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Originariamente inviata da aspes
e qui si va nel sesso degli angeli... la curva la devi chiudere e basta, quindi se rialzi la moto rispetto a quel che sarebbe naturale per la traiettoria, in qualche maniera devi comunque mantenere il raggio di curvatura, se no allarghi. A meno di fare una spezzata, che forse riesce bene a marquez ma su asfalto per noi umani la vedo un po' difficile.
QUindi il movimento non e' poi cosi' drastico, diciamo che progressivamente trasferisci peso sulla pedana esterna restando a indugiare un po col busto ancora interno, ma sei gia' in fase di "traslazione sulla sella", sulla quale il tuo peso non grava. Insomma, tutte queste fasi se vogliamo dirla tutta, la sella la sfiori, e' come essere in piedi se vuoi che il tuo peso possa "sbilanciare" la moto agendo sulle pedane. Poi la transizione da una situaizone all'altra ha comunque una certa gradualita'. In definitiva, non e' cosi' netta la distinzione tra le varie fasi, e' "diluita " con continuita'. E di certo non e' frutto di ragionamento sequenziale ma di automatismi del corpo/mente
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Si, si, stiamo dicendo la stessa cosa; ed é giusto aggiungere che la transizione tra le fasi ingresso e uscita di curva devono essere graduali come puntualizzi tu.
Quello che voglio dimostrare io è che la spinta sulle pedane e lo spostamento laterale del busto sono operazioni distinte che all'occorrenza possono essere messe in atto anche in modo disgiunto e opposto.
- La spinta sulle pedane serve per controllare consapevolmente l'angolo di piega della moto affiancandosi all'effetto giroscopico del manubrio (invece per lo più inconsapevole ed istintivo)
- Lo spostamento laterale del busto serve per ottimizzare, a parità di velocità di percorrenza della curva, l'angolo di piega della moto per avere più grip in percorrenza e più trazione in uscita.
Non posso negare sicuramente che stiamo facendo solo discorsi da bar e che guidare una moto é tutt'altra cosa, per fortuna aggiungo, ma avere consapevolezza di certi principi male non fa.. Parlo per me ovviamente