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Pivello Mukkista
Registrato dal: 07 Nov 2016
ubicazione: mosca
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Posso continuare o qualcuno si sta' annoiando...?
Basta un avviso e mi rimetto in silenzio (lo scrivo col sorriso....per me è sempre un piacere, il confronto educato e a tema).
Innanzitutto, grazie Giacomo.
Allora, rimango sul concetto gia' espresso nella mia prima risposta.
Vi faccio un piccolo esempio:
proviamo a considerare il solo corpo ammortizzatore, senza molla e mettendo per un attimo da parte gli attriti e la resistenza offerta dall' olio nel passaggio tra le sezioni.
Se spingo il perno dello stesso all' interno del corpo, la pressione della camera azoto (è una camera di compensazione volume) , offrirà una resistenza, con un incremento in percentuale, tra perno in posizione di riposo, tutto esteso, e perno fine corsa ( la pressione interna, se parte da un valore x di 10 atm, avrà un incremento fino ad un valore y di 12 atm ca ).
Ad ogni atmosfera all' interno della camera , abbiamo una variazione di ca 2 kg di resistenza ( dato da prendere come esempio, per rendere piu' comprensibile la cosa).
Se nella camera azoto, ho una pressione vicina al minimo (0 atm), minima sara' la resistenza offerta ( diciamo, nell' ordine di incremento, di qualche kg di forza), viceversa con pressione su valori alti (10 atm), massima sara' la resistenza ( e in questo caso,possiamo parlare di ca 20 kg di forza ).
Ripeto, sono dati non precisi, ma servono solo da esempio.
Ecco perchè insisto a dire, che prima di parlare di molla, si affronta il tema revisione e giusta pressione camera azoto.
Se avete in casa un mono con valvola ,potete tranquillamente fare una prova:
azzerate la pressione, mettetelo sopra una bilancia e lentamente spingete il perno dentro il corpo....osservate l' ago (se analogica) a che livello di forza in kg ,si ferma.
Ora, caricate aria o azoto,a 10 atm e ripetete l' operazione.....l' ago in questo caso , si fermerà a valori nettamente superiori a prima.
(Un mono tipo ohlins ,con corsa di 70/80 mm ed un perno da 18 mm , a 10 atm di pressione, offre ca 25/30 kg di forza resistente)
Ora, la forza resistente sviluppata dal gas dentro al mono, si somma a quella della molla ed entrambi concorrono al sostegno del posteriore.
Ritorno un attimo sul tema cavitazione, con poche parole :
la cavitazione si crea, quando vi è un' interruzione della continuità di un fluido, dovuta ad un netto calo di pressione locale ...in sostanza , si formano delle "bolle" tra le molecole del liquido in oggetto. L' effetto è piu' evidente, quando l' olio è inquinato dal gas, che in parte passa attraverso la tenuta del separatore (passaggio di bassissima entità, ma continuo)
Ad un aumento dei gas all' interno dell' olio, vi è un minor controllo idraulico, soprattutto in fase di estensione.
Metto da parte la questione citata da Giacomo sulle prove in pista, con le diverse costanti molla, perchè io potrei dire l' esatto contrario.....quando si cercano i decimi sul giro, vi sono moltissimi altri parametri da considerare.
Se ho la giusta pressione azoto (ripeto, giusta) al mono posteriore, è ovvio che se il retrotreno si siede troppo, portando la moto in sottosterzo, la soluzione sara' quella di chiudere maggiormente il registro basse velocità compressione e in secondo ordine, montare una molla più dura, ma ripeto, se ho la giusta pressione, altrimenti si torna al punto di partenza.....per prima cosa , verifica dello stato del mono compresa pressione camera gas (se vogliamo considerare solo il retrotreno).
Come ultimo , la questione valvola è per me solo economica....
Gli ammortizzatori originali, sono migliori di alcune altre marche offerte sul mercato (vedasi i marchi con "occhi a mandorla"), fanno il loro lavoro, ma se si fa' un confronto con i nomi piu' famosi (e guarda caso, con valvola per la revisione), è perdente, in termini di scorrevolezza , possibilita' di registro e revisione.....la valvola è un plus
(parere personale)
Ultima modifica di birillo mx; 05-12-2016 a 23:38
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