Qualcuno c'è, per fortuna. Pochi, ma ci sono.
Ogni giorno quando torno dal lavoro incrocio un ragazzino con un Duke 125 che rincasa da scuola: zaino sulle spalle, giubbotto non specifico da moto e niente guanti... nemmeno per coprire le mani dal freddo che ormai è arrivato.
Nello stesso tragitto trovo anche una bimbetta su un piccolo vespasiano baulettato, probabilmente una Yamaha YBR 125, che regolarmente bastona il suddetto visto che è sempre in anticipo su di lui e transita a velocità ben più interessanti...

E spesso mi capita di trovare in giro un'altra ragazzina, bellissima, su un'altra Duke; avessi la sua età e fossi senza moto ne comprerei una solo per poter avere il pretesto di avvicinarla...


Detto questo, una YBR o anche una Duke sono mezzi ben meno "emozionali" di quelli che ho potuto vedere e guidare io che a diciassette anni giravo con una Mito da 30 cavalli, ma è anche vero che sono cambiati tempi e desideri.
Fermo restando che da una parte per motivi di sicurezza diamo ai sedicenni di oggi motine che sono dei chiodi improponibili, e dall'altra lasciamo che tornino alle cinque di mattina cotti come mele spesso senza domandarci se magari non ci sia qualcosa di più della stanchezza a ridurli in certi stati.
In ogni caso alla base c'è la passione, che uno ha o non ha.
A inizio Anni Novanta la piazza del mio paese era piena di 125: tutti o quasi i sedicenni avevano la moto. Poi tutti o quasi hanno compiuto diciotto anni e si sono messi al calduccio della macchina; io sono stato uno dei pochi che dopo il 125 hanno fatto il salto verso le moto "da grandi". Da un lato posso dirmi fortunato che i miei hanno avuto la possibilità economica di comprarmi anche la prima Ducati, ma dall'altro sono stato io a volere quella piuttosto che la macchina che mio padre mi avrebbe ben volentieri messo sotto al sedere al suo posto.
Oggi la moto non interessa più come vent'anni fa, c'è poco da fare. Da una parte ci sono meno soldi in giro, da un'altra le moto per i giovanissimi scaldano ben poco i loro cuori... e per finire, quasi tutti preferiscono avere in tasca l'ultimo Aifon con cui postare su feisbuc ogni particolare delle loro serate autodistruttive.
Io la domenica mattina a diciotto anni mi alzavo presto, mi mettevo la tuta di pelle, prendevo la Mito e andavo al Muraglione.
Ch siano scelte o differenti opportunità non so dirlo, ma non rimpiango nulla.