Quote:
Originariamente inviata da Pacifico
E qui che mi trovi in disaccordo... ex piloti o sportivi agonistici in generale significa avere una mentalità disciplinata ed alla ricerca della massima prestazione... per prestazione non significa la massima velocità ma la capacità di aver individuato, nella disciplina insegnata, il miglior gesto tecnico o atletico per gestire il mezzo. Ne conoscono, più di chiunque altro, pregi e difetti. Cioè, sono, sulla carta, quelli che posseggono la conoscenza dei limiti alti e che possono controllare più di altri, che agonisti non sono e che al massimo hanno qualche giro per i passi. Se poi alla loro conoscenza del mezzo aggiungi tutto il resto capirai da solo che uno studente potrà ottenere risultati lusinghieri anche sulla sicurezza stradale. Perché poi, oltre alla carta scritta, la moto la devi guidare .... Poi possono esserci bravi istruttori che non sono mai stati agonisti ma si vede subito...
|
Sono perfettamente d'accordo sul fatto che per insegnare la guida sicura su strada sia indispensabile un mentalità disciplinata e volta alla ricerca della massima prestazione, intesa come capacità di individuare il miglior gesto tecnico per gestire il mezzo nelle varie situazioni, ma proprio per il fatto che la guida sicura è una disciplina tecnica e non agonistica, tale abilità può essere raggiunta anche da chi non ha esperienza nelle competizioni.
Sia chiaro: per insegnare a guidare la moto occorre comunque sapersi avvicinare ai limiti del suo comportamento, ma non è indispensabile che tale distanza sia infinitesimale; basta che sia ridotta, e questa caratteristica si ritrova anche in ottimi dilettanti.
In proporzione, credo che sia più importante avere altre doti, tra le quali spicca una mentalità in generale estremamente disciplinata.
D'altro canto, non è raro il caso di assi del motociclismo che guidano magnificamente, ma "con il culo", senza essere un granché consci della dinamica della moto, argomento che invece conviene conoscere a fondo, perché di utilità fondamentale per spiegare il perché delle reazioni che si verificano quando si fa qualcosa in sella a una moto.
Né l'agonismo garantisce agli atleti la capacità di analizzare i difetti e la psicologia dell'allievo, né tantomeno quella di di trasmettergli le competenze.
Quando ho fatto i corsi per (non) qualificarmi come IGSS ho avuto compagni di corso che provenivano dalle competizioni. Andavano molto bene in moto, ovviamente, ma nei role-play di insegnamento non sapevano neanche da dove cominciare. Mettere un pilota agonistico a fare l'istruttore di guida sicura non genera necessariamente un valore aggiunto.