Un tester di Cycle World, al rientro dal test in enduro in Sud Africa, scrive il suo parere sul DCT e indica chiaramente, alla fine dell'articolo, a chi lo consiglia e a chi no.
Nel corpo dell'articolo dice un paio di volte che un pilota esperto ha tutto sommato DA PERDERE usando il DCT ("An experienced rider is occasionally giving something up with DCT and rarely gaining anything"), ma la parte interessante è la fine dell'articolo, che cito letteralmente dal link qui sotto:
http://www.cycleworld.com/2016/01/01...on-for-riders/
"I see
two candidates for whom DCT will be a great option. The first are
newer riders who want to focus on the journey, for whom the advantage gained simply allows them more enjoyment. The other is for
older riders who will take all the help they can get. I have several friends who are excellent riders but have failing joints (generally from crashing motorcycles) that would enjoy the ease this system offers.
For those who are more experienced, or want to focus on developing their skills, the manual transmission is the better choice".
Il che è esattamente quel che avevo scritto io:
il DCT viene suggerito ai "newer riders" (ossia alle mezze pippette, come direbbe Pacifico) e agli "older riders" (ossia ai semirincoglioniti, come ho scritto io, o a chi ha le articolazioni fottute ("failing joints", come dice l'articolo);
per i piloti veri ("For those who are more experienced, or want to focus on developing their skills"), la scelta migliore è il manuale ("the manual transmission is the better choice").
Il che coincide anche con il parere del tester di Moto.it (anche lui al rientro dai test in Sudafrica), il quale peraltro ha scritto chiaramente che il peso maggiore del DCT in fuoristrada "si fa sentire".
In pratica, il DCT è un cambio per mezze seghe, per rincoglioniti e artritici.
Ovviamente esagero un po', ma una risposta a chi da anni sostiene (a vanvera) che siamo in presenza del "futuro" e che i cambi manuali sono per vecchi rimbambiti ci voleva!!!