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Originariamente inviata da ste.2000
Tornando al discorso pedana esterna che mi interessa molto..
Prima metà della curva, come abbiamo detto prima: busto spostato verso l'interno e pressione sulla pedana interna per accentuare l'angolo di piega, OK funziona!
Seconda metà della curva, devo incominciare ad accelerare: premo sulla pedana esterna per anticipare il raddrizzamento della moto ma continuo a tenere il busto interno alla curva finché la curva non è completamente finita.. Giusto?!
In questo modo però ho il busto da una parte e il piede che preme dalla parte opposta.. Come la mettiamo con il principio di cui si parlava prima che la pressione della pedana deve essere sempre abbinata ad uno spostamento del busto dalla stessa parte?
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e qui si va nel sesso degli angeli... la curva la devi chiudere e basta, quindi se rialzi la moto rispetto a quel che sarebbe naturale per la traiettoria, in qualche maniera devi comunque mantenere il raggio di curvatura, se no allarghi. A meno di fare una spezzata, che forse riesce bene a marquez ma su asfalto per noi umani la vedo un po' difficile.
QUindi il movimento non e' poi cosi' drastico, diciamo che progressivamente trasferisci peso sulla pedana esterna restando a indugiare un po col busto ancora interno, ma sei gia' in fase di "traslazione sulla sella", sulla quale il tuo peso non grava. Insomma, tutte queste fasi se vogliamo dirla tutta, la sella la sfiori, e' come essere in piedi se vuoi che il tuo peso possa "sbilanciare" la moto agendo sulle pedane. Poi la transizione da una situaizone all'altra ha comunque una certa gradualita'. In definitiva, non e' cosi' netta la distinzione tra le varie fasi, e' "diluita " con continuita'. E di certo non e' frutto di ragionamento sequenziale ma di automatismi del corpo/mente