Manco il divino Otelma riuscirebbe in poche righe.
Una cosa è sicura: molti sbagliano a considerare la moto a se stante senza valutare l'interazione dinamica del pilota sulla costante variazione del baricentro sui tre assi.
Poi bisogna valutare gomme e pressioni usate e solo infine le sospensioni.
I bravi piloti (stradali) si adattano adeguando la guida alla moto, i bravissimi colgono un ben preciso limite, in una ben precisa fase della guida e a quella si pone rimedio, da soli se si è in grado o facendosi aiutare da chi ne capisce sul serio.
Ciò premesso non si devono confondere i valori metrici in funzione degli effetti. Quindi bisogna essere consapevoli che la moto si può "alzare" di "n" mm attraverso durezza molle, leveraggio, precarico e interasse provocando (a parità di altezza) effetti completamente differenti che se non si sanno gestire è meglio non cambiare.
Romano
Roma
|