L'INGRESSO IN TURCHIA - ARRIVO AD ISTANBUL - LUNEDI' 19 AGOSTO 2013
Grazie delantero, allora eravamo rimasti al tanto sofferto quanto sospirato ingresso in Turchia, e dopo 5 ore di dogana ci si è presentato questo paesaggio:
Piuttosto squallido si direbbe, e noi lo vedavamo ancora peggiore a causa del notevole appetito e della forte sete che nel frattempo iniziava a farsi sentire a causa del forte calore durante le 5 ore di permanenza in dogana, quindi noi che siamo stati i primi ad uscire rispetto a Francesco "WillyCoyote" con BMW 1200GS ADV e Antonio con KTM 1200 Adventure R, che abbiamo conosciuto in dogana, ci siamo subito diretti senza ulteriori indugi al più vicino punto di ristoro, perdendoci di vista.
Un vento caldo laterale provenente da nord, quindi dalla nostra sinistra, stava crescendo e disturbava non poco l'andatura, tanto che spesso ero costretto a rallentare per le raffiche, che sembravano in aumento. In effetti le raffiche di vento ci hanno accompaganto fino ad Istanbul, ma in generale abbiamo constatato che la Turchia è piuttosto battuta dal vento, tranne la Cappadocia, che da questo punto di vista è molto più riparata.
E qui è arrivata la prima sorpresa: in Turchia non è come in Italia che ad ogni km si trova un autogrill pronto a servirci qualsiasi pasto e qualsiasi bevanda a qualsiasi ora, purtroppo prima di trovare un distributore di benzina abbiamo dovuto fare ancora parecchi km, e prima di trovare qualche biscotto da mangiare parecchia altra strada, tanto che ci siamo subito persi Francesco ed Antonio ancora prima di iniziare il viaggio comune fino ad Istanbul.
Altra spiacevole sorpresa: in Turchia è molto difficile trovare non solo il vino (quello ce lo siamo scordati per tutto il viaggio) ma persino la birra, io mi ero sognato una bella pinta di birra alla spina bella gelata e gocciolante che avrebbe ripagato da tutte le ore di attesa in dogana al caldo, ed invece con massima delusione ho dovuto ricredermi e passare alla semplicissima acqua. In questa zona gli usi ed i costumi sono sostanzialmente mussulmani, ed è ben noto che questa gente è totalmente astemia (formalmente), salvo ubriacarsi di nascosto con chissà quali intrugli. Fortuna che abbiamo avuto l'accortezza di portarci da casa dello sciroppo Fabbri alla menta, che in tutta confidenza ci ha allieviato la triste sorpresa...
Comunque sia eravamo entrati in Turchia, era questo l'importante, ed ormai niente e nessuno ci avrebbe più fermato dal raggiungere le mete da lungo tempo programmate e sognate... Erano ormai circa le 15,00 e respiravamo un'aria calda inebriante che sapeva di oriente, ed eravamo sempre più ansiosi di proseguire il nostro viaggio verso Istanbul, ormai era questione di poco.
Dopo esserci rifocillati alla meglio ci siamo rimessi in sella ed abbiamo iniziato l'ultimo tratto di strada che separava dall'antica Costantinopoli, circa 250 km., dispiaciuti di aver perso Francesco ed Antonio, ma mentre proseguivamo a velocità sostenuta per recuperare il ritardo vedemmo in lontananza due motociclisti proseguire ad andatura molto più lenta, ed in breve li abbiamo raggiunti e sorpassati: erano loro due!!
Felici per il ricongiungimento insperato ci siamo subito diretti al primo ristoro della zona, che abbiamo trovato soltanto dopo parecchie decine di km, in modo da metterci d'accordo sul programma.
Abbiamo saputo in quel momento che Francesco era diretto verso la costa del mar egeo, mentre Antonio era diretto ad Istanbul come noi, e quindi abbiamo proseguito insieme fino alle porte della megalopoli, per poi proseguire solo con Antonio mentre Francesco, salutandoci, proseguì verso la zona asiatica...
Io e Monica eravamo piuttosto perplessi per l'aggiunta del compagno di strada, in quanto ci siamo accorti subito che la sua andatura era molto diversa dalla nostra e ci stava "zavorrando", e poi stava sorgendo un nuovo dilemma essendo preoccupati sulla sua sistemazione, quando ci dichiarò che non aveva prenotato nulla e che poteva alloggiare in qualsiasi posto, anche dove eravamo noi... Si tenga conto, in tutta confidenza, che noi avevamo volutamente scelto di partire in coppia solitaria proprio per essere senza vincoli di alcun genere, e per goderci appieno le nostre vacanze nella massima libertà senza alcuna imposizione di orario e senza programmi precostituiti... ed ora pareva invece che dovessimo prenderci cura di un compagno di viaggio che, pur essendo molto simpatico, da una parte ci stava zavorrando e dall'altra dovevamo "alloggiare" probabilmente con noi.
In realtà queste preoccupazioni furono eccessive perchè è vero che ci stava zavorrando, impedendoci un pochino il più completo piacere dell'ingresso nella metropoli, in quanto dovevamo sempre controllare che ci seguisse, ma poi pur alloggiando con noi fu molto discreto ed in pratica, come vedremo in seguito, ci incontrammo soltanto una mattina, ad una colazione, lasciandoci la massima libertà.
L'arrivo ad Istanbul fu molto sorpendente e ci lasciò a bocca aperta, nel senso che la superstrada a 4 corsie che proveniva da Ipsala, ossia dal confine greco, proseguiva fino al centro della città, ma la città iniziava una 30ina di km. prima del centro!
Infatti arrivati ad una 30ina di km dalla metropoli ci siamo accorti che il paesaggio stava cambiando piuttosto repentinamente: le zone desertiche o piuttosto steppose che abbiamo percorso per centinaia di km stavano lasciando il posto a costruzioni in cemento che in breve hanno assunto la forma di veri e propri grattaceli che quasi all'improvviso ci hanno balzato in una realtà completamente metropolitana, con un traffico caotico, code di auto, autobus, veicoli di ogni genere e soprattutto taxi, centinaia e centinaia di taxi che cercavano di evitare gli intasamenti del traffico.
Rimasti piuttosto shoccati da una simile presentazione di Istanbul, ci siamo lasciati guidare dal TomTom verso il nostro Hotel, Amiral Palace, che avevamo prenotato per sicurezza su booking onde evitare tutti i problemi della ricerca. La strada, che continuava a 4 corsie a partire da Ipsala, ha iniziato a costeggiare la zona del porto, ed abbiano visto che il nome della strada era Kennedy Caddesi, che si vede anche su tutte le mappe, e che conduce al centro della città vecchia, il centro storico chiamato Sultanahmed.
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