Sono un entusiasta possessore di moto cinghiata.
Ho comprato la f800s proprio per la pulizia e l'assenza di manutenzione della cinghia che prometteva. Ho detto addio agli scuotimenti della catena che si allunga, addio agli ingrassaggi, al rumore di rotolamento, ai controlli dopo ogni singola uscita.
Mi sento più sicuro perché dopo una caduta dovuta a un bloccaggio della catena ero diventato paranoico con i controlli. Mi sento più sicuro perché non c'è alcuna maglia falsa visto che mi è capitato di rimanere bloccato a 40 km da casa per colpa di una maglia che è andata a donnine. E ancora ringrazio di non avere avuto nessuno dietro me, visto che la catena è letteralmente sparata via dietro mentre percorrevo una superstrada trafficata come la Orte-Viterbo.
Ho detto benvenuto alla precisione dei comandi: accelero tot, tot risponde, immediatamente.
Il problema vero secondo me è dovuto alla distanza pignone-asse sosp. posteriore. Se il pignone girasse sullo stesso asse su cui ruota il forcellone (stile 450x?), penso si potrebbero progettare sospensioni anche a lunghissima escursione. Invece la distanza pignone-sosp. post. crea una sorta di leva (non so come definirla) che impone che la cinghia-catena abbia un certo gioco. E l'unica sarebbe recuperare il gioco con le rotellone da roller blade montate con la molla (stile buell).
Insomma, secondo me la cinghia non la si adotta per motivi di pigrizia intellettuale. C'è una soluzione che è già molto buona, la catena, ed è una soluzione cui tutti sono abituati. Ma c'è una soluzione che, se parte da un buon progetto, sulla carta potrebbe essere anche migliore, soprattutto se si dà più peso alla silenziosità d'uso e all'assenza di manutenzione.
Ultima modifica di gggiorgiooo; 07-02-2015 a 10:09
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