Nella città di Cordova ho trovato questo
bagno turco. Avendo la passione per le saune e dintorni ci sono caduto dentro e messo nelle cose da fare a Cordova. Mentre guardavo il sito mi è venuto in mente una cosuzza..... magari mi sbaglio, voi che dite?
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Nella cultura occidentale - derivata dalla letteratura europea del 1700 e 1800 - Harem e Hammam si confondono e si mescolano. Nella visiona romanzata occidentale sono i luoghi della viziosa voracità maschile e dell’insoddisfatto desiderio femminile, cui l’uomo esercita il dispotismo più protervo. Diviene sinonimo di una extraterritorialità sia morale che legale dove la liberbertà maschile è assoluta, diventano la metafora dell’Oriente e l’apoteosi della visione della donna orientale in cui si fondono due componenti della sua femminilità: l’esibizione e la lasciva indolenza. Questa visione è diffusa anche se già dalla prima metà dell’800 viaggiatori riportano esperienze dirette diverse come
Harriet Martineau che lo descrive come opprimente e affollato in cui il frastuono è assordante. Nonostante questi sporadici testi di esperienze dirette, lo sguardo occidentale maschile impone una visione autorevole che si arroga il diritto di raccontare le proprie fantasie, che coincidono con tutto ciò che è interdetto, o considerato perverso nella società europea con i suoi ruoli ben definiti, i suoi codici comportamentali, i suoi tabù.
Ancora più forte è la trasmigrazione al mondo pittorico, le donne del bagno turco si trasformano in creature prigioniere, abuliche, inerti e inconsapevolmente esposte, o meglio predisposte, agli sguardi fuori scena. Naturalmente occidentali. Nell’Oriente immaginario della tradizione artistica il celebre dipinto di
Jean-Auguste-Dominique Ingres, Il bagno turco, costituisce un esempio dal quale non si può prescindere.
“Una pittura telescopica, e quindi implicitamente immaginaria, o quanto meno rubata, di questo interno domestico dove le pigre creature femminili, in mostra passiv per l’osservatore, pur nella finta ignoranza di uno sguardo da fuori, rivelano attraverso il colore della pelle, i turbamenti, i tratti fisionomici e la gestualità rallentata la provenienza dalle regioni che compongono l’impero” [Attilio Brilli]. Questa descrizione fatta da Attilio Brilli del quadro potrebbe essere estesa a tutti gli altri quadri della stessa corrente. Inoltre quadri e libri sono stati dipinti e scritti da persone che sono mai state in quei luoghi.