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Vecchio 12-06-2015, 12:11   #186
gonfia
Mukkista doc
 
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Correggetemi pure se sbaglio, ma da quanto ho capito leggendo ( voi e gli articoli) e facendo riferimento alle mie sensazioni durante la guida mi pare che possiamo distinguere due momenti diversi di applicazione di questi principi, ossia :
1) il passaggio da moto dritta a moto inclinata oppure il raddrizzamento da una piega da un lato per riportare la moto dritta o piegare dal lato opposto
2) il mantenimento di una traiettoria curva o l'ulteriore chiusura di detta curva.

Nel primo caso ( per semplificare consideriamo la marcia rettilinea ) spostiamo il manubrio da posizione centrale a - ad esempio- a destra: la moto tenderebbe ad andare a destra ma l'inerzia porta il nostro baricentro a continuare il moto rettilineo e fa si che la moto si inclini a sinistra. In pratica girando lo sterzo a destra abbiamo sbilanciato il nostro equilibrio verso sinistra... trovo molto calzante l'esempio del bastone portato da Wotan un po' più su.
Dipendentemente dalla velocità con questa manovra di controsterzo (e qui trovo difficile definirlo diversamente!) entra in gioco anche l'effetto giroscopico che aiuta ulteriormente.
Lo stesso effetto di sbilanciamento verso sinistra lo possiamo ottenere anche mantenendo il manubrio dritto e spostando il nostro corpo verso sinistra, caricando più peso sulla pedana sinistra: il baricentro dell'insieme moto-pilota si troverà a sinistra della linea congiungente i punti di contatto a terra delle ruote e la moto tenderà a cadere a sinistra, ma questa azione ha un effetto più smorzato, più lento nel manifestarsi, quindi meno efficace se usato da solo e non in abbinamento al controsterzo.

A questo punto siamo in piega a sinistra ed entriamo nel caso 2):
Il manubrio, seppur di pochissimo, è ruotato nella direzione della curva, e l' effetto "cono" della sezione curva dei pneumatici porterebbe la moto a percorrere una linea curva, ma per ragioni legate alla geometria della ciclistica se noi lasciamo il manubrio stando col peso centrato sull'asse della moto questa tende inizialmente a aumentare la rotazione del manubrio verso sinistra e -nuovamente per effetto del controsterzo- tende a raddrizzarsi.
Per il mantenimento della linea curva desiderata noi dobbiamo opporci a questa tendenza con un'azione sul manubrio che contrasti il raddrizzamento, spingendo sulla manopola sinistra: forse in questo caso la definizione "countersteering " è fuorviante, in quanto a meno di perdere aderenza al posteriore ed andare in sovrasterzo il manubrio continuerà ad essere ruotato un minimo verso sinistra, trovo più calzante il termine "push-steering " che fa intuire meglio quello che avviene realmente.
Se proprio vogliamo possiamo dire che controsterziamo rispetto alla tendenza dello sterzo a chiudersi.

La forza che dobbiamo applicare a questa spinta mi sono reso conto che varia anche parecchio in base a vari fattori, tra i quali metterei anche lo stato di usura delle gomme: avrete sicuramente notato come a gomme appena cambiate lo sforzo per guidare è minimo per via del raccordamento ottimale dei profili di anteriore e posteriore, quando le gomme sono verso la fine ed i profili sono alterati molto spesso la moto diventa dura e bisogna spingere parecchio di più sulla manopola interna e spostare anche il corpo aiuta a fare meno fatica.
L'usura degli pneumatici avviene lentamente per cui c'è un'assuefazione da parte nostra a questo fenomeno, ma quando mettiamo le gomme nuove la differenza salta subito all'occhio, la moto si guida con due dita e se non si sta attenti si tende a chiudere troppo le curve!

Spero di aver detto troppe cazzate, e in fiduciosa attesa che mi bacchettiate se le ho dette vado a fare un giro in moto per verificare di persona!! 😄😉



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