Quote:
Originariamente inviata da jocanguro
Pollix :
cosa si puo' fare ?
magari ora e a caldo ???
un mega sciopero/manifestazione a roma sotto il parlamento, incontriamoci in 5000 motociclisti, blocchiamo il centro di roma,
e forse si accorgeranno di noi ...
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Ehhhh... sarebbe bello riuscirci, ma è una utopia.
Ogni volta che ho provato a proporre a dei motociclisti il problema del pedaggio delle autostrada, la prima risposta che davano era sempre la stessa:
"io non vado mai in autostrada". La seconda era
"i veri motociclisti non usano l'autostrada".
Come ho detto prima, io la uso poco, andare in moto in autostrada non mi piace, la evito appena posso. Ma questo non toglie che la trovo utile.
Non abito vicino a strade emozionanti da fare in moto, come quelli che abitano vicino all'appennino. Conosco motociclisti che appena escono da casa possono farsi strade belle e sempre diverse. A loro l'autostrada interessa ancora meno.
Io (e tanti come me) mi devo fare molti km per avere strade piacevoli da fare, e se me li facessi in statale ci metterei troppo tempo. Quindi l'autostrada è utile per questo. Ma pare che in tanti non lo considerino, e trovano solo buoni motivi per non protestare in modo attivo.
Ma del resto trovano buoni motivi per non fare nulla per ogni altro possibile problema. Al massimo ci si lamenta nei bar, poi se dici
"dai, facciamo una protesta", tutti hanno altro da fare, oppure dicono
"buona idea, fammi sapere come va a finire".
Quando Motociclismo ha fatto il raduno al Mugello per consegnare le 30.000 firme, i motociclisti intervenuti erano 300, e per Motociclismo era un successo.
Non hanno considerato che ai raduni come quello per il Sic, o quelli monomarca per Ducati e Moto Guzzi vanno, dai 5.000 ai 15.000 motociclisti.
Al raduno dello Stelvio dai 5 ai 10.000, alla Befana Benefica di Milano, se c'è bel tempo, arrivano ad essere più di 4.000 moto.
Quindi 300 moto che sono? Sono la dimostrazione della immensità del c@#### che gliene frega ai motociclisti italiani del pedaggio delle autostrade.
Per me è una questione di principio, il principio di pagare una cifra adeguata al veicolo che guido, ma questo concetto non ha mai risvegliato interessi da parte dei motociclisti.
Motociclismo l'ha proposta in modo più venale: soprattutto un problema di costi. Dopotutto gli Italiani sono più sensibili al portafoglio che ai motivi di principio, ma anche questo non ha portato grandi risultati.
Ora la conclusione della sperimentazione (assurdo proporre e avere accettato uno sconto basato su una sperimentazione) non farà che dare un motivo in più a chi dava la risposta più usata quando si proponeva di fare una qualsiasi protesta:
tanto non serve a niente
Quanta amarezza...