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Vecchio 28-01-2016, 10:49   #7
gaspare
Mukkista doc
 
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Originariamente inviata da ozama
Non so peró come possa essere sfruttato in fuori strada..
Infatti la sfida è proprio quella.
Seguirà un iter simile a quanto già visto con l'ABS, con tanti beta tester che evidenzieranno quello che i collaudatori (che ragionano con competenza e capacità di guida superiori alla media) non sono riusciti a individuare come una criticità.

Vedo comunque che Honda ha spostato il terreno di battaglia sugli automatismi, dove sa di essere avvantaggiata rispetto alla più muscolare e diretta concorrenza.
Non è infatti tradizione di Honda emozionare con erogazioni da purosangue che vanno ad intaccare anche l'affidabilità con maggiori sollecitazioni meccaniche: da sempre sono motori millesimati, con quello che serve per essere efficaci, anche e soprattutto a discapitio delle emozioni - che ora sono quasi un monopolio KTM, che le fornisce proprio come scelta filosofica più orientata a profili racing.
Per restituire l'idea, ricordo una definizione dell'XR 600 durante un test comparativo negli US, con il Katoom... "magic carpet ride".
Honda non credo si distaccherà mai da questo credo, e - sconfitta in anteprima - sposta il conflitto sugli automatismi.
Il mercato attuale e il destino già scritto della versione rustica dell'AT dicono molto delle intenzioni della casa di Hamamatsu, che trasformerà il mezzo in un qualcosa di funzionante il più possibile da solo, rastrellando nella gran fetta di mercato che vede KTM come qualcosa di eccessivo.
Le altre giapponesi non penso che si metteranno in competizione con questi due estremi, e continueranno a offrire qualcosa di più "tradizionale" per gli scettici e i modesti.
BMW dovrà scegliere perchè ha i numeri e la verve per entrare su entrambi i fronti, pertanto non è escluso che riesca a coniugare entrambe le filosofie per rosicchiare vendite a 360° - ma il problema è che ha i suoi tempi, e - boxer a parte - sarà sempre in inseguimento, a meno di vere sorprese.

Fantapolitica?
Può essere, ma è solo per capire quanto bisogna tenersi strette le nostre cavalcature.
Vuoi perchè la lotta è appena cominciata (e io non gradirei essere beta tester a meno di esser compensato per il servizio reso); vuoi per il fatto che ci saranno moto sempre più ignoranti come prestazioni da una parte, oppure sempre più automatizzate.

La prima categoria è da rivista, perchè continuo a sostenere che tutto quel che va oltre a 70 CV è di troppo; oltre ci si esprime solo in una pista da aeroporto o in scenari africani (ma - credetemi - ci vuol del pelo sullo stomaco, ma pettinabile!).
Tanta coppia fa bene per il carico, ma anche lì con 8 kgm siamo già a parere.
Se si vuole seriamente performare con la soma da viaggio, a mio modesto parere è lo spirito represso che bisogna curare anzichè il motore.

La seconda categoria, l'automatico, porterà la moto sempre più vicina alla Playstation.
Magari è una scommessa per il futuro, in cui generazioni ormai svezzate all'uso di pulsanti più che al contributo fisico in un mondo reale si troveranno forse a loro agio...
Ma io sono nato in un'era in cui la moto era ancora una propaggine dei propri arti, non del proprio cervello - quindi faccio fatica a farmi piacere certe cose che vedo (sarò brutale) come strumenti per diversamente motociclisti.
Inoltre, la complicazione - da cui progressivamente vorrebbero con spirito munifico vederci sollevati - la vedo invece come una "regola del gioco" e dispensatrice di soddisfazioni e divertimento.
Mi si accappona la pelle solo al pensiero che quella tal curva - risultata un trionfo - è frutto di un'orchestrina in cui suonano antipattinamento, controllo di stabilità e cambio automatizzato, il tutto in sintonia con sospensioni a controllo elettronico.
Pilota: a scartamento ridotto.
Ci si può deconcentrare, non sapere nulla di messa a punto e avere la sensibilità di una talpa che non cambia un granchè: basta il denaro per comprarsi i gadget - come il biglietto per la funivia, mentre qualcuno arrampica con le proprie gambine.
Converrete che la stessa vetta ha due valori differenti...
Ricordiamoci che non siamo pagati per andare in moto e rendere al meglio, ma solo per trarne piacere.

Bene: ora che sarò tacciato di essere non that much politically correct, sono contento.
Una voce fuori dal coro ci vuole, no? Altrimenti è noia. :-)

In ogni caso, la conclusione del romanzo è che il tutto è interessante, ma... no, grazie.
Mi tengo la mia tanto abiurata GS (senza ABS) come il massimo della complicazione che intendo permettermi - e invito chi legge a chiedersi cosa vuole realmente, senza farsi condurre a spasso dai costruttori e dalle loro disinteressatissime politiche.

Forse è il momento di discutere di questo.

Ultima modifica di gaspare; 28-01-2016 a 10:53
gaspare non è in linea   Rispondi quotando