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Vecchio 27-08-2013, 13:56   #5
-Giuseppe-
Mukkista doc
 
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Dopo un oretta passata a vagare tra le stradine della favolosa Rouen, mettiamo la prora per Etretat. I Km che ci separano dalla meta sono pochi, circa 250, e decidiamo di prendere le strade provinciali per goderci ogni singolo cm di paesaggio, che, chi conosce la Francia, sà quanto possa essere "incantato". Ogni 15 km circa troviamo dei simpatici villaggi, formati da una trentina di casette, una chiesetta, e qualche genere alimentare. La lunghezza complessiva dei villaggi è di circa 100 metri per i più piccoli e il doppio per i più grandi. Con qualche eccezione per quelli che superano i 200. Ogni volta entrato in un paese, procedevo a 20/30 km/h, in primis per educazione, secondo perche sembrava essere in una favola dell'800. Ho ancora negli occhi ogni singola casetta, ogni singola chiesetta che abbiamo incontrato sul nostro cammino.



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Tra un villaggio e un altro passavamo campi di grano infinitamente estesi, ci davano l'impressione, quando non c'erano altre auto nei dintorni di essere gli unici esseri in quei posti, come fossimo tornati all'era dei carri tirati dai cavalli. Il vento atlantico spazzolava ogni singolo metro di quei campi, facendo acquistare al grano normanno dei movimenti ipnotizzanti, come se il grano e l'alta normandia volessero darci il benvenuto.



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Dopo circa 3 ore e mezzo arriviamo a destinazione, inutile dire che siamo emozionatissimi. L'aria improvvisamente diventa pastosa, acquista un odore di bagnato, le mie narici vengono riempite da un odore a me familiare, solo che questo, questo odore cosi intenso è 2 volte più forte di quello a cui io sono abituato. Tutto ad un tratto mi sembra chiaro. Quello è il profumo dell'oceano Atlantico. Più ci avviciniamo, più questo profumo diventa prepotente. Mi accorgo anche che l'ambiente è saturo di un frastuono insistente e chiaro. E' il regno dei Gabbiani Atlantici, non per nulla, anch'esso simbolo di Etretat. Dopo qualche minuto passato a prendere, vie e viuzze, cercando di andare sempre verso Nord, ci ritroviamo difronte ad una scalinata di circa una decina di gradini, impaziente come al solito, smanioso che incontrare le verdi acque dell'atlantico, scendo dall moto piazzandola nel primo buco trovato, e mi direggo verso quei gradini, ormai tra me e l'atlantico ci sono solo una manciata di metri. Salgo quei gradini, e la scogliera di etretat, incorniciata dall'atlantico incontrano i miei occhi, con una violenza che sembra essermi arrivata una sberla, come quelle della mia mamma quando facevo il "Monello" da piccino. I battiti aumentano e l'emozione è tale da non farmi credere di essere li ad ammirare quanto di meglio la vita può offrirti.
Torno in moto, e vedo la mia compagna che come una forsennata mi indica di affrettarmi in modo da poter andare anche lei. Mi avvicino e l'unica cosa che riesco a dire è, "vai". Seguendo con gli occhi il suo percorso, mi accorgo che anche lei, è stata sopraffatta dall'emozione.


Torna di corsa e mi dice "sbrighiamoci, cerchiamo un camping, sistemiamo tutto e torniamo", cosi fù. Trovammo per un caso assolutamente fortuito un posticino nel camping MUNICIPAL a circa 1 km dalla costa. Salto la parte della sistemazione in camping, e arrivo al meglio.
Finito di fare il ceck in e dopo esserci sistemati, ci avviamo con scarpette da ginnastica e pantaloncini li, dove avevo lasciato i miei occhi.
Iniziamo ad addentrarci in quelle stradine che prima avevo percorso in moto, e mi accorgo di quanto non avessi notato praticamente nulla di quel paesino, preso dalla foga di vedere l'oceano. Tutte strutture assolutamente nuove per i nostri occhi, l'estrema pulizia, l'educazione del turisti, mi fa credere di essere quasi in un'altro mondo.



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Dopo 15 minuti di camminata arriviamo in quella gradinata. Saliamo insieme e senza dire nulla, ci incamminiamo nel percorso che ci porterà sopra la scogliera. Tutto è irreale. Avevamo sognato di andarci, vedendo i posti su google maps.
Man mano che scaliamo la maestosa scogliera, mi rendo con di quanto realmente sia immensa. A questo punto le mie parole non servono per descrivere tutto ciò, le mie umilissime foto, fatte con I-phone e una compatta della Samsung bastano per rendere l'idea.



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Continua...
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ILCONFUSODIQUELLIDELLELICAZIOKAN
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-Giuseppe- non è in linea   Rispondi quotando