Lunedì 3 Aprile
Oggi inizio a risalire la costa occidentale dell'isola sud, con prima tappa programmata alla penisola di Otago qui potete leggere qualcosa
https://www.ilturista.info/guide.php...cat3=3&lan=ita
per prima cosa sono andato alla spiaggia di Sandfly
la giornata è splendidamente soleggiata: poi ho raggiunto la città di Portobello
da qui mi sono diretto alla riserva Blue Penguins Pukekura: purtroppo il tour per vedere i pinguini blu( possibile solo con un pulmino) partiva alle 16,30. Allora sono andato pochi km più avanti alla riserva Royal Albatross Centre. Qui ingresso libero fino alla spiaggia.
Dopo aver mangiato qualcosa sono ripartito per coprire i 100 km che mi separavano da un'altro dei posti messi in agenda: i Moeraki Boulders.
I Moerak Boulders sono una stravaganza geologica. A prima vista si direbbe che un bambino gigantesco abbia dimenticato sulla spiaggia le biglie. Sono infatti delle sfere rocciose perfettamente tonde sulla spiaggia di Koekohe, vicino al piccolo insediamento di Moreaki. Se ne contano oltre una cinquantina – tra integre e frantumate. Alcune superano i due metri di diametro e pesano oltre sette tonnellate, mentre altre arrivano a qualche decina di centimetri di dimensioni; ma in media il loro diametro si aggira intorno al metro. La leggenda Maori ha una propria spiegazione relativa alla loro origine. Il gruppo Ngai Tahu, che viveva nell’area limitrofa, associa i massi al naufragio della grande canoa Arai Te Uru, a seguito di una tempesta, mentre navigava verso Sud. Le sfere sarebbero la trasfigurazione di parte del suo carico, ovvero cesti tondi di cibo e zucche. Ma altri elementi dell’evento sono stati cristallizzati nel paesaggio: lo scafo sarebbe diventato la scogliera che si estende in mare fino a Shag Point, e la grande roccia, Hipo, il navigatore. E ancora molte delle colline tra Moeraki e Palmerston portano i nomi dei membri dell’equipaggio, e una quello dell’onda che sommerse l’imbarcazione. La scienza, ovviamente, propone un’altra spiegazione, non meno romantica.
A prima vista i massi sembrerebbero essere stati cesellati e poi depositati dal mare, ma in realtà la loro provenienza va cercata nella direzione esattamente opposta, ovvero presso i rilievi che si innalzano a ridosso della spiaggia.
Per milioni di anni, infatti, queste scogliere le hanno custodite dopo averle forgiate nel loro grembo. Poi gli agenti atmosferici hanno dilavato via la roccia più soffice, liberandole, e permettendo loro di rotolare sulla battigia. Si è trattato, insomma, di una sorta di parto.
Questo l'ingresso alla spiaggia
a fine pomeriggio arirvo a Oamaru che, per me, era una tappa obbligata.
Ho prenotato al Chillawhile Hostel: perdete un minuto ma andate a guardare il loro sito. Meravigliosamente caotico, una galleria d'arte nella reception: fantastico. Vi mettono a disposizione anche tutta una serie di strumenti musicali.
http://www.chillawhile.co.nz/
Il posto è un'edificio di fine 800
anche le istruzioni per preparare il letto: suggerimento finale " Dormire in mezzo alle lenzuola fornite " !
cena e poi domani il mio primo museo della Nuova Zelanda.