormente cura del cliente.

A Dushambe c’è invece Tajmototour (http://www.tajmototour.tj/) presso Bike-House, dove si può trovare assistenza. Pratica prezzi più alti di Mutzoo ma mi risulta che le moto siano più nuove.

Potrebbero esserci anche altri noleggiatori, ma non li conosco, né posso dire nulla sulla loro affidabilità.

Se dovessi tornare in Kirghizistan, noleggerei dal secondo che vi ho elencato, senza farmi troppe domande.

COSTI

I voli sono costati poco più di 500 euro, il noleggio moto circa 1.100 euri per 12 giorni e 400 li abbiamo spesi per benza, vitto e alloggio. Quindi è un viaggio relativamente economico: su per giù poco più di 2000 euri per 15 giorni, tutto compreso.

SITI DI RIFERIMENTO

Per ogni informazione e soprattutto aggiornamenti consiglio la consultazione del forum di Horizons Unlimited, nonché il sito e il forum fondamentali di Caravanistan.

FILES ALLEGATI

Tutto il percorso di viaggio in formato gpx (per navigatori Garmin) e kml (per Google Earth) è scaricabile QUI. Contiene il tracciato esatto seguito, gli alberghi dove abbiamo dormito, i ristoranti dove abbiamo mangiato, ma soprattutto i punti esatti di tutti i check points di polizia ed esercito, i passi di montagna, i distributori di carburante essenziali e gli altri punti logistici utili.

Tutto il racconto di viaggio in formato PDF è scaricabile QUI.


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Bene. Il pistolotto iniziale è finito. Se siete pronti possiamo iniziare…
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Massimo Adami
BMW F800GS Adventure
YAMAHA XT600E

Ultima modifica di Massimo; 09-09-2018 a 15:50
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