"Rigore è quando arbitro fischia". (cit.)
Non essendoci state sanzioni da parte della direzione corsa né a Laguna Seca né al Red Bull Ring, né a Motegi, allora dobbiamo accettare come legittime tutte le manovre, sia quelle di Rossi sia quelle di Marquez. Amen.
Tuttavia il confine fra "imprudente" e "illecito" non è definito a priori dai regolamenti, se non in maniera alquanto generica, e non potrebbe essere altrimenti vista la varietà delle possibili situazioni. Io, dopo aver visto e rivisto la dinamica dell'azione, ritengo che quello di Marquez sia stato un azzardo e che Dovizioso lo abbia realmente previsto e si sia regolato di conseguenza.
E quando parlo di "azzardo" il momento cruciale è il fotogramma 4, ove si vede bene come la Honda vada a infilarsi all'interno della Ducati mentre Dovizioso si sta impostando per fare l'ultima curva a destra. Il forlivese, con grande lucidità, sceglie di evitare di chiudere la traiettoria e resta sufficientemente largo scommettendo (e prendendoci in pieno) sul "lungo" di Marquez e evitando il pericolo di una collisione. D'altra parte, ragionando a posteriori, possiamo anche affermare con ragionevole certezza che la manovra di Marquez in quel caso non aveva speranze: per star davanti a Dovizioso e non andare lungo non poteva fare altro che cercare una impossibile staccata a vita persa.
Tuttavia, se il Dovi avesse deciso - del tutto legittimamente visto che era avanti fino al fotogramma 4 - di chiudere in anticipo la traiettoria per non lasciar spazio a Marquez, la collisione sarebbe stata inevitabile. E se entrambi i piloti, come era probabile, fossero andati a terra,
la cosa sarebbe convenuta a Marquez, non a Dovizioso, perché il distacco in classifica fra i due sarebbe rimasto invariato.
Sono quindi dell'idea che Marquez abbia compiuto quella manovra "garibaldina" essendo del tutto consapevole di quanto sopra. Lecito? certamente.
Sportivo? ma anche no.