15° giorno: Dakhla – Laayoune 885 km.
Stasera vorrei arrivare al Sable d’Or di Tan Tan Plage in modo da essere pronto la mattina seguente per prendere la pista delle scogliere e farmi così l’ultima giornata di fuoristrada. Il vento ha ripreso a soffiare forte dal deserto, ma mi sento decisamente in forze dopo un pomeriggio di ozio per cui non me ne accorgo più di tanto. Alle 10.30 sono già ad Hassa Lakra per il pieno ed un caffè, mi accendo una sigaretta e vado al check a lasciare la fiche. “Bonjour, ça va?”…. l’ufficiale prende il foglio e in un attacco di pignoleria mi dice che non c’è scritto il CIN, il numero che la polizia marocchina mette ad ogni passaporto. “Pas de probleme” lo ricordo a memoria, comunque se vuoi ti faccio vedere il passapor…. Merde! Merde! Merde! E’ rimasto in albergo. Ma ziostrapork…. Lo tengo sempre con me…. Quello stordito di portiere ieri me l’ha chiesto per la registrazione e stamattina quando ho pagato non me l’ha restituito. “Desoleè Diegò….mieux ici que à Laayoune… ce sont 169 km jusqu’à Dakhla…”.
Giro la moto e incomincio la lunga sequela di 340 “porco di qui” e “porco di là” che mi accompagneranno per circa 3 ore. A Dakhla mi fanno cenno di passare senza neanche fermarmi, i colleghi del check li hanno già avvisati che stavo tornando in albergo a riprenderlo. Ritornato a Hassa il capo scrive diligentemente il numero e mi augura un “Bonne route”. “Grazie”, “Più che della buona strada ho bisogno di uno specialista in Alzheimer”. Penso tra me e me.
Poco prima di Boujdour ci mancava anche una leggera tempesta di sabbia a per farmi incazzare ancora di più. I granelli ai 110 sembrano aghi quando si conficcano sulle parti del volto scoperte.
Tempesta di sabbia
Per sera sono a Laayoune: sul vialone principale davanti ai 5 stelle c’è una sfilza di Toy bianchi dell’UN… passo oltre e mi scelgo un piccolo albergo con la caffetteria a fianco. Metto la Fotty accanto alle sedie e mi faccio una lunga doccia ristoratrice. 200 metri prima ho visto un ristorante spagnolo ed ho una fame da lupi.