Secondo me, così come per imparare a nuotare come dio comanda si deve andare in piscina... per imparare ad andare bene in moto si deve avere la possibilità di andare in pista possibilmente con motociclette con le quali se cadi e sfasci qualcosa te ne importa relativamente e dove il tipo di facciata che puoi prendere è sempre piuttosto calcolato.
Andare periodicamente in strada con chi è più bravo e va forte può rivelarsi un'arma a doppio taglio perché è vero che apprendi ma c'è sempre il pericolo che uno non troppo preparato proprio per il fatto che viene continuamente spinto a stargli dietro rischia di commettere errori fatali che non riesce a gestire con le conseguenze che tutti possiamo immaginare.
Quando si parla di moto, a differenza delle altre discipline, c'è il grosso problema della sicurezza e del pericolo elevatissimo determinato da nmila variabili che non va mai dimenticato.
Per cui per misurare uno realmente bravo bisogna essere nelle condizioni ambientali più consone per farlo. In pista.
Per me uno che in strada va forte rischiando in continuazione non è uno bravo, è uno che rischia, quindi non lo prendo in considerazione.
Prendiamo il discorso delle pieghe: piegare molto è spesso considerato sinonimo di abilità. E' in un certo senso vero: farlo ad alte velocità richiede grande sicurezza di se e un ottimo feeling col mezzo. Ma sulle strade di merda che ci sono è rischioso farlo anche per un pilota.
Quindi se un pilota cade in strada per colpa di un gradino sull'asfalto dovuto ad uno smottamento o perché c'è del brecciolino è perché non è bravo o perché non è nelle condizioni giuste per farlo?
Ultima modifica di chuckbird; 01-09-2017 a 13:03
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