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Mukkista doc
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12 giugno, giovedì (Svolvaer - Sorkjosen)
Come previsto il cielo è ancora nuvoloso, pioviggina e le temperature si mantengono rigide, decisamente più di quanto ci aspettassimo prima della partenza; non tanto in termini di gradi effettivi, quanto per il freddo percepito. Al mattino acquistiamo ciascuno una maglia di lana tecnica per escursionismo, che, tra l’altro, ci costano un occhio della testa! Per alcuni giorni il nostro abbigliamento sarà così composto: t-shirt in cotone, intimo termico sintetico del decathlon, maglia di lana tecnica, pile, giacca dainese goretex con imbottitura, antipioggia spidi e, nonostante tutto, il freddo continua a farsi sentire.
Continuiamo a percorrere la E10, che taglia le Lofoten, fino a riprendere la E6 con l’obbiettivo di avvicinarci il più possibile ad Alta.
Come accaduto già il giorno precedente, incontriamo paesaggi fantastici, purtroppo inesorabilmente abbruttiti dalle cattive condizioni climatiche, che non aiutano, per la poca luce, a scattare foto.
La strada corre tranquilla e a sera decidiamo di pernottare a Sorkjosen, dove troviamo un solo albergo: prendere o lasciare. Non è il massimo, ma non ci lamentiamo. Il prezzo delle camere è nella media norvegese, vale a dire che costa uno sproposito. In serata si aggiunge un intero gruppo di turisti tedeschi, con cui dividiamo la cena a buffet.
13 giugno, venerdì 8 (Sorkjosen - Nordkapp - Alta)
Il gran giorno è arrivato: oggi raggiungeremo Nordkapp.
Neanche a dirlo, freddo e cielo nuvoloso sono ancorà lì ad attenderci, ma noi, galvanizzati al pensiero di raggiungere la rupe, siamo pronti a sfidare anche le più ostili condizioni meteo.
Il primo tratto di strada che percorriamo in direzione di Alta supera dei rilievi montuosi ancora coperti di neve; anche in questo caso l’altitudine non è stratosferica, ma è la latitudine a far la differenza. Quello che in Italia sarebbe poco più di una collina qui è sufficiente per vedere la vegetazione diradarsi progressivamente, lasciando posto a pochi arbusti, muschi e licheni, esattamente come dalle nostre parti accade nelle più alte vette.
Lungo la strada avvistiamo, finalmente, anche la prima renna; cartelli che ne segnalavano la presenza ne avevamo incontrati anche molto più a sud, ma fino ad ora non ne avevamo visto nemmeno l’ombra.
In prossimità di Alta la strada torna a correre in pianura, salvo poi salire nuovamente.
Se nella prima parte della giornata abbiamo incontrato solo pioggia, tra Alta e Olderfjord compaiono i primi fiocchi di nevischio. Che nevichi pure, è il suo bello; oggi niente può fermarci!
Quando raggiungiamo l’ultimo tratto di strada che porta a Caponord resto stupito mi trovo davanti un paesaggio completamente diverso da come me lo ero immaginato, forse influenzato dai tanti luoghi comuni su Caponord.
E’ molto meglio delle mie più rosee aspettative: la strada corre lungo il mare, la terra è brulla, priva di vegetazione ed anche il temibile vento, che mi avevano riferito soffiare spesso molto forte, fortunatamente oggi è quasi assente.
Il cielo poi offre suggestioni incredibili. Sembra una pista da ballo in cui i fenomeni atmosferici danzano senza sosta. La variabilità è massima e si alternano, più volte tra loro ed in rapida successione, sole, nubi, pioggia, grandine e nevischio.
I minuti sembrano durare ore e il tratto di strada che conduce alla rupe pare praticamente infinito; l’emozione è alle stelle quando superiamo il cartello “Nordkapp Kommune”; poi ecco il tunnel; ancora un po’ ed eccoci a Caponord: sono le 17 di venerdì 13 (la combinazione in questo caso è stata fortunata!).
Il costo del parcheggio è una follia. Sotto questo punto di vista siamo davvero nella trappola per turisti più a nord del mondo, ma lo sapevamo già.
Trascorriamo un po’ di tempo tra foto, shopping e quant’altro la tradizione richiede, così quando guardo l’orologio vedo che sono quasi le 19, senza rendercene conto sono passate due ore; è tardi e dobbiamo ripartire.
Percorro gli oltre 200km che separano Caponord da Alta a velocità folli per lo stato della strada, le condizioni meteo, la stanchezza e la presenza di renne. Per fortuna tutto va liscio, ma a ripensarci mi do ancora del cretino.
Verso le nove siamo al Rica Hotel di Alta.
A letto il pensiero vola alla vigilia della partenza ed alle mille preoccupazioni che avevo quella sera, come ogni viaggiatore ha prima di un così lungo viaggio.
Oggi non è da meno, ma se allora era l’ignoto cui andavamo incontro a spaventarmi, ora mi preoccupa ciò di cui ho piena consapevolezza: siamo appena al giro di boa!
Abbiamo percorso così tanta strada in 11 giorni, riusciremo a percorrerne altrettanta in molto meno tempo?
Mia moglie reggerà le lunghe galoppate che ci attendono per il rientro, dopo tutta la stanchezza, il freddo e le intemperie superate?
Il sonno ci coglie mentre tento di dissipare i pensieri con timido ottimismo.
continua...
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Ultima modifica di framax; 11-04-2020 a 15:47
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